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La memoria dei garibaldini

Chi partecipò alla spedizione garibaldina del 1860 in Sicilia visse quell'esperienza, ma soprattutto la ricordò, come un momento del tutto eccezionale, consapevole della straordinaria opportunità di riscatto politico e sociale che era riuscito a cogliere: crollava un vecchio Stato e ne andava costruito uno nuovo con diversi criteri di legittimità, nuove cariche da ricoprire, nuove scale, nuovi valori da definire. Sebbene il cambiamento non corrispose alle aspettative di chi aveva scelto di diventare protagonista di quella svolta, nella straordinaria mole di diari e memorie che ne seguì (clicca qui per leggere la lettera di Giacinto Bruzzesi a Giuseppe Bandi, Una parola sulle molte storie garibaldine), rivisse come una stagione emozionante, quella della svolta e degli incontri epifanici. La memorialistica garibaldina, di cui di seguito si forniscono alcuni titoli, serve anche a questo: i volontari che scrivono vogliono dare significato ad un'esperienza che in un modo o nell'altro ha rivoluzionato le loro vite, o quantomeno le loro attese, i loro desideri, le loro rivendicazioni.

C.M.P.


- Abba Giuseppe Cesare, Ricordi garibaldini, Società tipografico-editrice nazionale, Torino 1913.
- Bandi Giuseppe, I Mille da Genova a Capua, A. Salani, Firenze 1903.
- Elia Augusto, Note biografiche e storiche di un garibaldino, Zanichelli, Bologna 1898.
- Fazio Giacomo, Memorie giovanili della rivoluzione siciliana e della guerra del 1860, Tipografia Francesco Zappa - Lega Navale, Spezia 1901.
- Tonso Giovanni, Brevi ricordi sulla vita di Natalino De Filippi, Maggiore garibaldino, Tipografia Roux e Viarengo, Torino 1904.