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MUSEO DIOCESANO - Catania, in mostra le raccolte Urzì e Nicolosi

MUSEO DIOCESANO - Catania, in mostra le raccolte Urzì e Nicolosi


22 ottobre 2020

Venerdì 23 ottobre alle 18,30 nella Sala Pinacoteca del Museo diocesano di Catania si inaugura la mostra "Dai depositi alla musealizzazione: il caso delle raccolte Urzì e Nicolosi".L'esposizione rende visibili gli oggetti delle collezioni di due sacerdoti catanesi, Salvatore Urzì e Salvatore Nicolosi, collezionisti di oggetti d'arte donati con testamento all'Arcidiocesi di Catania e da questa - in virtù di una lettura congiunta degli articoli del Codice civile e del Codice dei beni culturali - consegnati alla Soprintendenza dei beni culturali, in quanto beni appartenenti al patrimonio indisponibile della Regione.

«La mostra - sottolinea l'assessore regionale dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Alberto Samonà - rientra nella politica di valorizzazione delle opere meno conosciute, custodite nei depositi dei musei e delle Soprintendenze per far scoprire, anche attraverso esposizioni realizzate in collaborazione con musei pubblici e privati, il patrimonio della Regione. Quello della migliore valorizzazione del patrimonio è un argomento all'ordine del giorno, sul quale, come governo Musumeci, stiamo effettuando un approfondimento nella prospettiva di consentire la massima visibilità e fruizione degli innumerevoli beni contenuti in archivi e depositi regionali».

Della collezione Urzì fanno parte 160 piccoli oggetti provenienti da scavi archeologici quali piccoli vasi, qualche statuetta, piccoli esemplari di ceramica; alla collezione Nicolosi, invece, appartiene una raccolta di circa mille pezzi tra monete moderne e medaglie, di cui alcuni esemplari più antichi di epoca greca e romana, ma soprattutto di epoca medievale e islamica.

«La mostra allestita al Museo diocesano non ha un valore scientifico particolarmente elevato - dice la soprintendente di Catania Rosalba Panvini, che ha curato l'allestimento - ma una funzione conoscitiva e divulgativa soprattutto in chiave didattica. I reperti archeologici presenti, infatti, essendo decontestualizzati e privi di indicazione sull'area geografica di provenienza, sono stati raccolti ed esposti su base tipologica».