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BENI CULTURALI - Francofonte, si restaura la Chiesa del Carmine

BENI CULTURALI - Francofonte, si restaura la Chiesa del Carmine

Partiranno la prossima settimana a Francofonte, in provincia di Siracusa, i lavori di restauro, finanziati dalla Regione Siciliana, della Chiesa di Santa Maria del Carmine. A eseguirli sarà l'impresa Akab di Sinagra. Le risorse provengono dal "Fondo di sviluppo e coesione 2014 / 2020 - Patto per la Sicilia" e il progetto è stato realizzato dalla Soprintendenza dei Beni culturali aretusea. Di proprietà del Fondo edifici di culto del ministero degli Interni, l'edificio sacro è stato chiusa per motivi di sicurezza nel 2010.
«E' sempre stata la seconda, in ordine d'importanza, dopo la Chiesa Madre - sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - e un'intera comunità, che negli anni ne ha apprezzato il suo fortissimo ruolo aggregante anche per la presenza della statua di San Sebastiano, di cui è profondamente devota, ne attende con particolare trasporto la riapertura. Saremo in grado di esaudire questo legittimo desiderio alla vigilia del Natale del 2020 che, sono sicuro, questo evento renderà ancora più suggestivo e coinvolgente per tutti i francofontesi».
Dopo il violento sisma del 1693, la Chiesa del Carmine fu riedificata intorno al 1708 lì dove sorgeva la Chiesa di San Sebastiano. Era corredata da apparati decorativi in legno e in stucco, nonché da pitture parietali rifatte dopo il 1950. L'attuale pavimentazione di marmo risale al 1939-40 e, secondo le testimonianze di alcuni anziani, ricopre quella originaria, forse in ceramica.
Tra le opere previste, la revisione completa del tetto, la riparazione delle capriate e il consolidamento strutturale della muratura sommitale, di quella perimetrale e della volta. Per ciò che attiene al restauro conservativo, il progetto prevede interventi sulla torre campanaria, con lo smontaggio di tutti gli elementi lapidei, e sulle restanti parti del prospetto principale.
In programma c'è anche il restauro di tre preziose tele - realizzate tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo e raffiguranti la Madonna del Carmelo, il Profeta Elia e Sant'Antonio da Padova - che durante i lavori saranno trasferite altrove ma che, in occasione della riapertura della Chiesa di Santa Maria del Carmine, ritroveranno il loro antico splendore.