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100 Anni dal Terremoto nello Stretto di Messina - Mostra Convegno

In occasione della commemorazione del centenario del terremoto che il 28 Dicembre 1908 devastò l'area dello stretto, si è ritenuto opportuno fornire un fattivo contributo all'evento organizzando la mostra cui è stato attribuito il titolo "Il ruolo del Genio Civile nella ricostruzione"
Il convegno di presentazione della mostra si è tenuto il giorno 21.12.2008 nel maggiore teatro cittadino con la partecipazione di un folto pubblico ed, a seguire, si è proceduto, nella sede dell'Ufficio, alla inaugurazione della mostra dei documenti ed atti progettuali originali selezionati con opera certosina dal materiale rinvenuto fra gli atti d'archivio.
L'originalità dei temi trattati e del materiale esposto è stata molto apprezzata e la mostra è stata visitata fino a tutto il mese di febbraio del 2009 da autorità, studiosi della materia, scolaresche e gruppi di studenti universitari.
 



Il Ruolo dell'Ufficio del Genio Civile nella Ricostruzione

Relazione Introduttiva dell'Ingegnere Capo

Manifesto della Mostra_Convegno

L'Ufficio del Genio Civile non è sicuramente abituato a organizzare manifestazioni come questa, ma abbiamo ritenuto, per l'Istituzione che esso rappresenta, doveroso allestire una mostra per commemorare i tragici eventi del grande terremoto che si abbatté sulla città di Messina e Reggio Calabria.

Tante sono le iniziative in corso da parte di vari Organismi, sia pubblici che privati, questo a riprova di come ancora oggi, a distanza di 100 anni, sia vivo il ricordo e nel contempo vi sia una non tanto velata consapevolezza che quegli eventi così drammatici potrebbero ripetersi.

Messina era al tempo  ricca e prosperosa: commercio, artigianato unitamente ad una intensa attività culturale, facevano della nostra città, con al centro il suo porto, uno dei luoghi importanti del sud Italia.

In particolare la struttura caratterizzante il porto stesso era la cosiddetta Palazzata, un'opera di notevole pregio architettonico che senza soluzione di continuità cingeva per intero l'area portuale.



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Il Duomo, le sue strade ed i suoi palazzi erano essi stessi la rappresentazione di una città vivace e fiorente.

Poi ci fu il terremoto, che abbatté tutto, distruggendo una intera comunità oltre ai citati palazzi, monumenti e vie: tutto fu raso al suolo anche perché subito dopo il terremoto si verificò il maremoto.

Già nella mattinata del 29 nella rada di Messina giunse una squadra navale Russa che si trovava nel porto di Augusta; subito dopo arrivarono le navi Italiane ed entrambi gli equipaggi collaborarono per le operazioni di soccorso.



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Anche la Marina Statunitense il 28 Dicembre 1908 si trovava a porto Said, all'uscita del canale di Suez e immediatamente fece rotta verso la Sicilia.

Nell'immediato dopo terremoto il Governo Americano inviò legname per costruire 3000 baracche e successivamente, nel quartiere che prende ancora oggi il nome di "Americano", tra il torrente Zaera ed il Viale San Martino sorsero 1500 casette.

Dopo i Russi e Americani, va citata l'opera e le iniziative messe in atto dagli abitanti la città di Catania.



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Infatti furono proprio loro che ospitarono parecchie famiglie, distribuendo vitto, dando alloggio e soccorso ai numerosi sfollati.
Le immagini che vedete  riportano l'affresco posto al primo piano, nella sala del trono, presso il Comune di Catania, raffigurante la Madonna della Lettera e regalata dai Messinesi al popolo di Catania.

Nel passaggio dal piano terra al primo piano, sempre del palazzo municipale, vi è ancora una lapide che ricorda gli eventi e gli aiuti prestati.

Infine nel prospetto della chiesa di S.Agata al Borgo vi sono raffigurate tali gesta per volontà dell'allora Cardinale Giuseppe Francicanava.



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Oggi la città, interamente ricostruita, deve molto all' Ing.re Borzì, pubblico funzionario con il preciso compito di ridisegnarla e darle un assetto urbanistico.

E' grazie a lui che oggi abbiamo quei pochi ma importanti slarghi (come P.zza Maurolico davanti al palazzo di Giustizia o la villa Dante), spazi ampi dove ancora oggi è possibile radunare un considerevole numero di persone per una eventuale emergenza.

Anche a lui si devono gli edifici a corte, presenti soprattutto nella zona centro sud tra Viale Europa e Provinciale, con lo scopo primario di individuare per ogni isolato uno spazio esterno, aperto, sicuro ed immediatamente raggiungibile in caso di necessità.



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Ancor prima di mettere in atto tale attenta ed articolata pianificazione urbanistica, vi fu la necessità immediata di provvedere a dare assistenza alla popolazione.

L'Ufficio del Genio Civile ebbe al riguardo un compito primario provvedendo alla costruzione di strade, acquedotti, fognature e più in generale di tutte le opere infrastrutturali indispensabili per poter ricominciare una vita normale.
 



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Anche le baracche, furono in gran parte progettate dal Genio Civile.
Nel contempo, quella tragica esperienza, fece sviluppare nella nostra comunità una particolare cultura antisismica e nacque allora una specifica tipologia strutturale detta " tipo Messina".

Venivano cioè a dire a realizzarsi edifici molto rigidi nei quali, oltre all'ossatura in c.a. intelaiata, si inserivano maschi murari che rendevano l'edificio straordinariamente compatto e resistente alle azioni sismiche.

Tant'è che, quando arrivò la grande guerra e Messina fu bombardata, la città resistette a tal punto da essere chiamata la "città fantasma" in quanto i tetti degli edifici venivano distrutti sotto i colpi dei bombardamenti mentre le scatole murarie dei fabbricati realizzati, con quella tipologia strutturale, restavano intatte.
 



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L'Ufficio ha predisposto una relazione illustrativa dettagliata sul "Ruolo del Genio Civile" all'indomani del 28 Dicembre 1908 e chi lo vorrà potrà liberamente prenderne una copia al fine di approfondire le proprie conoscenze riguardo alle iniziative al tempo intraprese.
Presenteremo oggi due importanti strumenti per comprendere le pagine del terremoto e della ricostruzione.

Il primo lo vedrete tra poco è il panorama di Messina distrutta realizzato dal pittore Augusto Cesare Ferrari in sei mesi dopo il tragico evento.

Il secondo è la mostra storico - documentaria sulla ricostruzione di Messina ed il ruolo del Genio Civile, che sarà inaugurata a conclusione di questo convegno e che resterà visibile fino al 18 febbraio 2009.
 



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Questa mostra, con le immagini riportate nei pannelli disposti lungo il corridoio centrale al 1° piano dell'immobile regionale sede del nostro Ufficio, vuole fornire un contributo tecnico - grafico - illustrativo della capacità progettuale che si sviluppò tra i tecnici e le imprese del tempo con prodotti di notevole valenza sia architettonica che strutturale.
Vi sono infatti riportati in originale disegni, calcoli statici e particolari costruttivi di alcuni edifici pubblici e privati, che dal punto di vista tecnico risultano maggiormente significativi.

Ritengo, infine, doveroso riferire anche a voi la risposta che ho dato ad una domanda che, nell'ambito di una intervista sulla commemorazione degli eventi del 1908, qualche tempo fa un giornalista mi ha rivolto e che peraltro mi sono sentita fare in America all'Università di Stony Brook durante la commemorazione del centenario del terremoto:
- oggi la nostra città è preparata a fronteggiare un terremoto della stessa intensità di quello del 28 Dicembre di cento anni fa?
La mia risposta è stata no .

Bisogna infatti che in tutti noi, istituzioni, media, cittadini, vi sia la consapevolezza che la nostra città non è preparata a tale eventualità e non tanto in relazione ai fabbricati oggi realizzati che sicuramente presentano, rispetto agli edifici costruiti a quel tempo, tecnologie e modalità costruttive migliori, ma quello che va evidenziato è soprattutto l'assenza di strade, di vie di fuga, centri di raccolta, aree libere da edificazioni, spiazzi e slarghi aperti ed idonei come quelli a suo tempo concepiti e realizzati dall'Ing. Borzì.

Basta vedere cosa accade in occasione di una esercitazione di protezione civile dove un semplice acquazzone mette in evidenza tali criticità.

Ritengo allora che ogni giorno che passa senza aver progettato e soprattutto realizzato tali interventi è un giorno sprecato in termini di vite umane da salvare.

Concludo con un ringraziamento particolare al nostro Presidente della Regione Raffaele Lombardo, agli altri autorevoli rappresentanti istituzionali presenti, nonché a Rosy Danzino presidente dell'Associazione Educa che ha coorganizzato l'evento, a Mario Cavaleri per i suoi preziosi consigli ed al Prof. Marcello Saija per la professionalità e competenza nonché a tutto il personale dell'Ufficio del Genio Civile che con impegno, dedizione ed abnegazione, non trascurando i compiti d'istituto che andavano comunque portati a compimento, ha dedicato il proprio tempo e la propria competenza alla riuscita di questa mostra e quindi un grazie di cuore va anche e soprattutto a loro.
 




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