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Vaccini e Vaccinazioni

L'immunizzazione attiva (vaccinazione) rappresenta attualmente lo strumento più efficace ed efficiente di prevenzione a disposizione della sanità pubblica per il controllo, l'eliminazione o addirittura l'eradicazione delle malattie infettive. Tale pratica comporta benefici non solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche in modo indiretto, inducendo protezione ai soggetti non vaccinati (herd immunity). Le vaccinazioni infatti costituiscono il mezzo più semplice, efficace e sicuro per proteggere la popolazione, in particolar modo i bambini, contro importanti patologie, per le quali talvolta non esistono terapie efficaci, e gravate da severe complicanze a volte potenzialmente mortali.
I vaccini hanno cambiato la storia della medicina e si sono affermati come strumento fondamentale per la riduzione della mortalità e della morbosità, modificando profondamente l'epidemiologia delle malattie infettive. Grazie al loro impiego estensivo è stato possibile eradicare il vaiolo (uno dei flagelli che per secoli ha decimato la popolazione mondiale) e ridurre del 99% l'incidenza della Poliomielite. Altre malattie come il morbillo, la rosolia, la parotite, la varicella, la difterite, l'epatite virale B sono in via di eliminazione o controllo in tutti i Paesi che attuano programmi di vaccinazione estensiva.
Pertanto, l'obiettivo a breve termine della vaccinazione è quello del controllo della malattia, mentre l'obiettivo a lungo termine può essere l'eliminazione o la riduzione del rischio di contrarla. Ulteriore dato ampiamente documentato è rappresentato dal fatto che le vaccinazioni consentono la riduzione sia dei costi diretti (spesa farmaceutica, visite mediche, ricoveri ospedalieri..) che di quelli indiretti (giornate lavorative perse, assenze da scuola, ..) dovuti alla malattia stessa.
Compito dello Stato è quello di perseguire la salute dei cittadini, attraverso degli obiettivi prioritari, che in questo campo, trovano attuazione nel Piano Nazionale Vaccini (PNV) del Ministero della Salute, documento cha viene predisposto ogni tre anni.
Alle Regioni spetta il compito di tradurre in pratica gli indirizzi del PNV. In particolare la Regione redige il calendario vaccinale, stabilisce le modalità della compartecipazione alla spesa per le vaccinazioni non incluse nei LEA, definisce i requisiti di accreditamento dei centri vaccinali, nonché le modalità di sorveglianza dell'andamento delle coperture vaccinali per coorte di età e delle reazioni vaccinali.
Le ASP dovranno conseguentemente elaborare ed adottare (entro 60 giorni) un proprio piano attuativo come strumento di programmazione ed organizzazione dell'attività di prevenzione vaccinale sul territorio.
Il PNV 2012-2014, oltre a prevedere l'introduzione di ulteriori nuovi vaccini, ha fissato le percentuali di copertura per singolo vaccino, tale da rendere efficaci tutte le campagne vaccinali.
Per calendario delle vaccinazioni si intende la successione cronologica con cui vanno effettuate tutte le vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate e rappresenta una guida di facile lettura per il personale sanitario (in quanto strumento basilare per rendere operativi i programmi vaccinali e conseguire gli obiettivi delle diverse vaccinazioni) e per le famiglie, ideale per eliminare dubbi sulle date delle vaccinazioni .
Il calendario vaccinale va aggiornato periodicamente tenendo conto delle conoscenze scientifiche, della situazione epidemiologica, delle diverse malattie e della loro evoluzione, delle esigenze organizzative e delle nuove preparazioni vaccinali messe a disposizione dall'industria.
Inoltre l'aggiornamento del Calendario si pone come obiettivo di mantenere elevate coperture per le vaccinazioni la cui pratica è ormai consolidata e propone l'inserimento di altri nuovi vaccini riconosciuti come efficaci e sicuri (offerta attiva ai nuovi nati, ricerca attiva e vaccinazione dei soggetti a rischio) attraverso la messa a regime in tutta la Regione dell'anagrafe vaccinale per soggetto vaccinato e registrato, nonché l'implementazione della sorveglianza degli eventi avversi a vaccino.
Non per ultimo si sottolinea l'importante ruolo che rivestono i pediatri e i medici di base nel controllare che il calendario vaccinale venga scrupolosamente seguito dai loro assistiti.
L'arco temporale 11-14 anni rappresenta per i pediatri una tappa importante e ogni visita un'occasione opportuna per verificare la completezza del programma vaccinale, prima che l'assistito passi alle cure del medico di medicina generale.
L'utente dovrà sempre essere informato e sollecitato affinché il calendario vaccinale venga rispettato e le dosi mancanti siano al più presto completate (dTpa: dovrà essere ricordata l'importanza del richiamo a 13-14 anni e successivamente decennale; MPR e Varicella: bisogna accertarsi che nell'arco della vita siano state effettuate due dosi in qualunque momento; sensibilizzare le ragazzine di 11 anni e i loro genitori verso l'importanza del vaccino contro il Papilloma e i giovani adolescenti al vaccino contro la Meningite). Tutto questo con lo scopo di raggiungere e mantenere una protezione globale dell'età infantile e adolescenziale contro quelle gravi malattie prevenibili con una semplice vaccinazione.



 

Decreto Assessoriale di adozione del "Calendario Vaccinale per la Vita" con il relativo allegato.

Adobe Portable Document Format D.A. n. 820 del 7 maggio 20120 (Dimensione documento: 471427 bytes)