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Dipartimento degli interventi per la pesca

Registro Identitario della Pesca del Mediterraneo e dei Borghi Marinari

Registro Identitario della Pesca del mediterraneo e dei Borghi Marinari

Il Registro Identitario della Pesca del Mediterraneo e dei Borghi Marinari è un documento di recente istituzione da parte del Dipartimento della Pesca Mediterranea e viene redatto per salvaguardare l'identità del pescato siciliano a partire dal valore artigianale e quindi dall'uomo.
Lo scopo è quello di identificare, documentare, classificare i saperi e le conoscenze del patrimonio culturale della filiera ittica di "matrice mediterranea".
Il rinomato bacino del Mare Nostrum da diversi millenni ha caratterizzato la vita, la storia, la cultura delle genti, che in esso si affacciano, fornendo il primario sostentamento per le loro famiglie sin dai tempi del paleolitico, le popolazioni hanno praticato la raccolta di molluschi in quelle aree facilmente accessibili, trovando il nutrimento necessario.
Abili navigatori di mari come i Fenici, i Greci e i Romani, hanno utilizzato le loro conoscenze per la lavorazione in diversi siti per produrre il salsamentum, il garum e le varie bottarghe.
Lungo le coste Mediterranee sono stati, insediati antichi opifici che spesso coincidono con le attuali tonnare, che tanto da vivere hanno fornito alle comunità costiere, alimentando una fiorente industria conserviera.
Il "Registro Identitario" (vero abaco antropologico) è stato istituito anche con l'intento di censire gli attrezzi, i metodi di cattura, le aziende di lavorazione e trasformazione dei prodotti alieutici, l'individuazione delle fonti storiche, delle Sagre e dei riti inerenti il mondo della pesca e del mare, ripercorrendo i passi della Pesca Siciliana.
Il Registro Identitario, rende testimonianza come lo sono i 120 luoghi di sbarco, le 64 tonnare e gli innumerevoli borghi marinari che contraddistinguono il paesaggio lungo i 1500 km di costa siciliana.
Il "Registro Identitario" vuole soprattutto essere uno strumento di dialogo con tutti i popoli che si affacciano sul mar Mediterraneo.
Inoltre si rende necessario salvaguardare l'identità della pesca, dal momento che, nell'ultimo ventennio, gli addetti in questo settore sono diminuiti da ventimila a 7.500 e si presume un ulteriore calo.
Ricostruire il percorso culturale, quindi, significa riappropriarsi dei metodi di pesca e delle tradizioni culinarie che interessano tutti i territori marini.
Partire dall'uomo insomma e dal suo saper fare, per un risveglio culturale verso il mare, attraverso il quale, vogliamo promuovere l'attività economica della pesca in Sicilia.
Se con la precedente programmazione comunitaria (FEP 2007/2013), sono state sostenute ed incentivate, le attività di diversificazione del reddito del pescatore, attraverso il pescaturismo e l'ittiturismo; con l'attuazione del FEAMP 2014/2020 si mette al centro, la valorizzazione dei borghi marinari e l'attività pedagogica che da essi deriva.
I lavori del Registro Identitario sono coordinati dall' Arch. Domenico Targia, responsabile della Pesca Artigianale, il quale evidenzia i tremila anni di storia di pesca e pescato che ribadisce il ruolo del documento che vuole fornire uno strumento di conoscenza e di salvaguardia della nostra identità marinara nella grande ottica Europea, che vuole assurgere da un marchio culturale ad un valore economico.

Ci sono culture e tradizioni che non possono essere cancellate dalla miopia della modernità.