domenica, 14 agosto 2022
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Isola Infinita

Sciacca

Tombe paleolitiche, unitamente a numerosi reperti venuti alla luce negli ultimi anni, dimostrano che già nel corso della preistoria gli uomini si stabilirono su questo tratto di costa. La frequentazione di questi siti proseguì per tutto il periodo seguente: sicani, fenici, greci ed ancora romani, bizantini, arabi. Durante il dominio di questi ultimi, Sciacca, detta Xacca, (dal latino Ex Aqua - con chiaro riferimento alle acque termali che copiosamente ancora sgorgano dal terreno, formando un bacino idrotermale fra i più ricchi e completi del mondo) divenne uno dei porti più attivi dell'isola, com'è ancor oggi. Si abbellì inoltre di monumenti e rafforzò le proprie mura difensive. Tutti coloro che in seguito governarono Sciacca la arricchirono a loro volta di opere d'arte, tanto che - come si legge nella guida della città di Salvatore Cantone - vi sono "significativi esempi di architettura, scultura, pittura (per non parlare delle cosiddette arti minori) di tutti i tempi". Il duomo, nell'omonima piazza, è dedicato a Santa Maria Maddalena, e fu fondato nel XII secolo dalla figlia del conte Ruggero, Giulietta. Della costruzione originaria, è oggi visibile solo l'esterno delle tre absidi: tutto l'edificio, infatti, fu rifatto nel '700. All'interno, diviso da pilastri in tre navate, si custodiscono pregevoli opere d'arte, fra le quali spicca, nella quarta cappella a destra, una statua della Madonna della Catena attribuita a Francesco Laurana. All'estremità occidentale del Corso Vittorio Emanuele sorge maestoso il Palazzo Steripinto, uno tra i più classici esempi di arte plateresca in Sicilia. L'edificio, fondato nel XV secolo, ha un'ampia facciata a paramento di conci a punta di diamante, coronata da merli. Sopra l'elegante portone rinascimentale si aprono tre bifore che mitigano alquanto l'aspetto severo dell'antico palazzo. La Chiesa di Santa Margherita, di stile gotico-rinascimentale, fu fondata nel 1342 e rifatta circa 250 anni dopo. La facciata si orna di un bel portale gotico risalente all'anno della fondazione, mentre un altro elegante portale, capolavoro di Francesco Lauurana, si può ammirare sul fianco della chiesa. La Porta di San Salvatore è una delle tre superstiti di quelle che si aprivano nella possente cinta muraria che nel XVI secolo cingeva la città e di cui in più punti è possibile scorgere qualche rovina. La porta, che si trova proprio di fronte alla Chiesa di Santa Margherita, è un mirabile esempio dell'apparato decorativo spagnolesco che fonde insieme architettura e scultura. Il nome deriva da una chiesa vicina, ormai scomparsa, inglobata in parte nella settecentesca chiesa del Carmine, in cui elementi decorativi più interessanti sono la cupola majolicata ed il rosone gotico sulla facciata. Le sorgenti termali di Sciacca sono circa dieci e le acque vanno a costituire un bacino idrotermale di rara completezza - di cui si ha notizia fin dall'antichità - e che curano una vastissima gamma di affezioni di vario genere. Rinomate le Stufe di San Calogero, due grotte naturali in cui, grazie all'unione di un fenomeno carsico con una manifestazione di vulcanesimo secondario, aleggia un vapore di temperatura oscillante fra i 38° e i 42° C, ottimo per la sauna. Secondo la leggenda, le stufe sarebbero opera di Dedalo che raccolse nelle grotte il vapore cocente che fuoriusciva dal sottosuolo.

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