lunedì, 23 maggio 2022
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Isola Infinita

Trapani

Ai piedi dell'aspro monte Erice, che sembra vigilare su di essa, Trapani si stende fino al mare, allungandosi su un promontorio arcuato. Lungo la sponda adiacente alla città e poi via via lungo la costa, fino a Marsala, cumuli di sale biancheggiano lungo la riva, custoditi da mulini a vento che, con le loro grandi pale, si stagliano contro il mare simili a fantastici mostri. Di fronte, spesso avvolte da una leggera foschia che ne rende incerti i contorni, emergono tre isole, le Egadi, che danno il benvenuto al visitatore che giunge dal mare. Città piccola, Trapani, nella sua culla di mare, l'aspetto un po' dimesso di chi cela i suoi tesori per mostrarli solo a chi li sa apprezzare. Le origini di Trapani storicamente si fanno risalire ai Sicani, che qui avrebbero fondato un loro villaggio, ma forse, come narrano antichi scrittori, sorse sulla falce caduta a Cerere mentre, disperata, vagava per il mondo alla ricerca della figlia Proserpina, rapita da Plutone. Certo è che su questi lidi si avvicendarono numerose popolazioni, più o meno fantastiche. A cominciare dai Ciclopi, vissero qui gli Elimi, i Giganti, i Troiani, i Fenici e numerosi altri, ma Trapani acquistò importanza solo nel 260 a.C., quando Amilcare fece trasportare qui gli abitanti di Erice, città della quale era stata lungamente l'emporio (porto). Durante la dominazione romana la città perdette molto del suo prestigio. L'unico avvenimento di rilievo fu l'arrivo degli ebrei, che si trovarono così bene da fondare qui una importantissima comunità israelita. Trapani seguì nell'ombra le vicende della Sicilia, tornando alla ribalta della storia nel Duecento, quando Ferdinando d'Aragona le concesse il proprio favore. Fiorivano i commerci: sale, tonno e pregevoli lavorazioni artistiche in corallo, pietre dure, legno, venivano venduti ed esportati in tutto il mondo allora conosciuto. La città era base d'appoggio per le navi dei crociati che si recavano in Terrasanta, e ospitava i consolati di Catalani, Genovesi, Veneziani, Pisani, Francesi e molti altri. L'apice della potenza fu raggiunto nel corso del governo di Carlo V, che sbarcò qui di ritorno dalla vittoria di Tunisi e concesse alla città particolari privilegi, permettendole di migliorare ancor più la propria posizione. Nel diciassettesimo secolo sorsero gli edifici barocchi che ancor oggi caratterizzano il suo centro storico. L'attività del porto andò sempre più incrementandosi, e ancora oggi, sebbene in misura minore rispetto ai tempi d'oro, è al centro dell'economia cittadina. Per la visita di Trapani è necessario un giorno.
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