martedì, 24 maggio 2022
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Il mare e le isole

Isole Eolie

Proclamato nel 2000 dall'Unesco Patrimonio culturale dell'umanità, l'arcipelago delle Eolie è formato da sette isole: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Tutte e sette sono delle isole di origine vulcanica, ma solo i vulcani di Stromboli e Vulcano sono ancora attivi. Nelle altre isole, comunque, si manifestano ancora caratteristiche attività vulcaniche come le fumarole. Il centro più grande dell'arcipelago è Lipari, che dista 24 miglia dalla costa siciliana: lo è sia per dimensioni del territorio (37,6 chilometri quadrati di superficie) che per numero di abitanti (intorno ai 9 mila). L'isola, i cui abitanti vengono chiamati liparesi o liparoti, è divisa in sei zone (Lipari centro, Piano Conte, Canneto, Quattropani, Acquacalda e Porticello) e da essa dipende il resto dell'arcipelago, con l'eccezione di Salina. Lipari può contare su tre porti: Marina Corta per le piccole imbarcazioni, Marina Lunga per le navi e gli aliscafi e Pignataro per le barche da pesca e da diporto. Da sottolineare che, insieme a quello di Salina, si tratta dei soli approdi per la pesca delle Eolie. Nelle altre isole, infatti, i pescatori sono costretti a tenere le barche in secco sulle spiagge per buona parte dell'anno. Da sottolineare, infine, la suggestiva vista dell'arcipelago dalla vetta di Monte Chirica, che con i suoi 602 metri dal livello del mare è la cima più altra di Lipari.



Lipari

Lipari è la più grande delle Eolie 37,6 kmq, dista 24 miglia marine dalla costa siciliana, è un ottimo approdo per entrare progressivamente nell'universo eoliano, potete salire sulla sua vetta più alta il Monte Chirica (600 m.) per godere di un ottimo punto d'osservazione di tutto l'arcipelago. L'isola è composta da diversi centri abitati: Lipari Centro, Piano Conte, Canneto, Quattropani, Acquacalda, Porticello. Lipari Centro ospita il Museo Archeologico Regionale Eoliano Bernabò Brea , uno tra i più interessanti del Mediterraneo, conserva le innumerevoli testimonianze della storia delle isole Eolie. 

Lipari è collegata con Milazzo, Messina, Reggio Calabria (estate), Palermo (estate) e Napoli. Vi sono due porti di attracco: quello di Marina Corta per le piccole imbarcazioni e quello di Marina Lunga per le navi e gli aliscafi, inoltre a Pignataro c'è un approdo per le barche da pesca e da diporto.



Lipari Castello

LUOGHI DA VISITARE:  L'Acropoli, denominata il Castello, costituisce ancora oggi il punto focale del centro storico. Entro il perimetro delle mura posero le loro sedi le popolazioni del neolitico, quelle della prima età dei metalli, dell'età del bronzo e dell'età ellenistica, come dimostrano i ritrovamenti archeologici. Dal lato sud della Piazza Mazzini si accede alla cittadella, passando dalla porta più antica e attraversando una torre normanna. Superato il secondo passaggio, sostenuto da arcate ogivali, si trovano in ordine progressivo: la Chiesa di S. Caterina, chiusa al culto; l'abside della chiesa cinquecentesca dell'Addolorata, con ricchi altari lignei, stucchi dorati in stile barocco ed una tela del '600 raffigurante la crocifissione; infine la chiesa dell'Immacolata. Più avanti, sulla sinistra, si trova la Cattedrale dedicata a S. Bartolo, patrono delle Eolie, fatta costruire dal normanno Ruggero I. Dello stile normanno la chiesa conserva solo le volte a crociera ogivale; gli interni, come la facciata, sono stati successivamente rifatti. All' interno sono conservate la statua argentea di S. Bartolomeo ed una tavola del seicento raffigurante la Madonna del Rosario. Ancora più in fondo appare la Chiesa Della Madonna Delle Grazie, chiusa al culto, che raccoglie pregiati affreschi di Alessio Cotrone (1708); il palazzo vescovile, del 1753, che è posto sul lato destro della cattedrale, è adibito a padiglione del museo. Le zone più interessanti del castello sono quella del museo e quella del parco archeologico.



Salina

Salina (ph. Calcagno)
Salina

Il nome attuale deriva da un'antica salina, ma in passato era denominata Didyme, cioè gemella, in greco, in relazione ai due caratteristici vulcani che possono far vedere come doppia l'isola, da lontano, in particolari condizioni di luce. Anche a Salina si sono riscontrati i segni della civiltà eoliana e si è potuto appurare che l'isola è stata centro di traffici e commerci, sin dall' età del bronzo. Già abitata in età preistorica, fu forse sede di un insediamento greco, in località Serra dell'Acqua, nel VI - V sec. a. C. Nel IV sec. a. C., nel sito dell'attuale cittadina, sorse un abitato rimasto vitale sino alla tarda età imperiale: tracce di un insediamento d'età greca e fino all'età romana imperiale, sono state messe in luce anche nei pressi di Santa Marina Salina. A Salina non bisogna tralasciare una visita al Monte Porri e al Monte Fossa delle Felci. In quest'ultimo, a quasi mille metri d'altitudine, l'antico cratere è stato colonizzato da gigantesche felci aquiline che si aggiungono alla rigogliosa vegetazione di Salina conferendole un aspetto tipicamente tropicale. Non lontano da qui, Filicudi ed Alicudi, intrammezzate dalla guglia, svettante al cielo, dello scoglio della Canna, si stagliano contro l'orizzonte. Entrambe lontane dai clamori del turismo d'assalto, le due isole offrono spazi di abbandono e di meditazione impensabili alla latitudine chiassosa della nostra civiltà. Nei pressi della Canna, fondali ricchi di spugne e di coralli offrono inaspettate scenografie per gli appassionati della fotografia subacquea. Altro luogo di grande fascino, nell'arcipelago, è costituito dagli scogli basaltici di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca che fronteggiano Panarea, con la quale, come narra Strabone, costituirono un tempo un'unica isola, Evonimos, che un cataclisma scompose in quelle attuali. Solitudini monumentali caratterizzano questo gruppo di scogli in vicinanza dei quali, da imponenti bocche di fumarole sommerse, si levano gorgoglianti bolle di vapori gassosi che, nell'antichità, furono probabile luogo di un culto dedicato ad Hefesto.



Vulcano

Vulcano

Appare ancora un relitto da preistoria del mondo, perennemente fumigante fra flutti e fanghi ribollenti di gas. L'orrido della bocca eruttiva si leva a 386 metri d'altezza, dove il cratere, raggiungibile senza troppa fatica e grandi pericoli, affaccia il suo crinale a dominare i porti di Levante e di Ponente, la Valle dei Mostri ed il profilo, via via sempre più lontano, delle altre isole. Interessanti da visitare le grotte dell'allume e le gallerie dello zolfo, nelle quali, in epoca borbonica, una popolazione di dannati viveva coatta e condannata all'estrazione del prezioso minerale. Sulla costa, a nord ovest dell'isola, si apre, imponente, la Grotta del Cavallo, lungo il litorale selvaggio e semideserto che inclina dolcemente verso le nere spiagge di Gelso sovrastate dalla macchia di euforbie e da contorte vegetazioni di fichi d'India.

Luoghi da visitare:   escursione al Gran Cratere (il suo cono è di 500 metri di diametro) della durata di circa un'ora attraverso un sentiero che s'inerpica fino a 400 metri  da dove si può godere di uno splendido panorama sulle isole vicine. Inoltre, da non perdere un bagno nelle acque termali di porto di Levante con le sue note fumarole, la grotta del Cavallo o dell'Eremita ricca di gallerie stalattiti e stalagmiti, lo scoglio delle Sirene con la finissima sabbia nera e la valle dei Mostri a Vulcanello.

 



Alicudi

Alicudi è la più giovane delle Eolie ed una delle meno esplorate. Ha un esiguo numero di abitanti, circa un centinaio e non dispone di strade carrozzabili. Contrariamente al suo versante occidentale, ricco di aspri pendii che ne rendono difficile il cammino, il versante orientale si presenta quasi interamente con terrazzamenti, segno di un passato affidato all'agricoltura. Oltre ad essere una delle isole più interessanti dal punto di vista natu­ralistico, vi si può ammirare il Falco della Regina, questa piccola isola rappresenta un oasi di pace fuori dai circuiti turistici più affollati offrendo alloggio in strutture ricettive di vario genere, albergo, affitta camere, bed & breakfast.

Panarea

A Panarea, sullo strapiombo di Cala Junco, Capo Milazzese conserva intatte le testimonianze di una facies culturale che qui si protrasse dal 1.440 al 1.270 a.C., dando vita ad un insediamento di notevole interesse archeologico. L'isola dista 8 miglia da Lipari, si estende per 3,4 km quadrati, con una fascia costiera di 8 km. I suoi abitanti detti  "panarioti" abitano nei tre centri principali: San Pietro, Drauto, Ditella. Tra la rigogliosa vegetazione mediterranea si scoprono sorgenti termali e fumarole, mentre dal meraviglioso mare circostante emergono numerose rocce suggestive, come Basiluzzo, Dattilo, Lisca Nera e Lisca Bianca, Bottaro, Spinazzola e Formiche.

 

Filicudi

Come Alicudi, questa piccola e remota isola delle Eolie, è la meta ideale per un soggiorno di pace e tranquillità per chi vuole allontanarsi  dal mondo caotico di tutti i giorni. L'isola si estende per circa 10 km, ma una buona parte del territorio è occupato dal monte Fossa delle Felci (773 metri). I suoi circa duecento  abitanti, trovano posto nella parte restante, dove  si sviluppano i centri abitati di Filicudi porto e Vallechiesa, fatti di case con spesse mura bianche che ben spiccano sull'azzurro dominante del mare. In esse si può trovare refrigerio nelle ore più calde. Le strutture ricettive, due confortevoli alberghi e diversi affitta camere, offriranno ospitalità.

Stromboli

Più oltre, Stromboli si leva dall'acqua con la simmetria asciutta delle sue forme perennemente coronate da fumi eruttivi. Il suo impervio approdo di Ginostra è il porto più piccolo del mondo, mentre, oltre le Sciare del fuoco, dove gemendo e sfrigolando la lava tocca il mare, si aprono, ariosi e biancheggianti, gli abitati di Piscità, Ficogrande e Scari, raccolti attorno alla mole candida della chiesa di San Vincenzo. Oltre la spiaggia vetrosa e nerissima, lambita da canneti rigogliosi dagli abissi del Tirreno, si leva Strombolicchio, il condotto primordiale del vulcano, fantasiosa scultura naturale nella quale il fuoco, l'acqua ed il vento hanno impresso il loro segno eterno.