domenica, 25 giugno 2017
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Isola Infinita

Pupi e pupari siciliani

fondale

L'Opera dei Pupi, inserita nel programma Unesco del 1999 "Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell'umanità", è un particolare tipo di teatro delle marionette, che si affermò nell'Italia meridionale e in particolare in Sicilia agli inizi del 1800. Tradizionalmente l'Opra dei Pupi costituisce la rappresentazione degli scontri medievali tra i cavalieri ed i mori. Questa forma espressiva trova una certa diffusione nel momento in cui le marionette vengono ad essere assunte quali simboli della voglia di riscatto e di giustizia di una classe sociale. L'Opra dei pupi è strettamente correlabile ad altre forme espressive, infatti è riconducibile all'opera posta in essere dai "Cantastorie", dai "Contastorie" e dai "Cantàri", questi hanno divulgato le vicende cavalleresche con il "Cuntu" (il racconto). Esiste un'analogia tra il "Cuntu"e l'Opra dei Pupi, entrambi usano uno stesso schema secondo cui le avventure di questi eroi cavallereschi vengono narrate a puntate. Comunque bisognerebbe operare un distinguo tra il "Contastorie" ed il "Cantastorie"



Il "Contastorie" e il "Cantastorie". Il primo tratta tematiche di carattere epico andandole a declamare mentre il "Cantastorie" tratta lo stesso tema attraverso il canto, inoltre bisogna ricordare anche i "Jongleurs" francesi i quali divulgarono le Chansons des Gestes nell'Italia meridionale. L'Opra dei Pupi è caratterizzata dalla trasmissione di una serie di codici comportamentali alquanto antichi tra questi ricordiamo: il senso dell'onore, la cavalleria, la difesa della giustizia e della fede, la necessità di primeggiare etc.
Il termine "Puparo" sta ad indicare colui che si occupa dello spettacolo dei pupi. Il puparo utilizzando un particolare timbro di voce crea atmosfere caratterizzate da una certa suggestività e cariche di tensione che vanno a caratterizzare peculiarmente le scene epiche oggetto della rappresentazione. Il Puparo recita a canovaccio, ossia esegue una recitazione basata sull'improvvisazione che si estrinseca seguendo una traccia della trama. In passato la rappresentazione terminava con la farsa, uno spettacolo di marionette in cui vengono utilizzati dei toni licenziosi e allegri di personaggi che erano tratti dalla tradizione favolistica siciliana. Talora i pupari comunicavano anche dei contenuti poco graditi alle autorità utilizzando il "Baccagghiu" (baccaglio) un gergo noto ai malavitosi.
 La struttura dei pupi siciliani. Il pupo siciliano pur traendo le proprie origini dalla marionetta classica europea differisce da quest'ultima in quanto la marionetta classica europea viene mossa per mezzo di fili, alquanto lunghi, mentre il pupo siciliano viene mosso attraverso l'uso di due ferri di cui uno è connesso al pugno mentre l'altro passa all'interno della testa. Vi sono anche quattro fili di corda atti a consentire al pupo l'atto di sfoderare la spada, di muovere la mano sinistra, consentirgli di alzare la visiera del proprio elmo. I pupi dotati di strutture in legno, finemente cesellati sono dotati di vere e proprie corazze. Le armature vengono create a partire da lastre di metallo da cui vengono tagliate alcune parti, successivamente queste parti vengono lavorate, saldate ed ornate. Infine si procede alla montatura del pupo che si compone di nove parti tra cui: mani, pugni, gambe, busto etc.
Scuole catanesi e palermitane. A seconda della scuola di appartenenza i pupi possono eseguire dei movimenti diversi. I pupi della scuola palermitana sono leggeri e snodabili ma presentano una difficile manovrabilità, misurano all'incirca ottanta centimetri d'altezza, al loro interno è collocato un ferro che passa attraverso il busto e la testa andando a sostenerli, vi è poi un altro ferro collocato nel braccio destro che ne consente il movimento, un filo che passa attraverso la mano chiusa consente al pupo di sfoderare e riporre la spada. Vi è poi un filo collegato al ginocchio sinistro, che essendo articolato consente al pupo di genuflettersi, articolare un passo etc. I pupi della scuola catanese sono più pesanti, hanno gli arti fissi ma denotano un manovrabilità più semplice. Tali pupi sono caratterizzati da un'altezza che si aggira attorno al metro e venti o trenta centimetri, vi è un ferro principale ed un ferro secondario che consente di muovere il braccio destro alla cui mano è fissata la spada. Come già affermato gli arti non sono articolati, i pupi catanesi denotano una struttura alquanto alta ed un peso notevole, che può raggiungere anche i 16 kg, tale stato di cose implica una certa difficoltà nel manovrarli, infatti i pupari catanesi lavorano su assi chiamate ponte di manovra, che viene piazzato dietro il fondale. Inoltre nell'Opera dei Pupi di Catania le voci che animano i pupi, a differenza della scuola palermitana, sono più di una ed i dicitori recitano anch'essi sulla base di un canovaccio.

Teatro Manomagia
Dott. Francesco Fazio
Via Salvatore Paola 15 - 95125 Catania
Tel. +39 095509561 - Cell. 03386289544
Fax. +39 095509867

La Casa di Creta
Steve Cable - Antonella Caldarella
Via Umberto 134- 95131 Catania
Tel. - Fax 095539312 - Cell.0338 2044274

Compagnia Marionette Don Ignazio Puglisi
Via Catullo 2 - Sortino - Siracusa
Tel. +39 0931956163

Compagnia dei Pupari Vaccaro Mauceri

Ernesto Puzzo - Via Giudecca, 5 - Siracusa
Tel/fax 093 146 5540


Figli D'Arte Cuticchio
Via Bara all'olivella 95 - 90133 Palermo
Tel. 091.323400 - Fax 091.335922
 



Ass. Culturale Teatro delle Beffe
Via De Spuches 7 - 90141 Palermo (PA)

Opera dei Pupi di Vincenzo Argento e figli

Via Vittorio Emanuele, 445 - Palermo PA
Tel. 091.6113680 - 0333.2935028

Compagnia Carlo Magno di E.Mancuso
Via La Rosa, 2- Trabia (Palermo)
Tel. 091 814 6971 - 0347 5792257


Museo Internazionale delle Marionette A. Pasqualino
Via Butera 1 - 90133 Palermo Pa
Tel. 091.328060 / Fax 091.328276


Opera dei Pupi di G. Canino
Via S. Ippolito, 16/c - 91011 Alcamo (TP)
Tel. +39 0924506354




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