domenica, 23 luglio 2017
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Parchi letterari

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La letteratura rappresenta un'autentica isola felice per la fantasia e la creatività, ma è anche il risultato della fascinazione esercitata da lingua, storia e cultura del luogo sugli scrittori dalla cui penna scaturisce. I Parchi Letterari rappresentano un sistema per conservare e rivalutare il vasto patrimonio letterario della Sicilia, terra di narratori e poeti. Aree geografiche corrispondenti ad un autore e alle sue opere da intendersi come percorso d'esperienza umana e letteraria; spazio mentale prima ancora che fisico. I Parchi Letterari permettono la scoperta dei luoghi fonte d'ispirazione per gli autori che hanno raccontato la Sicilia.



Il Parco Letterario intitolato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse Il Gattopardo, si estende a Santa Margherita di Belice nello splendido palazzo Filangeri Cutò, dove trascorse l'infanzia e a Palma di Montechiaro, feudo di famiglia. Tre luoghi che sono insieme scenari delle pagine del suo romanzo più famoso e importanti tessere della intensa sensibilità dell'autore. Pubblicato nel 1958 dopo la sua morte, fonte d'ispirazione per il film di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon, "Il Gattopardo" narra la storia del principe di Salina e della sua famiglia nella Sicilia dello sbarco dei Mille all'alba della fine di un regime e rappresentò un caso letterario clamoroso. Uomo di grandi contraddizioni, aristocratico e siciliano nel profondo, Tomasi sapeva però essere spietatamente critico nei confronti della sua terra e della classe sociale a cui apparteneva. Il Parco è un'articolazione di suggestioni e di luoghi. Come Palermo, fascinosa ed enigmatica città che "il Gattopardo "descrive in uno dei ricorrenti momenti di transizione e di grandi cambiamenti che una magia tutta siciliana riesce a riassorbire in immobilità. Gli itinerari del Parco Letterario la percorrono per gran parte del centro storico includendo la residenza della famiglia Tomasi e villa Boscogrande, set di alcune scene del film di Visconti. La sede palermitana del Parco Letterario è a ridosso della storica piazza Marina, vicina al palazzo in cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa visse l'ultima parte della sua vita.
"...sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui." Queste le ultime volontà di Luigi Pirandello (1867-1936), che riposa oggi vicino alla sua casa natale e a quello che lui chiamava "mare africano". La casa, sita in contrada Caos, nel territorio di Agrigento, oggi è stata trasformata in museo e costituisce il cuore pulsante del Parco intitolato all'illustre autore, Nobel per la letteratura nel 1934. La memoria e il Parco si estendono fino al molo di Girgenti, oggi Porto Empedocle, dove il padre di Pirandello, facoltoso commerciante di zolfo, aveva i magazzini. Nel piccolo borgo marinaro lo scrittore trascorse l'infanzia, non perdendo in età matura l'occasione di ritornarci, per osservare la vita seduto al tavolo di un caffè della via principale del paese e popolare così la sua mente di ricordi. Anche i dintorni, con le miniere di zolfo e soprattutto la valle dell'antica città di Akragas, ricca di storia, influenzarono la vena creativa dell'autore di opere celebri come "Il fu Mattia Pascal", "Sei personaggi in cerca d'autore", "Uno, nessuno e centomila". I luoghi del Parco testimoniano lo stretto legame esistente tra Pirandello e l'ambiente che lo circondava: i suoi personaggi, infatti, rappresentano tipologie e comportamenti di persone appartenenti al mondo popolare e contadino siciliano. Quell'universo umano che costituiva il contesto sociale da cui proveniva e nel quale si era immerso volentieri dopo il suo trasferimento a Roma.
Il mondo minerario con le sue zolfatare e quello contadino, fatto di masserie e borghi nel cuore di una terra arida e assolata. La Sicilia della mafia, dei problemi della giustizia e dell'impegno civile. Questi aspetti della cultura dell'isola rivivono nel Parco intitolato a Leonardo Sciascia (1921-1989), indimenticato autore de "Il giorno della civetta" e "A ciascuno il suo". Simbolo e ideale crocevia del Parco è Regalpetra, il paese "immaginario" che fa da scenario agli avvenimenti de "Le parrocchie di Regalpetra" , opera del 1956 che contiene tutti i temi cari all'autore. Il Parco Letterario è suddivisibile in vari itinerari a cominciare da Racalmuto, il paese natale di Sciascia, dove sono visibili i suoi luoghi d'origine, per poi proseguire a Caltanissetta, dove trascorse la sua giovinezza e visse esperienze fondamentali per la formazione letteraria e civile. Qui in particolare l'atmosfera è dominata dalle zolfatare, tema caro a Sciascia come dimostra il suo racconto "La paga del sabato", incentrato sullo sfruttamento dei minatori da parte di un'industria ormai in declino. Altri itinerari riguardano le feste popolari e religiose che si svolgono durante l'anno nei comuni limitrofi alla città natale dell'autore e i percorsi fatti in treno quando era bambino. Luoghi magici per fare un viaggio nella memoria alla scoperta del fascino tipico di queste terre siciliane che tanto influirono sull'anima dell'uomo siciliano Sciascia.

Il Parco Letterario Salvatore Quasimodo(1901-1968) "La terra impareggiabile" nasce dall'idea di Alessandro Quasimodo, unico erede vivente dello scrittore, che ha inteso così riunire coloro che hanno contributo a divulgare le opere del celebre premio Nobel in Sicilia. La finalità, in particolare, è quella di far rivivere la poesia nei luoghi dove nacque l'ispirazione: Modica, città natale di Quasimodo, Roccalumera, luogo d'origine della sua famiglia, a cui sono collegate nel filo di una memoria lirica Messina, Tindari, le Eolie, Siracusa, l'Anapo con Pantalica e Agrigento. L'atmosfera che si respira nell'area del Parco riporta alle radici dello scrittore, quelle di una Sicilia, definita "terra impareggiabile" secondo il titolo di una sua celebre raccolta; una sorta di perduto paradiso mediterraneo avvolto nell'alone del mito in cui risuonano ancora i versi degli antichi lirici poeti greci di cui Quasimodo fu insuperato traduttore. Il Parco ha sede a Modica, nella casa museo intitolata a Quasimodo arricchita dalla "Quasimodoteca" sita sulla piazza principale della città: un percorso scenograficamente articolato attraverso pannelli che consentono una virtuale immersione nella poesia. Nella "Quasimodoteca" è possibile reperire attraverso sistemi multimediali, come il sito www.quasimodo.it, tutte le opere di e su Quasimodo. Ulteriore tappa per conoscere ed apprezzare l'opera dell'autore è rappresentata dall'altra struttura stabile sita nella Torre Saracena di Roccalumera, presso Taormina.

La riviera dei Ciclopi, lungo cui si snoda il Parco Letterario intitolato a Giovanni Verga (1840-1922), è nota per le vicende mitologiche tramandateci dai grandi poeti dell'antichità: Omero e Virgilio. La leggenda vuole che i tre faraglioni, situati lungo la costa di Acitrezza, siano massi lanciati da Polifemo, contro la nave di Ulisse che fuggiva. "L'Arcipelago dei Ciclopi" in seguito è diventato scenario suggestivo per ill rito "U pisci a mari", tradizione popolare legata ai festeggiamenti in onore di S.Giovanni Battista, patrono di Acitrezza, che si svolgono ogni anno il 24 giugno. La pantomima rappresenta l'antica arte della cattura del pesce spada. Questa messinscena rispecchia tutta la cultura di un popolo indissolubilmente legato al mare. Uno squarcio di vita quotidiana che ispirò il "verismo" di Verga. Il percorso nella memoria verghiana continua attraverso i luoghi suggeriti dall'autore. Ne fa parte il castello normanno, scenario suggestivo degli avvenimenti narrati con la novella "Le storie del Castello di Trezza", e prosegue per Acitrezza, dove si rivisitano i luoghi del lento decadimento della famiglia protagonista de "I Malavoglia": la casa del nespolo, le viuzze, la piazza, la fontana, la chiesa. Si ripercorrono anche i luoghi del celebre film di Luchino Visconti "La terra trema", girato con attori locali, i pescatori di Trezza. Nonostante nei titoli di testa del film non appaia alcun esplicito riferimento a Verga ed a "I Malavoglia", l'opera cinematografica è ispirata ai luoghi e ai personaggi del romanzo.

Da marzo 2003 Elio Vittorini (1908-1966) è per Siracusa qualcosa di più del grande scrittore al quale ha dato i natali. Con la nascita del Parco letterario intitolato allo scrittore profondo conoscitore della letteratura statunitense contemporanea, il suo nome è adesso sinonimo di "ambasciatore" nel mondo della cultura di questa provincia, intesa nel senso più ampio del termine. Non solo quindi riferita ai semplici scritti di Vittorini, ma a tutto quello che di Siracusa e di questo pezzo della Sicilia raccontano: dalle bellezze naturali e storiche, alle tradizioni, ai personaggi. I luoghi siracusani che fanno da sfondo alla vita e alle opere di Vittorini sono tappe di un viaggio sentimentale per fare una ideale "Conversazione in Sicilia". L'isola di Ortigia con i tesori del centro storico, la passeggiata al Ponte Umbertino per arrivare alla scenografica Piazza Duomo dalla forma ellittica: un grande occhio sul cuore di Siracusa con al centro la splendida cattedrale. Nell'intrecciarsi degli stili architettonici traspare la storia millenaria di Siracusa raccontata da Vittorini. Al Museo del Cinema, nel palazzo nobiliare Corpaci, vengono proiettati film ispirati ai suoi romanzi come "Uomini e no" di Valentino Orsini del 1980 con Flavio Bucci e Monica Guerritore.Tutto questo è il Parco Letterario Elio Vittorini: un percorso tracciato seguendo la vita e le opere dell'autore, che diventa guida preziosa per il turista alla scoperta di Siracusa e della sua provincia. Un itinerario dove i luoghi come li vedeva e li viveva il grande scrittore diventano protagonisti di una sorta di racconto che coinvolge tutti i sensi.

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