martedì, 25 gennaio 2022
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Isola Infinita
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Diario di viaggio in Sicilia - costa del Tirreno occidentale

Saranno le 7 del mattino e la spiaggia di Guidaloca è finalmente tutta nostra. Durante la notte il mare ha lucidato i sassi e l'aria che ci rimanda ci obbliga a fare un bagno. La sera prima è stato molto piacevole passeggiare per le viuzze del baglio di Scopello e prendere un gelato, la sera questo vecchio villaggio diventa molto più sentimentale, più di ieri ad ora di pranzo quando, di ritorno dalla Riserva dello Zingaro, seduti sotto un grandissimo fico, abbiamo mangiato "u pani cunzatu" un trionfo della semplicità, pane casareccio con olio d'oliva, acciughe e pomodoro. Adesso, dopo il bagno frizzante del mattino, niente sole: in marcia!

Prima meta di oggi è Segesta, colle isolato dove sorgono il tempio e il teatro greco, entrambi ottimamente conservati. Certo che gli antichi greci, per talento nel trovare posti incantevoli dove costruire i loro simboli più alti, non avevano confronti... Ci dicono che il momento più bello per visitare questi luoghi è al mattino presto e che addirittura ci sono spesso degli spettacoli di teatro tra la notte e l'alba. Ci ripromettiamo di ritornare per assistervi, d'altra parte il verbo più ricorrente del nostro viaggio in Sicilia è stato finora il verbo "ritornare", ritorneremo. Dopo una sosta meditativa, cercando di respirare la stessa aria che respiravano gli antichi greci ed un attimo per riordinare le idee, partiamo in direzione della prossima meta.

San Vito lo Capo

Fino a non molti anni fa, era un borgo di pescatori tranquillo e silenzioso. Il guaio era che quelle quattro piccole casette bianche si trovavano su una spiaggia lunga più di tre chilometri, molto larga e bianca e che il mare che bagna quella spiaggia sia caldo e chiaro, color smeraldo, tanto da sembrare un posto rubato ai Caraibi. San Vito lo Capo adesso è uno dei siti turistici balneari più richiesti della Sicilia, alle quattro case si sono aggiunti piccoli alberghi, ristoranti, bar, negozi. Gli abitanti cercano di armonizzare tutto questo con il rispetto del loro territorio, la spiaggia è sempre da favola, ma attrezzata e capace di contenere tantissimi ospiti. Gli stessi ospiti la sera si incontrano sul corso principale a fare "lo struscio", uno sport locale caratterizzato dal rumore che fanno tanti piedini passeggiando avanti e indietro fino a tarda notte. Due cose tra uno struscio e l'altro non dovrete perdere di assaggiare: Il Cous-cous* ed il caldo freddo**. Ecco, forse l'anima di San Vito è proprio questa: Dimenticare il resto del mondo. In calzoncini da bagno, maglietta e ciabatte (ma va bene anche a piedi nudi) giorno e notte passando da un caldo freddo ad un lungo bagno nell'acqua azzurra per poi tornare allo struscio ed al couscous in un'eterna happy hour.

 

*COUS COUS Notissima semola di frumento grezza che dall'Africa settentrionale è arrivata sui nostri piatti (sarà stato lo Scirocco?) per unirsi a succulente zuppe di pesce, o di legumi o di carni varie. San Vito è da oltre 15 anni sede del Couscous Fest (fine settembre con un anticipo a metà giugno) festival internazionale dedicato a questo piatto ed all'incontro tra le culture.

* * Il CALDO FREDDO non è ancora altrettanto celebre, è l'invenzione di un bar del centro che serve questa succulenta coppa con gelato, liquore, brioches, panna e cioccolato fuso. E' servito in quasi tutti i bar del paese, sta a voi scovare quello che l'ha inventato...

Per gli insaziabili bisogna ricordare inoltre, che i cannoli dei piccoli centri nei paraggi (in particolare Dattilo) sono particolarmente buoni per il loro gusto un po' "fatti in casa" e la loro cialda leggera e friabile.

 

 

Adesso, seguendo il mare fino a Trapani, ci troviamo davanti la grande montagna di Erice. E' uno dei paesi più antichi della Sicilia, sembra che l'abbiano fondata addirittura gli Elimi, solo 8 secoli prima della nascita di Cristo. Vale la pena di risalire quei tornanti (ma c'è anche una panoramica teleferica) per una passeggiata ristoratrice in un'atmosfera intima e particolare. Solo dopo aver visitato il giardino belvedere, le torri medievali, il castello di Venere e la chiesa Madre, potrete inoltrarvi nelle strette stradine per gustare i rinomati dolci ericini alle mandorle e comprare uno dei variopinti tappeti esclusivi fatti di "stracci" colorati.

Il centro storico di Trapani ci attende per una visita, avendo abbastanza tempo e voglia di mare, c'è sicuramente un traghetto o un aliscafo per andare alle Egadi, ma stavolta andiamo verso sud non vogliamo certo perderci le Saline con i caratteristici mulini, che abbiamo visto dall'alto scendendo da Erice. In queste grandi vasche il mare evapora lasciando il sale che viene accumulato in collinette coperte da tegole per contrastare il vento che, ogni tanto, vorrebbe rimettere tutto a posto... Gli strumenti di lavoro e gli oggetti di un tempo sono conservati al museo del sale. Il programma, dopo la visita, è di assaggiare la tipica spigola al sale (alcuni mulini sono anche ristoranti) dopo aver sorseggiato un aperitivo sul far della sera, dove ci dicono che con un tramonto fortunato, potremmo vedere i colori del cielo riflettersi negli specchi d'acqua delle saline.

Seguendo la costa in direzione di Marsala, ci viene incontro Mozia, una piccola isola carica di storia. Bisogna fermarsi, questo piccolissimo sito archeologico è stato teatro niente meno che delle guerre puniche ed è rimasta distrutta e sepolta fino agli inizi del '900 quando l'inglese Whitaker, appassionato archeologo, la rilevò riportando alla luce i resti dell'antica colonia fenicia.

Per raggiungerla si va in barca, ma bastano pochi minuti, anticamente si poteva andare su di un carro grazie ad una specie di strada subacquea lì dove il mare è più basso. Nel suo piccolo museo c'è un capolavoro scultoreo "il giovinetto" che non tutti conoscono, ma che per bellezza della sua pregiata fattura potrebbe competere con capolavori ben più noti.

 

Se i Mille sbarcarono a Marsala, ci sarà ben stato un motivo... sembra leggere nei volti fieri dei marsalesi più anziani che vanno a passeggio per le vie del centro di questa piccola e elegante cittadina. Guardiamo il duomo normanno di San Tommaso di Canterbury e i resti di una nave punica al museo archeologico. Oggi il Marsala, quel vino liquoroso e dolce che rese famosa questa cittadina, mettendola in diretta concorrenza con il Porto ed il Madera, non esiste quasi più, anche se in queste terre la tradizione vinicola ha continuato a svilupparsi e nel 2013 è stata proclamata "Città europea del vino" . Chissà, forse un giorno ritornerà il gusto per questo vino e Marsala riaprirà le sue vecchie cantine...  



San Vito nel 1959
San Vito lo Capo nel 1959

Guidaloca Scopello


Pani cunzatu (condito)


Tempio greco Segesta


Teatro Segesta


Spiaggia San Vito Lo Capo


Caldo-freddo


Cous cous Fest


Cannoli di Dattilo


Erice


Erice


Funivia Erice - Trapani


Saline di Trapani


Giovinetto di Mozia


Mozia


Marsala


Marsala


Nave punica