venerdì, 26 aprile 2019
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Monumenti

Nasce nel corso del '700 all'ombra della residenza del principe Giuseppe Branciforti che mise a coltura la campagna e edificò la propria villa nel 1657. Nel 1769 Salvatore Branciforti tracciò il rettifilo che dalla villa punta verso il mare e la strada che lo incrocia, costituendo gli assi del successivo sviluppo urbano. La cittadina è nota per le numerose ville che la nobiltà palermitana vi fece realizzare per la propria villeggiatura nel corso del '700.

Villa Gravina di Valguarnera - Fu eretta nel 1721 su progetto di Tommaso Maria Napoli. È la più fastosa e meglio conservata anche per quel che riguarda il parco che la circonda. È inoltre la più fedele al progetto "classico" cinquecentesco che prevedeva due corpi bassi protesi a guisa di quinte davanti alla costruzione centrale, un tipo di impostazione architettonica che nel '700 aveva grandissimo successo e che fu largamente applicato nella costruzione delle ville. Davanti alla casina si apre un vasto piazzale a doppia esedra e un grande scalone a tenaglia mena all'ingresso del piano nobile. Sull'attico si susseguono statue di Ignazio Marabitti e all'interno vi sono ricche decorazioni pittoriche di Elia Interguglielmi.
La villa fu fatta costruire dal principe di Cattolica e Roccafiorita tra il 1706 e il 1736 all'ingresso di Bagheria, il suo stile ricorda un castello medievale (a base quadrangolare) si eleva per 3 piani. Dal 1973 è diventata sede del Museo Guttuso e dal 1990 accoglie anche il sarcofago monumentale contente le spoglie del pittore bagherese. Il piano terra della villa ospita inoltre,  un laboratorio teatrale e laboratori di pittura.

Villa Palagonia (villa dei mostri) - Fu progettata dallo stesso architetto della Villa Valguarnera e presenta infatti alcune caratteristiche comuni con essa. Tuttavia ben diversa è la sua originalità e fama, legata non tanto all'edificio in sé ma alle incredibili statue volute da uno dei nipoti del fondatore e di cui ci riferiscono tra lo stupito e l'inorridito i viaggiatori del '700, da Goethe a Brydone, da Swinburne a Houël. Quest'ultimo eseguì un'accurata serie di disegni che ci permettono di immaginare come fosse in originale la villa dello stravagante signore. Ferdinando Gravina, questo il nome del principe, preso da una bizzarra fantasia - da molti contemporanei interpretata come una vera e propria follia - commissionò a diversi artigiani seicento statue mostruose e, a giudicare dai risultati, questi gareggiarono tra loro per creare quello più brutto, più deforme, più impressionante o semplicemente più buffo. Oggi di questa singolare parata di statue restano solo 62 esemplari, posti tutt'intorno al muro di cinta della villa, quasi a corteggiarla in grottesco convegno.

 

Comune di BagheriaComune di Bagheria (nuova finestra)