venerdì, 26 aprile 2019
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Monumenti di Palermo

Visita ai monumenti di Palermo

La visita di Palermo può ben cominciare dal cuore della vecchia Città, ove era la Paleopoli. Qui, sulle rovine di un precedente palazzo musulmano, i Normanni edificarono la loro dimora. Il Palazzo reale o dei Normanni. È posto di fronte all'attuale piazza della Vittoria, dove nel 1905 fu sistemata la villa Bonanno, e prese il nome del sindaco che ne volle l'impianto. Sul lato orientale della piazza, si puo' vedere palazzo Sclafani, di una delle famiglie più potenti della Sicilia del Trecento. Il Palazzo reale, dalla forma di parallelepipedo irregolare, nel rialzo detto piazza del Parlamento, era caratterizzato da quattro grandi torri angolari: la Pisana (l'unica superstite), la Joaria, la Greca e la Chirimbi. A metà del XVI sec., vennero iniziati i lavori di ristrutturazione che trasformarono in parte l'edificio e gli conferirono, più o meno, l'attuale aspetto. Scavi archeologici vi hanno messo in luce i resti murari della cinta punico-romana della città. Entrati, si vede un vasto cortile loggiato (cortile del viceré Maqueda, 1600) dove l'ordinato succedersi degli archi a tutto sesto, conferisce, all'insieme, armonia ed eleganza. Dall'ultimo loggiato del cortile Maqueda, si accede al salone d'Ercole, che si affaccia sul cortile della Fontana. Il salone, affrescato nel 1799 dal Velasquez (Giuseppe Velasco), rappresenta scene delle fatiche di Ercole. Sala di Ruggero, Dalla sala dei Viceré e da un vano a lato, probabilmente della torre Joaria, si passa alla cosiddetta sala di Ruggero: forse, anche se ne ha il nome, di età ruggeriana; splendida per la decorazione musiva delle pareti, raffigurante scene di caccia, animali ed elementi vegetali, che richiamano la cultura figurativa e l'arte musiva dell'Oriente musulmano. Cappella Palatina. Si trova tra il cortile della Fontana e il cortile Maqueda. L'ingresso peri visitatori è da un cancello in piazza Indipendenza. Raggiungiamola, tornando in piazza Vittoria e passando a sinistra attraverso Porta nuova, del sec. XVI, posta all'inizio del corso Vittorio Emanuele, e indimenticabile per la sua imponenza, la cuspide maiolicata e gli enormi busti dei quattro mori prigionieri. Seguendo a sinistra le mura, si raggiunge il cancello che porta alla Cappella. Voluta da Ruggero II, si distingueva per la purezza geometrica delle sue forme, ma fu poi inglobata nel palazzo. L'interno, chiuso e raccolto, ha tre navate saldate al corpo centrico del santuario, il cui spazio è ordinato da quattro grandi archi ogivali fronteggianti. La decorazione delle pareti, con delicati mosaici di tradizione bizantina, crea particolari effetti cromatici e svolge anche un ruolo di edificazione e di esaltazione cristiane. Nella cupola sta il Cristo Pantocrator fra gli angeli. Nel transetto sono raffigurate Storie della vita di Cristo. Nella navata centrale, Storie dell'Antico Testamento. Nel catino absidale maggiore, ritorna la figura del Pantocrator. Le navate laterali sono dedicate alle Storie di San Pietro e San Paolo. Il soffitto ligneo, a stalattiti ed alveolature, dipinto con scene varie e con elementi decorativi, è una straordinaria opera di maestranze di cultura musulmana, ancora molto attive in Sicilia durante l'età normanna. San Giovanni degli Eremiti. Tornati in piazza Indipendenza, si puo' raggiungere a sinistra piazza della Pinta, e, a destra, in via Benedettini, ecco le cupole rosse della suggestiva chiesa di San Giovanni degli Eremiti, edificata su un preesistente edificio islamico, per volontà di Ruggero II, nel 1132. L'esterno, restaurato dal Patricolo, conserva forme puramente geometriche, sottolineate dal paramento a piccoli conci regolari e squadrati. Il campanile ha finestre sottolineate da agili rincassi. L'interno, nudo e severo, è a croce commissa; lo spazio, estremamente modulato, si conclude in alto con cinque tipiche cupolette di chiara influenza musulmana. Il Chiostro dei Benedettini. Accanto a San Giovanni, nella suggestiva ambientazione di un giardino ricco di verde e di agrumi, è il chiostro quadrangolare, con archetti sorretti da colonnine, in un ritmo continuo e regolare. Torniamo ora a Porta Nuova ed entriamo nel corso Vittorio Emanuele. All'inizio, è l'antico quartiere di San Giacomo, costruito dagli spagnoli tra il XVI e il XVII sec. Santa Maria Maddalena. Subito, nell'ambito della Caserma dei Carabinieri, c'è questa chiesa forse del XII sec. Antico seminario. In avanti, l'edificio più importante è il seminario (1583-1591), opera di Giorgio di Faccio, che presenta sul prospetto due magnifici balconi (quello a destra è lavoro originale di Vincenzo Gagini).



vista aerea


fontana pretoria


Mondello panorama


Palazzo Normanni


Politeama