venerdì, 12 agosto 2022
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Monumenti di Messina città

Giungendo a Messina dallo Stretto, si scorge, quasi al centro della penisola di San Raineri, la lanterna o torre di San Raineri, 1555, di G. Angelo da Montorsoli, e poi un'altra opera difensiva: il forte di San Salvatore, progettato da Antonio Ferramolino nel XVI sec. Ora, raggiunta la stazione marittima ed usciti, si entra nella via l° Settembre (già via Austria, tracciata nel sec. XVI), ed all'incrocio con via Ugo Bassi s'incontra il palazzo della Banca d'Italia, 1924. Il vicino edificio della Dogana, costruito dopo il terremoto del 1908, conserva alcune strutture originali e alcuni motivi in stile liberty. Tra via 1° Settembre e via Garibaldi, asse principale della città caratterizzato da un'edilizia dei primi del '900, si trova la chiesa di Santa Maria degli Alemanni, d'età sveva, forse degli inizi del XIII sec., data in uso all'Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme. Gravi danni furono causati alla chiesa dai terremoti del 1783 e del 1908, cui si pose riparo soltanto dopo il 1945, quando furono avviati i lavori di restauro. I caratteri stilistici dell¿edificio denunciano un'attenzione verso modelli gotici, da parte di architetti venuti forse dal nord, al seguito degli Ordini religiosi. L'interno ha pianta basilicale a tre navate e tre absidi. Delle parti scultoree, rimangono alcuni elementi e i due portali (quello laterale è quasi del tutto integro). Svoltando per via Sant'Elia, si arriva all'omonima chiesa, edificata verso la fine del Seicento. Gli stucchi e gli affreschi dell'interno, danneggiati dalle calamità naturali, mostrano chiari segni di restauro. Ritornati in via Garibaldi, si incontra la chiesa di Santa Caterina di Valverde che, all'interno, conserva alcuni elementi scultorei del XVII e XVIII sec. Il Crocifisso sull'altare maggiore, sec. XVIII, è attribuito a Santi Siracusa. Si giunge ora in piazza Cairoli dove finisce la via Garibaldi ed inizia il lungo viale San Martino: al termine, sorge il Cimitero monumentale, realizzato nel 1872 su progetto di Leone Savoia, in una magnetica posizione naturale, con veduta sul mare. Si risale il viale San Martino fino all'incrocio con la via Maddalena per raggiungere via Cesare Battisti, di fronte al largo Avignone, dove è possibile vedere una parte dell' area della necropoli (V-II sec. a. C.) su cui fu edificata questa zona della città. Si continua sulla via Cesare Battisti e, attraversando piazza Padre Francia, via A. Martino, piazza Lo Sardo e via Santa Marta, si giunge alla chiesa di San Paolino. Edificata agli inizi del Seicento, costituisce l'unico esempio quasi integro dell' architettura di quell'età.   La decorazione interna, sopravvissuta fortunosamente alle guerre e ai terremoti, è arricchita di stucchi ed affreschi databili alla prima metà del XVIII sec. Sull'altare maggiore, una tela di Giovanni Quagliata raffigura l' Apparizione della Madonna a San Paolino. Tornati in piazza Lo Sardo ed entrati in via Rifugio dei Poveri, si incontra la chiesa dello Spirito Santo, edificata nel Seicento, ma quasi distrutta dal terremoto del 1908. Dell'impianto originario, rimangono all' esterno il portale ed alcuni elementi decorativi all'interno. Da qui, si entra nella via Imperiale al cui angolo estremo si trova la chiesa del Carmine, a pianta centrica, progettata da Cesare Bazzani nei primi decenni del secolo XX. Continuando, tra piazza Carducci e piazza Maurolico, si arriva al palazzo di Giustizia, edificato nel 1928 su progetto di Marcello Piacentini. La facciata principale prospetta su piazza Maurolico.Qui è anche l'Università di Messina che vanta una lunga e illustre tradizione. Fondata nel 1548, fu soppressa nel 1679 dagli Spagnoli e ricostituita nel 1838. Prima della costruzione di questa sede, l'Università era allogata nel collegio dei Gesuiti, magnifico edificio eretto ai primi del Seicento su progetto di Natale Masuccio, di cui rimane soltanto un portale nell'ala laterale, su via Giorgio Venezian. Da questa via, si giunge alla piazza dove sorge il Duomo. L'impianto originario del Duomo risale all'età normanna, agli ultimi anni del regno di Ruggero II. La struttura normanna del Duomo è ancora visibile nella zona absidale. Il terremoto del 1908 però lo distrusse quasi totalmente. Fu ricostruito tra il 1919 e il 1929 per opera di Francesco Valenti, architetto, ma fu ancora danneggiato dai bombardamenti del 1943, cosicché oggi si presenta profondamente riconfigurato nell'insieme, con qualcuno soltanto degli elementi originari. La facciata, caratterizzata da una decorazione a fasce bicrome, reca incastonati tre portali tardo gotici



Messina: il Duomo

MESSINA >> Situata in Piazza Duomo, la Fontana di Orione è stata realizzata dal celebre architetto fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli, della scuola di Michelangelo, nel 1500 durante la sua permanenza decennale. Orione, secondo la leggenda, sarebbe il fondatore della città e nella fontana è rappresentato accanto al sua fedele cane, Sirio.

MESSINA >> Il Duomo di Messina è dedicato a Maria Assunta. Nell'abside maggiore un mosaico di stile bizantino presenta in posizione centrale il Cristo in trono, mentre ai lati sono rappresentati, tra gli altri, la Vergine Maria, San Giovanni Battista e il re Pietro d'Aragona. Al centro dell'abside maggiore è ubicata un'immagine della Madonna della Lettera, patrona della Città, ricoperta da una preziosa "manta" argentea, che nelle celebrazioni viene sostituita da un'altra "manta" d'oro e pietre preziose. Di rilievo all'interno della Cattedrale l'organo a cinque tastiere, il secondo più grande d'Italia dopo quello del Duomo di Milano e tra i più grandi in Europa.

Messina: il Campanile del Duomo

MESSINA >> Il Campanile del Duomo, alto 90 metri, offre al pubblico, partendo dall'alto, l'orologio meccanico ed astronomico più grande del mondo. Scendendo con lo sguardo si ammirano le statue che ogni giorno si animano a mezzogiorno per un quarto d'ora: il leone, simbolo di Messina, il gallo, simbolo del risveglio, le dee Dina e Clarenza che sorvegliano le campane, la Madonna della Lettera, patrona della città, insieme a sei ambasciatori messinesi, un angelo e San Paolo, le scene del Nuovo Testamento dal Natale alla discesa dello Spirito Santo, il Santuario di Montalto, la morte e le quattro stagioni della vita simboleggiate da un bambino, un adulto, un soldato e un vecchio, la biga con i cavalli a segnare il passaggio delle settimane. Nella parte bassa del Campanile sono, infine, ubicati il planetario, il calendario perpetuo e la sfera lunare.

MESSINA >> La Vara dell'Assunta, posta su carro trionfale di 14 metri di altezza, viene trascinata da tiratori in processione il 15 agosto di ogni anno. La suggestiva e commovente festa, che ha origini nel '500, accoglie circa 200 mila fedeli tra cittadini e turisti. La Madonna della Lettera è la patrona della città peloritana.

MESSINA >> Secondo la leggenda Mata e Grifone sono i fondatori della città. Lui, Grifone, saraceno giunto in Sicilia per saccheggiare incontra e si innamora di lei, Mata, una fanciulla del luogo, bella, forte e cattolica che riesce a farlo convertire. La passeggiata dei Giganti Mata e Grifone, posti su due cavalli in cartapesta, si svolge dal 10 al 14 agosto ed è collegata alla processione della Vara come evento unico. Entrambe le strutture statuarie sono alte circa otto metri.