venerdì, 12 agosto 2022
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La storia della città

Il suo antico nome greco Zancle, falce, ricorda la particolare forma falcata del suo porto, che ne fece, sin dall'antichità, un sicuro approdo naturale. In età pregreca fu abitata da popolazioni autoctone, i Sicani provenienti dalla Spagna e poi i Siculi. Nell'VIII sec. a. C., Ioni e Calcidesi fondarono il primo nucleo urbano tra la penisola di San Raineri e la zona del porto. La città cominciò a crescere, favorita dai commerci e dai traffici portuali. Dal V sec. a. C., travagliata da lotte intestine, conoscerà alterne vicende: popolazioni messeniche cambiano il suo nome in Messina. Dopo un periodo di dominio cartaginese (426 a. C.), la città riesce a ritornare libera e ad allearsi con Siracusa, ma, ripresa dai Cartaginesi, è distrutta da Imilcone nel 396 a. C. La nuova città, edificata in età ellenistica da Dionisio I di Siracusa, ricadde sotto i Cartaginesi dai quali la libero' Timoleonte; nel 289 fu occupata da un gruppo di mercenari campani cacciati da Siracusa, i Mamertini, che, sul punto di essere sopraffatti dai Siracusani e dai Cartaginesi, chiesero aiuto a Roma nel 264 a. C., anno d¿inizio della I guerra punica. Passata ai Romani nel 263 a.C., Messina divenne città federata e fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d. C.) si mantenne ricca e vitale. Dopo il periodo oscuro delle invasioni barbariche, la città ritorno' a splendere in età bizantina, VI sec., quando furono ravvivate le attività commerciali favorite dalla presenza del porto. Nell' 843, con l'invasione musulmana, gli abitanti si rifugiarono in massa nella vicina Rometta, cercando di resistere. Capitolarono soltanto nel 965 e, ritornati in città, ne riorganizzarono la struttura urbana e la vita sociale ed economica. Con l'età normanna, secoli XI e XII, Messina divenne uno dei centri maggiori della Sicilia. Fu costruito il palazzo reale, attivato l'arsenale e potenziata la fortificazione, con mura lungo tutta la costa. Il fervore costruttivo continuò nella successiva età sveva, con una nuova pianificazione urbanistica e nuovo sviluppo verso nord. Dopo l'età angioina, XIII sec., e la guerra del Vespro, 1282, nella quale Messina ebbe subito parte attiva, lottando strenuamente contro l'oppressore, un nuovo ordine socio- economico e urbanistico verrà imposto da Federico d'Aragona. Nel XIV sec. e nel XV sec., comincio' a formarsi una nuova classe borghese imprenditoriale, dedita particolarmente al commercio della seta, delle pelli e della lana. Nel XV sec., e più ancora nel XVI sec., al notevole sviluppo economico si aggiunse l'apertura di nuove strade e piazze e la sistemazione dei nuovi quartieri d'espansione. La rivolta antispagnola del 1674- 78, violentemente stroncata, cancello' l'idea di fare di Messina la capitale del viceregno di Sicilia. La repressione della rivolta, l'esilio di molte famiglie, il peso di nuove tasse e ripetute epidemie, causarono l'impoverimento della città. Il terremoto del 1783 fece il resto. La ricostruzione fu molto lenta, anche a causa dei continui rivolgimenti politici e di regime. Nell'Ottocento, Messina era ormai una città in decadenza. La sopraggiunta unità d'Italia, con l'evidente divario tra nord e sud, rese la situazione più grave. Il segnale di una rinascita, almeno delle attività portuali, si avrà con l'istituzione del servizio di traghetti per la Calabria, che continua tuttora. Il 28 dicembre del 1908 un nuovo violento terremoto distrusse quasi completamente Messina, causando circa 60 mila vittime. Il programma di ricostruzione, lungo e laborioso, volle riconfigurare l'immagine della città con una moderna pianta a griglia, salvaguardando e restaurando le testimonianze architettoniche e artistiche che avevano resistito al terremoto, e, soprattutto, adottando criteri antisismici nei nuovi edifici. Tra gli anni '30 e '50, sorsero i palazzi sulla cortina del porto, i quali, interrompendo il continuum edilizio prima esistente, si proponevano quali nuclei individuali e segno delle vivaci tendenze artistiche e architettoniche di quel tempo. L'espansione degli ultimi anni, caotica e priva di logica urbanistica, ha interessato soprattutto le uree meridionali e settentrionali, dando origine ad ampie zone periferiche.



Messina: il Duomo

MESSINA >> La Vara dell'Assunta, posta su carro trionfale di 14 metri di altezza, viene trascinata da tiratori in processione il 15 agosto di ogni anno. La suggestiva e commovente festa, che ha origini nel '500, accoglie circa 200 mila fedeli tra cittadini e turisti. La Madonna della Lettera è la patrona della città peloritana.

MESSINA >> Secondo la leggenda Mata e Grifone sono i fondatori della città. Lui, Grifone, saraceno giunto in Sicilia per saccheggiare incontra e si innamora di lei, Mata, una fanciulla del luogo, bella, forte e cattolica che riesce a farlo convertire. La passeggiata dei Giganti Mata e Grifone, posti su due cavalli in cartapesta, si svolge dal 10 al 14 agosto ed è collegata alla processione della Vara come evento unico. Entrambe le strutture statuarie sono alte circa otto metri.

MESSINA >> Situata in Piazza Duomo, la Fontana di Orione è stata realizzata dal celebre architetto fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli nel 1500 durante la sua permanenza decennale. Orione, secondo la leggenda, sarebbe il fondatore della città e nella fontana è rappresentato accanto al sua fedele cane, Sirio.