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Testimonianze STORICHE ED ARTISTICHE



Sinagra: il Museo della civiltà contadina e Scuola "Ripristino Antichi Mestieri"

Sinagra: il Museo della civiltà contadina e scuola di ripristino degli antichi mestieri

Sinagra: il Museo della civiltà contadina e Scuola "Ripristino Antichi Mestieri"

Luogo: contrada Vecchia Marina. Collezione di oggetti antichi della civiltà e della cultura contadina, del tessile, del ricamo e delle arti sartoriali per la conservazione della memoria storica. Al suo interno anche il pregevole allestimento di un antico telaio tessile e una camera da letto di fine '800 con una esposizione di lavori realizzati rigorosamente a mano secondo antiche tecniche di ricamo che hanno reso Sinagra un punto di riferimento in tutto il territorio di Messina. Il Museo è stato realizzato a seguito di varie iniziative che sono confluite anche nel Registro delle Eredità Immateriali (REI): "Il percorso delle 100 fontane", "La strada dei palmenti", "La festa di San Leone", "I monumenti della natura", "Cantastorie Rosita Caliò e la festa fiera di sant'Alberto". Info e booking: 3358432665

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I Musei Etnoantropologici nel territorio di Messina

MESSINA TIRRENICA

Messina (Villaggio Gesso): Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani

Alcara li Fusi: Museo di Arte Sacra

Barcellona Pozzo di Gotto: Parco Etnografico Jalari

Brolo: Musei Castello e Borgo Medievale (Musei storici della pena e della tortura, delle armi, delle fortificazioni costiere della Sicilia)

Galati Mamertino: Museo degli Antichi Attrezzi e della Civiltà Contadina

Gioiosa Marea (San Giorgio): Museo della Tonnara

Mistretta: Museo Regionale delle Tradizioni Silvo-pastorali "Giuseppe Cocchiara"

Milazzo: Museo della Tonnara e del Mare

Mirto: Museo del Costume e della Moda Siciliana

Montagnareale: Museo del "Mulino di Capo"

Novara di Sicilia: Museo Territoriale

San Marco d'Alunzio: Museo Demologico "Demenna"

San Marco d'Alunzio: Museo di Arte Sacra

San Marco d'Alunzio: Museo Naturalistico Etnografico Brasiliano Missionario "Padre Gabriele"

San Marco d'Alunzio: Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne

San Fratello: Museo Etnostorico Antropologico "Ermenegildo Latteri"

San Salvatore di Fitalia: Museo Siciliano delle Tradizioni Religiose - Tel. 0941/486027

Santa Lucia del Mela: Museo Diocesano della "Prelatura Nullius" 

Santa Marina di Salina (Lingua): Museo Civico (Collezioni archeologiche, etnoantropologiche, marineria, tradizioni popolari)

Santo Stefano di Camastra: Museo Civico della Ceramica

Tortorici: Museo Etnostorico Fonderia "Campane Trusso" 

Tortorici: Museo Etno-fotografico "Franchina-Letizia"

Tortorici: Museo Etno-antropologico "Sebastiano Franchina"

Ucria: Museo Tipologico delle Arti Tradizionali in Sicilia

Ucria: Museo Etnologico delle Maschere "Gianpistone"

Ucria: Museo Mosaico "Due Mondi a confronto"

Ucria: Museo Etnostorico dei Nebrodi "A. Gullotti"

Villafranca Tirrena (Calvaruso): Museo della Devozione

MESSINA IONICA

Antillo: Museo Agro-Pastorale

Francavilla di Sicilia: Museo Etnostorico "Frati Cappuccini"

Furci Siculo: Museo del Mare, della Pesca e delle Tradizioni marinare "Franco Ruggeri"

Letojanni: Museo "Francesco Durante" (Collezione strumenti chirurgici e manufatti artigianali agro-pastorali)

Savoca: Museo Storico Etnoantropologico "Città di Savoca" 

Scaletta Zanclea: Museo Storico-Artistico del Castello "Rufo Ruffo"

Taormina: Museo Siciliano di Arti e Tradizioni popolari

 



Patti e l'antico abitato di Tindari: Musei e aree archeologiche

Musei e Aree Archeologiche

Villa Romana e Museo Antiquarium
Via Papa Giovanni XXIII di Patti Marina - Tel. 0941/361593
Aperta tutti i giorni dalle ore 9 ad un'ora prima del tramonto.
Biglietto unico euro 4,00. Biglietto ridotto (euro 2,00 unico, per i cittadini dell'Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e i docenti a tempo indeterminato delle scuole statali e non). Ingresso gratuito per comitive scolastiche e visitatori che non abbiano compiuto il 18°. Biglietto cumulativo con Area Archeologica Tindari euro 8,00

Museo delle Antiche Ceramiche Pattesi
(Museo Civico del Monastero di San Francesco)
Orario di visita: di mattina da lunedì a sabato 8,30 - 13,30
Di pomeriggio il martedì e il venerdì 15,00 - 19,00
Dal 19 maggio al 7 giugno di pomeriggio anche il lunedì e il giovedì in orario 15,00 - 19,00.
Per richieste visite gruppi in orario pomeridiano contattare
dott.ssa Panassidi Luciana (Municipio Patti) tel 0941-246318
Ingresso libero

Archivio Storico - Biblioteca Comunale (Villa Pisani)
Contrada Mustazzo di Patti Marina
Tel. 0941/361663
Orario di apertura al pubblico: da lunedì a venerdì 10,00/13,00 - 15,30/18,00. Ingresso libero.

Museo Diocesano
Situato nel centro storico di Patti, presso Palazzo Vescovile
Via Cattedrale. Tel. 0941/240813
Orario di visita: da martedì a domenica 9,30/12,30 e 16,00/19,00. Lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Museo Etnografico Etnoantropologico
Via Salandra di Sorrentini di Patti
Tel. 0941/315060 per prenotazioni
Tel. 0941/302589 Confraternita
SEZIONE I -> ETNOGRAFICA
(raccolta attrezzi agricoli, arnesi del calzolaio, del falegname, pettini da telaio) SEZIONE II ->
raccolta oggetti sacri della Parrocchia.
Orario di visita: Sabato e Domenica 9,00/13,00 e 16,00/19,00 previa richiesta. Ingresso Libero. Per le visite in gruppo e per le comitive è necessaria la prenotazione telefonica.

Biblioteca Nazionale di Poesia - Archivio Nazionale dei Poeti
Via Salandra di Sorrentini di Patti
(a cura della Confraternita) - Tel. 0941/315060
Ingresso libero, previa richiesta.

Area Archeologica di Tindari e Antiquarium
(agorà, cardines, case romane, cinta muraria, decumani, propileo monumentale, teatro greco-romano, terme, antiquarium)
Tel. 0941/369023
Aperta tutti i giorni dalle ore 9 a un'ora prima del tramonto
Biglietto unico euro 6,00. Biglietto ridotto (euro 2,00 unico, per i cittadini dell'Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e i docenti a tempo indeterminato delle scuole statali e non). Ingresso gratuito per comitive scolastiche e visitatori che non abbiano compiuto il 18° o che abbiano. Biglietto cumulativo con Villa Romana euro 8,00
DISPOSIZIONI PER L'INGRESSO NELLE AREE ARCHEOLOGICHE DI PATTI E TINDARI:
Gli scavi archeologici sono aperti al pubblico secondo il seguente orario:
Mese di Maggio 9,00/19,00
Mese di Giugno 9,00/19,00
Mese di Luglio 9,00/19,00
Mese di Agosto 9,00/19,00
Mese di Settembre (dal 1 al 15) 9,00/18,30
Mese di Settembre (dal 16 al 30) 9,00/18,00



Monti Nebrodi Orientali: i Rifugi a Tholos o Cùbburi

Territori interessati: Floresta, Montalbano Elicona, Raccuia, Roccella Valdemone, San Piero Patti, Tripi, Ucria



Le oltre 100 costruzioni a Tholos dei Monti Nebrodi, distribuite in una superficie di circa 90 kmq, sono di epoca remota e non risalenti all'era classica o ellenistica, come potrebbe far pensare il nome e quindi non sono identificabili come monumenti funerari. Le Tholos, il cui nome deriverebbe dal greco "cupola", chiamate a Raccuia e Montalbano Cùbburi dall'arabo Cubo o Cuba ovvero "piccolo edificio" e dal latino Cubescere che significa "dormire in posizione raccolta", erano invece in queste zone rifugi provvisori dei pastori, costruiti per lavorare e conservare i formaggi e successivamente anche per dormire quando le dimensioni delle stesse furono ampliate.
Esse sono la testimonianza della presenza nel territorio di una popolazione in possesso di una capacità di costruzione molto elevata ed evoluta. Questi edifici hanno avuto pertanto uno stretto rapporto con il territorio che li ha ospitati e con l'attività pastorale ed agricola praticata. Le Tholos sono state costruite con pietre a secco sovrapposte, senza utilizzo di malta, a distanze irregolari, nei terreni che presentavano una leggera pendenza oppure vicino ad un muretto o ad un riparo naturale; la base si presenta a forma sferica, con la copertura formata da blocchi di pietra sovrapposti a forma circolare, di diametro progressivamente decrescente, mentre una pseudocupola completa le costruzioni. Ogni ingresso è rivolto verso Sud-Est e l'accesso era piuttosto scomodo.



Rometta Superiore: Palatium di Federico II
Rometta Palatium Federico II


Eventi al Museo Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari

Lipari (Isole Eolie): Mostra

Lipari (Isole Eolie): Mostra "Donne, gioielli e profumi: una lunga storia d'amore" fino al 30 settembre 2013

I gioielli, i manufatti per la cosmesi, statuine e altro ancora nelle collezioni del Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, documentazione archeologica relativa all'età greca e romana proveniente in prevalenza dalla necropoli di contrada Diana. La mostra è visitabile nel Padiglione sezione classica e sala delle maschere. Ingresso dal lunedì al sabato in orari 9,00/13,00 e 15,00/18,30 - domenica e festivi: 9,00/13,00.

Gioiosa Marea e la sua storia: dal Meliuso alle Ciappe di Tono

Presentazione libro

Presentazione libro "Oppidum Guardiae Joiusae". Dal Meliuso alle Ciappe di Tono: Gioiosa Marea e la sua storia, il 14 dicembre 2013

Gioiosa Marea: Salone Gesù Buon Pastore. Autore: don Salvatore Miracola. Editore: Armenio. Brolo 2013. Inizio ore 18,30. Meliuso è il monte dove Vinciguerra d'Aragona, durante il Regno di Federico III d'Aragona, fondò l'antica Gioiosa Guardia, come avamposto per difendere il territorio dalle invasioni dei pirati. Nel 1783 un violento terremoto portò gli abitanti ad abbandonare la città e a rifugiarsi in una zona situata ai piedi del monte denominata "Ciappe di Tono", dove venne fondata Gioiosa Marea. Nella nuova città furono costruite le stesse quattro chiese già esistenti nella vecchia città.

Gioiosa Guardia: la città vecchia
Gioiosa Guardia: città vecchia


Mirto: il Museo del Costume e della Moda Siciliana

Il Museo del Costume e della Moda Siciliana

Orario di apertura al pubblico: da Martedì a Venerdì 10-13; il Sabato e la Domenica di mattina 10-13 e il pomeriggio 16-19. Ubicazione Museo presso Palazzo Cupane, Centro Storico di Mirto Mirto - Info e booking 0941919068 - www.museomirto.it [...]

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La collezione del Museo di Mirto presso Palazzo Cupane

La collezione di Palazzo Cupane raccoglie abiti tradizionali, costumi ed accessori appartenenti alla nobiltà dell'alta e media borghesia, nonché della cultura popolare Siciliana. La collezione rappresenta il senso generale, il modo di vestire dei siciliani nell'arco di due secoli e mezzo, dal '700 alla prima metà del '900.

La rassegna delle foggie vestimentarie susseguitesi in Sicilia in queste epoche oltre a costituire una rappresentazione pratica e materiale della vita dell'uomo e dei suoi rapporti sociali, assume, all'attenzione dei visitatori, anche un valore artistico giacchè l'abito o meglio il "costume", non è solo un fatto artigianale, ma è espressione d'arte. L'abito visto non soltanto come indumento, utile per proteggersi, ma come modo di vivere, di pensare e di lavorare, che, come tale, travalica, tra l'altro, la stessa espressione di moda, variabile per gusto, creatività ed estro personale.

Vestiti e costumi hanno altresì una serie di funzioni che costituiscono una sorta di passaporto in grado di rilevare la nascita, la religione, il sesso, il ceto, il ruolo di chi li indossa. Si possono cosi riconoscere i fasti di un'epoca che fece del modo di vestire o di imbellettarsi, il motivo di vita di una nobiltà abbagliata dal fascino dell'ufficiale, del vistoso e solenne sfoggio di magnificenza, nonché delle modifiche che con l'imborghesimento della società vengono effettuate finché il costume acquista sempre più aderenza alla realtà e alla funzionalità che il tempo e l'evoluzione umana reclama. Il costume quindi come una esigenza sociale giacché attraverso l'abito si percepisce chiaramente "l'appartenenza" di chi lo porta. Ecco quindi una collezione di abiti questa che oltre a costituire materia di studio demo-logico, assume valore di informazione storica e, perché no, di "Storie".

La collezione nasce nel 1991 ma il Museo viene istituito nel 1989, una volta restaurato il palazzo della famiglia Cupane, grazie alla donazione-acquisto fatta dallo scenografo costumista arch. Pippo Miraudo. La donazione si compone di: abiti, accessori, e divise di vari periodi storici provenienti da quasi tutte le parti della Sicilia. Man mano nel tempo la collezione si è arricchita di altre donazioni come quella della famiglia Riccobono di Messina, che comprende abiti in massima parte del '800 e del '900; di quella della famiglia Lipari Giaconia donata della famiglia Oliveri, che comprende abiti principalmente del '700 e del '800, alcuni capi del primo '900 della famiglia Cottone-Bono di Palermo.

Oggi la collezione conta più di 1500 pezzi, compresi accessori, corpetti, vestaglie, borse, cappelli, scarpe, manteaux, pizzi e tessuti: questi oggetti provenienti in massima parte da varie famiglie siciliane ed appartenendo ad epoche diverse, ci riconducono al gusto ed alle mode diffusisi ed avvicendatesi nell'isola e da ciò al grado di accettazione che essi riscossero e a quali tipi di interpretazione andarono soggetti, rendendo possibile ed al contempo stabilire, per il lasso di tempo compreso nel corpus di questa raccolta, i rapporti commerciali connessi al settore abbigliamento, intercorsi con altre regioni d'Italia e con altri paesi. Per una maggiore leggibilità della collezione si è pensato di suddividere la collezione per epoche e per settori specifici, pensando anche ad un circuito all'interno del palazzo che potesse facilitare questo tipo di conoscenza e la lettura dei vari capi. La collezione è corredata per settori da schede tecniche.

Museo di Mirto
Museo di Mirto


Museo di Mirto
Museo di Mirto


Le Sale del Museo 

Sala della botte

Mostra una sezione inerente all'abbigliamento di usi e costumi del popolo Siciliano che suggerisce al visitatore di prendere in esame le feste religiose dei vari centri isolani in particolarte quelle concernenti le manifestazioni religiose, folcloristiche della Settimana Santa, a cui rimandano i costumi di San Fratello e di Piana degli Albanesi già dei Greci, poi i costumi popolari dei paesi quali Mistretta, Mirto, Frazzanò e dell'hinterland palermitano.

Sala I - Ingresso 1° piano
Esposizione di costumi alla moda del XVIII e XIX secolo. Vetrinetta con l'esposizione di vari accessori dell'abbigliamento. Corredo di neonato del 1850.

Sala II - 1° piano
Sono esposti costumi dalla seconda metà del XXVIII secolo al 1920. Esposizione di mantelline, corpetti, borsette etc. dello stesso periodo.

Sala III - 1° piano
La sala raccoglie l'abbigliamento ottocentesco. Gli abiti provengono da collezioni e da privati di diverse famiglie nobiliari dell'isola.

Salone delle Capriate
Sono raccolti in questa sala i pezzi più antichi della collezione museale risalenti al secolo XVIII sempre di provenienza privata e da acquisizioni.

Sala IV - 1° piano
Qui si trovano dall'inizio del '900 al 1950. Si trovano anche capi di firme prestigiose del panorama della moda europea.

Sala IV - 2° piano
Ampia esposizione di abiti da sposa

Museo di Mirto
Museo di Mirto


Museo di Mirto
Museo di Mirto


Come arrivare a Mirto

In auto percorrendo l'autostrada A20 Messina - Palermo con uscita al casello di Rocca di Caprileone e poi proseguendo sulla strada provinciale 157 (Rocca - Longi) per circa 7 km. Per chi utilizza il mezzo pubblico cliccare su "Come arrivare a Mirto"

Tripi: Museo Archeologico Multimediale Santi Furnari

Il Tripi: il Museo Archeologico Multimediale

Il Museo Archeologico Multimediale "Santi Furnari"

All'interno del museo si può visitare una Collezione permanente di circa 104 corredi funerari rinvenuti nella Necropoli ellenistica (dal IV al III secolo a.C.) di contrada Cardusa dell'antica città di Abakainon, presso l'odierna Tripi. Il Museo comunale è ospitato negli spazi dell'ottocentesco Palazzo Santi Furnari rifùnzionalizzato grazie ad un sapiente restauro architettonico e destinato a polo culturale per attività plurivalenti. Il Museo ospita al primo e secondo livello la contestualizzazione dei reperti archeologici provenienti dai corredi funerari rinvenuti nella Necropoli di contrada Cardusa, a testimonianza, attraverso gli esiti della cultura materiale specializzata della società, degli usi e dei costumi dell'antica Abakainon, altrimenti sconosciuti. L'allestimento museale è dotato di un ausilio multimediale interattivo alla visita, Sistema Frontnet, in grado di costituire un percorso guidato anche all'utente non esperto.

Museo di Tripi (Fonte Comune di Tripi)
Museo di Tripi (Foto Comune)


Il Museo, con ingresso gratuito, è ubicato a Tripi Via Francesco Todaro n. 152.

La struttura, senza barriere architettoniche, è attrezzata per l'accesso dei portatori di handicap ed è dotata di servizi preferenziali. 

Il Museo è raggiunto dai servizi pubblici di trasporto. 

Orario apertura al pubblico (Ingresso solo nel periodo invernale):

Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica 9,00 - 12,30

Info e booking: Tel. 0941 804011 Cell. 347 8519115
 

Interno Museo Tripi (Fonte Comune)
Museo di Tripi (Foto Comune)


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Abakainon

E' il nome greco dell'antico centro indigeno di Abaceno, fondato nel periodo Siculo, poi divenuto di cultura ellenistica durante la colonizzazione greca della Sicilia, quindi romanizzato. Parte del suo territorio venne espropiato dal tiranno Dionigi I di Siracusa, così come riferisce lo storico Diodoro Siculo, per fondare la città di Tyndaris nel 396 a.C. Fu distrutto nel 36 a.C. da Cesare Ottaviano.

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