domenica, 24 ottobre 2021
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Turismo culturale popolare e delle antiche tradizioni: LA SFILATA DEI DODICI MESI



RODI' MILICI: A CARNEVALE LA SFILATA DEI DODICI MESI dal 1880 (Patrimonio Culturale Immateriale della Sicilia). L'evento si svolge l'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso

Nel 2017 l'evento si svolge domenica 26 e martedì grasso 28 Febbraio



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La manifestazione "I mesi dell'anno" nel dettaglio

La manifestazione, dedicata al culto ed alla tradizione, unica nel suo genere, è una rappresentazione che propone, in dialetto agro-pastorale, una sorta di personificazione dei dodici mesi, in chiave satirico-umoristica.
E' una recita di 15 personaggi in un unico atto, tratto da un testo attribuito al poeta rodiese Giuseppe Trifilò.
Da circa un secolo, "I Mesi dell'anno" vengono rappresentati periodicamente a Rodì Milici.
In uno stile, unico nel suo genere in tutta la Sicilia, esprimono il totale coinvolgimento delle nostre popolazioni rurali e pastorali nel ciclico avvicendarsi dei mesi e delle stagioni. Viene evidenziata l'energia e l'intelligenza umana, necessaria al compimento dei lavori agro-pastorali nei vari mesi dell'anno, con la giovialità tipica del mondo contadino.
Per rappresentare "i misi 'i ll'annu" si addobbano 14 asini, con tappeti e drappeggi di vari colori. Di questi, dodici vengono cavalcati da baldi giovani, che rappresentano, ciascuno, un mese, e due, dal poeta e dal re, solo il forestiero recita la sua parte stando in piedi.
I Mesi, indossando costumi poveri ma di grande fascino visivo, in groppa a degli asini o cavalli bardati a festa, giungono in piazza accompagnati dagli attendenti.
Qui, con tono fermo e uno alla volta, si rivolgono al Re chiedendone la corona e il potere in cambio del benessere che hanno offerto alla comunità. Spetterà al Poeta, alla fine delle appassionate perorazioni dei Mesi, il compito di ricomporre l'insanabile conflitto, ristabilendo così le consolidate certezze del vivere quotidiano, "Siete come la fame con la sete/ e l'uno e l'altro non vi dis'amate/ va bene che il mondo sostenete/ ma un solo Dio regna in Trinitate?.."
Il Re, dal canto suo, invita alle danze l'inquieto corteo dei Mesi. La parte finale del copione, che chiude e suggella il cerchio allegorico del cerimoniale, è recitata dal cosiddetto Borghese, una sorte di io narrante, identificabile con l'autore dei versi, che esalta la figura del re e non solo quella allegorica, ma anche quella storica.
Questa recita viene declamata nelle piazze del paese, accompagnata dal suono della fisarmonica ed a cui seguirà la distribuzione di prodotti tipici locali.
La manifestazione è Patrimonio Culturale Immateriale, essendo iscritta nel Libro delle Celebrazioni del R.E.I. - Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia con il titolo: "I Misi i ll'Annu di Rodì Milici".

Pagina realizzata in collaborazione con il Comune di Rodì Milici

Info: telefono +39 0909741010 - telefax 0909741657 -  comunerodimilici@virgilio.it - http://blogdelmela.blogspot.it/ - http://ucatalettucarnevaleluciese.blogspot.it/

 

 

La città di Rodì Milici

Il Comune di Rodì Milici è ubicato a ridosso dei Monti Peloritani, la sua felice posizione geografica consente al visitatore di potere accedere agevolmente al suo territorio e di potere ammirare un itinerario storico-paesaggistico e culturale privilegiato.
Inoltrandosi, infatti, nel paese si possono ammirare le sue sinuose colline, i suoi suggestivi paesaggi ed i luoghi che ricordano antiche popolazioni e gloriose battaglie , come la Necropoli preistorica di Monte Grassorella o Gonia, il Monte Ciappa con i resti dell'antica città di Longane, il fortilizio di Pizzo Cocuzzo, Sulleria teatro della battaglia tra i Mamertini e Gerone II°, ricca di biondeggianti messi, la vallata ricca di aranceti che degrada verso il torrente Patrì, sotto il cui greto è sepolta l'antica città di Rodys con la sua cupola rosata restituita alla luce da una campagna di scavi promossa dall'Amministrazione pro-tempore, l'antico palazzo dei Cavalieri di Malta a Milici, ed anche, e soprattutto le rigogliose colline che circondano questo piccolo centro, ricche di uliveti e di vigneti, da cui si produce il famoso vino mamertino, con il quale, si dice: " Lo stesso Cesare amò festeggiare il suo 3° consolato" (Cfr. "Rodì Milici nel 40° anniversario dell'autonomia 1947/1987 - una storia da riscoprire" di C. Aliberti e A. Zanghì - pagg. 25/26).
 



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