giovedì, 21 novembre 2019
CALENDARIO

A San Fratello la FESTA DEI GIUDEI il Venerdì Santo, la FESTA dei Santi Patroni ALFIO, FILADELFIO e CIRINO (10 Maggio) e la FESTA DI SAN BENEDETTO IL MORO (17 settembre)

La festa di San Leone patrono della citta'

A Mistretta le celebrazioni in onore di SAN SEBASTIANO (20 gennaio e 18 agosto) e la festa della MADONNA DELLA LUCE (7 - 8 settembre)

A Capizzi la CAVALCATA in onore di SANT'ANTONIO DA PADOVA (2 settembre)

La Festa di San Leone, patrono

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Turismo RELIGIOSO



LA TRADIZIONE MARIANA

Nel Messinese il culto della Madonna è diffusissimo ed affonda le proprie origini nei primi anni del cristianesimo, quando vi fu predicato il Vangelo. A Messina a diffonderlo fu San Paolo e con la città dello stretto la Madre di Dio strinse un rapporto diretto, conservato intatto per duemila anni. Probabilmente si deve a tale antichissima diffusione il fatto che molti paesi hanno eletto la Madonna loro Patrona, sia pure con nomi diversi. A Librizzi e Roccalumera è la Madonna della Catena; ad Antillo, Montalbano Elicona e Fondachelli Fantina, la Madonna della Provvidenza; a Brolo, Fiumedinisi, Merì e Raccuja, la Madonna dell'Annunziata; a San Filippo del Mela, Sant'Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva e Scaletta Zanclea, la Madonna del Carmelo; a Montagnareale, Roccella Valdemone e Tusa, la Madonna dell'Assunta; a Mazzarrà Sant'Andrea e Terme Vigliatore, la Madonna delle Grazie; a Santo Stefano di Camastra e Torrenova, la Madonna dell'Addolorata; a Capo D'Orlando, Ficarra, Furci Siculo, Giardini Naxos, rispettivamente Maria SS. di Capo D'Orlando, la Madonna della Neve, la Madonna del Rosario, Santa Maria. Ognuno di questi paesi celebra con solennità la propria patrona.



MESSINA

Le celebrazioni in onore della MADONNA DELLA LETTERA il 3 giugno e la processione della VARA DELL'ASSUNTA il 15 agosto 



Messina: festa della Madonna della Lettera il 3 giugno 2013

Messina: festa della Madonna della Lettera il 3 giugno

Il pomeriggio del 3 giugno la statua della Madonna della Lettera, fusa a Roma verso la fine del '800 da Pietro Calvi su sculture del messinese Lio Gangeri, posta su un'artistica vara d'argento, è portata in processione, con partenza ed arrivo in Cattedrale, lungo un percorso di 3 km. Mentre la mano destra è alzata a benedire, nella sinistra la Madonna stringe una copia della Lettera (spedita ai messinesi), mentre il capello con cui la lettera era pervenuta legata ai messinesi e collocato in una pisside. Il culto si affermò nel 1716 quando a Messina fu portata da un monaco basiliano la traduzione di un codice arabo della lettera di Maria ai Messinesi. Secondo la tradizione, intorno al 40 d.C. San Paolo era approdato, a seguito delle avverse condizioni atmosferiche, nel vicino Villaggio di Briga Marina dove predicò il vangelo: il masso (nella foto) ricorda questo avvenimento. Qui San Paolo trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convertire. Forse echi della nuova religione erano giunti in precedenza a Messina, allora crocevia di intensi traffici soprattutto con il Medio Oriente, dai numerosi mercanti che vi approdavano. San Paolo, quindi, trovò un terreno già preparato ad accogliere ciò che lui si accingeva a seminarvi. Comunque sia, ben presto tutta la città si convertì al cristianesimo e quando, a metà del 42 d. C. San Paolo si accinse a far ritorno in Palestina, lo accompagnò una delegazione di ambasciatori che si spinse fino a Gerusalemme dove venne presentata alla Madonna. Fu allora che Maria, nel congedarsi dai legati, consegnò loro il 3 giugno 42 una lettera, legata da alcuni suoi capelli, da consegnare ai cittadini, in cui si dichiarava protettrice di Messina. La lettera fu portata a Messina il 8 settembre dell'anno 42.

Briga Marina: il masso sul quale predicò San Paolo apostolo
Briga M.: masso di San Paolo


Testo della Lettera della Madonna ai Messinesi 

"Maria Vergine, figlia di Iachino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute a tutti i messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. 

Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande avete a noi mandato legati e ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e Uomo e che dopo la resurrezione salì al Cielo; conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo Eletto. Per la quale benediciamo voi e la stessa città della quale vogliamo essere perpetua protettrice."

Benediciamo voi e la stessa città - Vos et ipsam civitatem benedicimus.

(Il testo è riportato nella stele votiva della Madonnina del porto di Messina)



Stele votiva Madonnina del porto di Messina
Stele votiva Madonnina


La processione del Vascelluzzo nella domenica del Corpus Domini

Il Vascelluzzo è un piccolo vascello di un metro di lunghezza, in argento finemente cesellato e a tre alberi, che simbolicamente rappresenta un avvenimento miracoloso accaduto a Messina nel 1603, attribuito, secondo la tradizione, all'intercessione della Madonna della Lettera. Una carestia stava affligendo la città e per questo motivo il Senato di Messina stabilì di requisire tutte le navi che trasportavano frumento e che erano in transito nello stretto. Avvenne che una nave proveniente dalla Grecia e diretta a Napoli, la quale trasportava grandi quantità di grano, fece un cambio di rotta verso Capo Passero, essendo trapelata la notizia a bordo; ma una violenta ed improvvisa tempesta impedì la navigazione e la nave fu costretta a fermarsi nel porto di Messina.

La suggestiva processione del Vascelluzzo, addobbato di spighe di grano e portato a spalla, avviene ogni anno nella domenica del Corpus Domini e subito dopo la funzione, con partenza dalla Chiesa di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai ed arrivo nella Basilica Cattedrale di Messina. Nel 2014 il Corpus Domini cade il 22 giugno. 

Nel Vascelluzzo viene posta in Cattedrale la reliquia del Sacro Capello della Madonna con il quale, secondo la tradizione, la stessa avvolse la Lettera che consegnò agli ambasciatori messinesi.



Vascelluzzo nella Cattedrale di Messina
Vascelluzzo Cattedrale Messina


Messina: la passeggiata dei Giganti e la processione della Vara dell'Assunta

Messina: la passeggiata dei Giganti e la processione della Vara dell'Assunta

Da più di cinquecento anni a Messina emozione e suggestione nel giorno dell'Assunzione di Maria in cielo. Mercoledì 14 agosto la passeggiata dei Giganti Mata e Grifone da Piazza Unione Europea (inizio ore 22). Giovedì 15 agosto la partenza della Vara da Piazza Castronovo (ore 18,30), come avviene dal 1535. Uno dei momenti più toccanti è l'arrivo della vara all'incrocio con il Viale Boccetta, luogo in cui è come se si guardassero la statua della Madonna dell'Assunta e quella della Madonna della Lettera, ubicata sulla stele del porto. La fase più coinvolgente e difficile della processione è all'arrivo della Vara all'incrocio tra Via Garibaldi e Via I Settembre quando, andando verso il tratto di strada più stretto, avviene l'ultimo slancio, "la virata", verso Piazza Duomo: in questo tratto la corda di sinistra si muove prima di quella di destra per permettere di mettere in asse il carro votivo. A conclusione lo spettacolo pirotecnico sotto la stelle della Madonnina del Porto. La struttura votiva monumentale è alta 15 metri e pesa 8 tonnellate con le figure degli angeli, della Madonna e di Gesù in cartapesta; le corde, in pura canapa, vengono tirate da circa 1200 persone a piedi nudi e vestiti di bianco.

La Vara dell'Assunta (Messina 15 agosto)


Mata e Grifone: cenni di leggenda

I Giganti di Messina, detti con voce popolare 'u Gilanti e a' Gilantissa, sono Mata e Grifone. Sarebbero stati loro a fondare la città per quanto tale ipotesi non abbia alcuna rispondenza storica. Molto più verosimilmente i due personaggi avrebbero fatto la loro comparsa nella storia cittadina nel corso della dominazione araba. Il Gigante sarebbe stato, appunto, un principe musulmano che avrebbe sposato la Camarota per mettere pace nella città appena conquistata ed ancora restia a sottomettersi al nuovo gioco. Altrettante imprecise sono le origini della passeggiata che Mata e Grifone compiono a Messina dal 12 al 14 agosto. 

Il primo giorno, quasi in forma privata, la coppia regale, convenientemente agghindata, esce dal deposito dove vive per il resto dell'anno e si reca nella vicina Camaro, in omaggio alle origini di lei. Il giorno successivo il corteo, preceduto e seguito da gruppi folcloristici e da bande musicali, percorre la zona sud del centro cittadino fino alla sede municipale. Il 14 agosto, ancora una passeggiata ma questa volta nella zona nord della città con ritorno a largo Minutoli dove i Giganti rimangono sino alla fine di agosto, nel ricordo dell'antico festino che una volta si svolgeva a Messina.



Messina: le celebrazioni in onore della Madonna di Montalto il 12 giugno 

La festa ricorre nel giorno della fondazione del Santuario: era l'anno 1294 e a Messina era in corso la guerra dei vespri siciliani, scoppiata a Palermo nel 1282, contro le truppe di Carlo D'Angiò. Nella notte del 9 agosto 1282, mentre due donne messinesi, Dina e Clarenza, difendevano la città, appare una Dama Bianca, come riportato dagli storici, ovvero la gloriosa Vergine Maria, invocata dal popolo, che irradiava una luce fortissima in direzione delle truppe angioine che, impaurite, furono costrette a scappare. Secondo un altro racconto il 3 giugno 1294 sul colle ove adesso sorge il Santuario, un frate ebbe prima la visione della Madonna e poi invitò i capi della città e il popolo a recarsi nello stesso luogo a mezzogiorno, perchè si sarebbe verificato un fatto prodigioso: una colomba bianca scese dal cielo e volteggiando segnò il perimetro della chiesa che la Madonna voleva eretta sul colle. Alla posa della prima pietra del nuovo Santuario volle essere presente la Regina Costanza d'Altavilla.

 



Santuario SS. Maria Montalto Messina
Santuario Montalto Messina


La grande Campana del Sacrario del Cristo Re a Messina

La campana, la terza più grande d'Italia, è collocata sopra una torre ottagonale ed ha un'altezza di metri 2,80, e un peso di quintali 130. E' stata realizzata mediante fusione del bronzo dei cannoni confiscati ai nemici della Grande Guerra 1915-1918. La campana suona al tramonto in commemorazione dei caduti di tutte le guerre e la nota battuta è il Re, scelta dal 1935 proprio in onore del Re d'Italia Vittorio Emanuele III.



Campana Sacrario Cristo Re Messina
Campana Cristo Re Messina


PATTI

Patti: le celebrazioni in onore della Madonna bruna del Tindari (7-8 settembre 2013)

Patti: le celebrazioni in onore della Madonna bruna del Tindari (7-8 settembre 2013)

«Immagine miracolosissima di Maria santissima con stupendo portento venuta dall'Africa» (Abate Spitaleri 1751). Il simulacro in legno di cedro, in stile bizantino, recentemente restaurato, proviene dall'Oriente, durante il periodo delle crociate quando le galee delle Repubbliche Marinare veleggiavano di continuo verso il mondo orientale ed il rito greco era diffuso in Sicilia. La Madonna, seduta sul trono, tiene sulle ginocchia, secondo un modulo bizantino, stringendolo con la mano sinistra, il Bambino, mentre con la mano destra benedice. Anche Cristo, il Logos, benedice con la mano destra. Alla base del simulacro è riportata la scritta, tratta dal Cantico dei Cantici: "Nigra sum sed formosa" ovvero "la bellezza di Maria nel colore brunito del viso" [...]

Patti: Santuario Maria SS.ma del Tindari
Santuario Madonna Tindari


LE TRADIZIONI POPOLARI LEGATE AL CULTO DEI SANTI

Con l'avvento del Cristianesimo, col tempo la protezione delle città e dei paesi venne intitolata ai Santi secondo criteri legati alle vicende storico-civili dei vari centri o, addirittura, a leggende che narrano di miracolosi interventi celesti a difesa delle divinità minacciate da gravissimi pericoli. Chiunque sia il patrono, la sua festa conserva tuttora, specialmente nei piccoli centri, il duplice significato delle origini: di ringraziamento e di propriziazione, di grande gioia e di evasione dalla routine quotidiana. Nei paesi più piccoli, specie di montagna, la tradizione è meglio conservata e le molteplici occasioni di svago, introdotte dal benessere della società dei consumi non sono riuscite ancora a diminuirne l'importanza. La festa del patrono, inoltre, rappresenta spesso anche un importante appuntamento commerciale attraverso le fiere che si tengono per l'occasione.



SAN FRATELLO

Festa di San Benedetto il Moro (evento iscritto nel R.E.I. Registro delle Eredità Immateriali)

Uno degli uomini più illustri cui San Fratello ha dato i natali è San Benedetto detto "il Moro", vissuto nel sedicesimo secolo figlio di Cristoforo e Diana, schiavi venuti dall'Etiopia ed accolti dalla facoltosa famiglia dei Manasseri.

Il Vicerè, dignitari di corte (alti funzionari al servizio del monarca), cardinali, arcivescovi, magistrati e nobili di ogni rango che si trovavano a Palermo, accorsero al Convento per rendergli omaggio. Tra questi c'era persino Filippo III re di Spagna. A partire da quel anno si diede inizio ai processi di canonizzazione che furono cinque, per innalzarlo alla gloria degli altari. Oltre duecento furono le testimonianze e duecento circa gli anni trascorsi prima che la Chiesa portasse a compimento il percorso processuale e, Papa Clemente XIII, nel 1763, lo dichiarasse beato. La santificazione invece avvenne il 25 maggio 1807 ad opera del Pontefice Pio VII.

Da quel momento il culto di San Benedetto si è diffuso in Italia, Spagna, Portogallo e nelle colonie sudamericane (Perù, Cile, Venezuela, Argentina).

Venerato per la sua umiltà, è stato il primo tra i Santi scuri a cui sono stati riconosciuti capacità taumaturgiche ed è invocato come straordinario consolatore dell'animo umano.

La festa di San Benedetto il Moro a San Fratello si svolge il 17 settembre, la vara percorre le vie del paese fra canti, preghiere e il suono della banda musicale, coinvolge i tanti devoti che giungono soprattutto dalla comunità del Convento di Santa Maria di Gesù, dove viene custodito il corpo incorrotto del Santo.

(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di San Fratello)



SAN SALVATORE DI FITALIA

an Salvatore di Fitalia: festa in onore di San Calogero Eremita, patrono (19-21 agost

San Salvatore di Fitalia: festa in onore di San Calogero Eremita, il patrono della città (19-21 agosto 2013)

Sono portate in processione le Reliquie del Santo, conservate in un reliquario d'argento del 1724. Emozionante è il momento del "Panegirico" quando la Statua del Santo si muove tramite un sistema di corde e timoni: avvengono i "tre sali scendi" in cui il Santo scompare e ricompare a significare i miracoli compiuti da "San Caloriu" [...]

NOVARA DI SICILIA

La Festa del Pane di San Pasquale (vigilia del Corpus Domini)

La Festa del Pane di San Pasquale (vigilia della Solennità del Corpus Domini)

La Festa del Pane è un'iniziativa che nasce per rivalutare l'antica devozione di San Pasquale, un umile frate francescano, povero e non istruito, ma che con l'amore verso l'Eucarestia ha manifestato un'alta sapienza che stupiva tutti. San Pasquale s'incarna bene nella cultura dell'antico borgo di Novara di Sicilia, semplice paese che vive di pastorizia e ancora conserva lo stile di vita di un tempo. Nel rivalutare questa figura viene riscoperta, nella frazione di San Marco, l'antica tradizione del Pane, con una suggestiva scenografia, che si svolge nel pomeriggio della vigilia della Festa del Corpus Domini. Alcune Guide accompagnano i visitatori, passo dopo passo, dall'impasto all'uscita del pane dal forno. In serata sfilano le donne, a passo di danza siciliana, con i canestri in testa nella piazza del paese, dove viene distribuito il pane caldo condito con i prodotti tipici locali e la mortadella. Previste anche visite accompagnate al mulino storico ad acqua funzionante. Info: +39 3477145653 - info@novaradintorni.it. Sempre nel pomeriggio di sabato nel centro storico di Novara di Sicilia si cominciano i lavori per la suggestiva e tradizionale infiorata del Corpus Domini.

Novara: festa del pane di San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


Novara: pane San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


Novara: pane San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


Novara: pane San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


Novara: pane San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


Novara: pane San Pasquale
Novara: pane San Pasquale


(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di Novara di Sicilia)



CAPIZZI

Da Capizzi a Mistretta (località Cannedda) e rientro di nuovo a Capizzi: per 500 Cavalieri, ogni anno il 2 settembre, il pellegrinaggio in onore di Sant'Antonio da Padova

Partenza dei cavalieri il 2 Settembre alle ore 4 del mattino dalla Chiesa di Sant'Antonio da Padova di Capizzi, per il pellegrinaggio in direzione Cannella, nel territorio di Mistretta e alle ore 18 rientro a Capizzi dove la cavalcata prosegue nel centro storico con la tradizionale "Ntrata addauru", entrata dell'alloro raccolto durante il cammino nei boschi dei Nebrodi. La cavalcata ha una durata di 5 ore circa. In serata processione a Capizzi con i pellegrini a cavallo che si muovono dietro al Vessillo della Confraternita di Sant'Antonio da Padova. Nel gruppo a cavallo è presente la corporazione di mestieri denominata "Urdunara", ovvero vecchi vetturali-mulattieri, che sfila con muli ed asini bardati con antichi finimenti. Gli urdunara vestono i tipici abiti silvo-pastorali, composti da camicia bianca con gilet, e giacca tipo vecchio west.

ll 3 Settembre Capizzi ancora in festa per le celebrazioni in onore del Santo con la processione del fercolo, portato a spalla dai fedeli, per le vie del centro storico.



Gruppo dei Urdunara
Gruppo dei Urdunara


Dipinto Antonio Mancuso Fuoco
Pittore Antonino Mancuso Fuoco


Nella sera del 23 Agosto di ogni anno e fino alla partenza per il pellegrinaggio si sussegue la "chiamata" ai preparativi fatta da un banditore il quale stambura annunciando: "A cu ava agghiri a Cannedda" [Per coloro che devono recarsi alla Cannella]; ogni sera, accompagnato da tanti bambini in festa, ripete l'appello partendo da Piazza Miracoli, arriva alla Matrice e poi al Castello e questi sono i punti dai quali tutti i cittadini lo possono udire. Nei giorni precedenti la festa, i fedeli fanno dei doni per voto che, di solito, sono vitelli e cavalli, messi, poi, in palio attraverso la vendita dei biglietti, ma nel frattempo gli animali vengono custoditi dal proprietario fino al giorno dell'estrazione dei biglietti vincenti e, quindi, consegnati al vincitore. Originariamente la festa era gestita solo dagli urdunara, i mulattieri, perché consideravano il Santo loro protettore. Gli urdunara è un'associazione costituita quando il bosco locale era una fonte di ricchezza e in paese erano presenti 200 muli circa adibiti al trasporto. Il pellegrinaggio con i cavalli, che è anche una escursione, viene animato dall'intonazione di canti tradizionali.

I cavalieri, con i cavalli sellati all'americana e i muli ornati di alloro e paramenti capitini coloratissimi, sfilano partendo dal quartiere denominato Codda, dove un tempo il 31 Agosto si chiudeva l'anno agrario e si allestiva la fiera del bestiame, fino alla Chiesa Madre, dove un gruppo di urdunara si stacca per raggiungere la Chiesa di Sant'Antonio da Padova per prelevare il fercolo col Santo che è trasferito nella Chiesa Madre.

Si raggiunge, quindi, la località Cannedda, nei Monti Nebrodi, dove, secondo, la tradizione, avrebbe sostato il Santo. Qui si trova una edicola votiva, dedicata al Santo, presso la quale si celebra la Santa Messa, seguita da un pranzo abbondante a base di pane e carne di agnello arrostita e tanto vino. 

Tra i componenti gli Urdunara viene sorteggiato il nominativo di colui che deve custodire per un anno la Bandiera di Sant'Antonio. Un tempo, prima di fare ritorno in paese la Bandiera veniva messa all'asta, il maggior offerente la prendeva in consegna fino all'anno successivo, con tutti gli oneri e gli onori che comportava. Gli onori consistevano nell'essere accompagnati a casa quando si arrivava in paese e nell'essere prelevati all'ora della sfilata per le vie cittadine. L'onere stava nella totale responsabilità della custodia, per cui qualsiasi danneggiamento era a carico del detentore della stessa. Oggi la Bandiera viene sorteggiata.



Piano Cannella
Piano Cannella


Pittore Antonino Mancuso Fuoco
Pittore Antonino Mancuso Fuoco


La cavalcata
La cavalcata


Pittore Antonino Mancuso Fuoco
Pittore Antonino Mancuso Fuoco


Il momento più suggestivo è il rientro a Capizzi, quando i cavalieri portano in processione i rami di alloro, considerato pianta sacra per San'Antonio da Padova.

Il ritorno degli emigranti nel periodo della festa fa, inoltre, assumere all'evento anche un significato di riscoperta dell'identità culturale e di ritorno alle proprie radici storiche.

Da un paio di decenni la cavalcata in onore di Sant'Antonio è organizzata anche il 13 Giugno, nel giorno in cui la Chiesa celebra il Santo. In questo caso meta del pellegrinaggio è la località Bidi: nel pomeriggio si rientra in paese e si percorrono a cavallo le vie cittadine. La cavalcata termina alle ore 20.

 

IL PITTORE NAIF ANTONINO MANCUSO FUOCO (Capizzi 1921-1996)

Il portavoce di una iconografia in stile naif di alcuni noti personaggi che hanno vestito per la cavalcata fino agli anni '70 abiti silvo-pastorali è il pittore Antonino Mancuso Fuoco. Ancora in erba, inizia a trasporre su vari materiali (legno, cladodi) immagini accorpate a strutture organico-paesaggistiche, ma presto il suo magma pittorico si trasferisce sulla tela. Diversi lavori gli permettono di potere coltivare questa sua istintiva e, nel contempo, primordiale passione. In Mancuso ogni colore è stato obbligato dall'istinto e, con misurata attenzione di esigenze e posture iconiche, ha dato vita a racconti della tradizione capitina, spesso in un risalire intrepido di memorie perdute e ritrovate sulla punta di cromie naïves, d'inimitabile futuro di oggi dilatato in un tempo lontanamente vicino al ristoro di una verginità di vissuto che solo il tatto degli occhi suoi è riuscito a imprimere umanamente in ogni singola tela, lasciando che dimorasse l'alba del crepuscolo tra gioie e fatiche? "Àmati per amare e vìviti per vivere" diceva sempre con quell'iridescenza rigenerante che rinvigoriva la nudità bianca, sapientemente scolpita con il pennello, fino a mettere l'ingrediente di quella vocazione al racconto che ne ha fatto, del palmo, la tavolozza per la refurtiva celeste, e della luce, la sua medaglia d'oro.

(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di Capizzi. Referente Maria Giacoma Mancuso Fuoco)

 



Pittore Antonino Mancuso Fuoco
Pittore Antonino Mancuso Fuoco


MISTRETTA

Le due feste dedicate a San Sebastiano Martire, patrono di Mistretta: il 20 Gennaio e il 18 Agosto.

Il culto è stato importato e promosso dai Normanni. Il manufatto della vara di San Sebastiano è del 1610.



Mistretta: I Guerrieri Giganti Cronos e Mitia nella Festa della Madonna della Luce (7-8 Settembre)

Mistretta: I Guerrieri Giganti Cronos e Mytia nella Festa della Madonna della Luce (7-8 Settembre)

I "Gesanti" custodi, vestiti con armatura di stile greco-romano, scortano la statua sacra seicentesca della Madonna bambina tra le braccia di Sant'Anna durante la processione e si inchinano davanti a Lei, in segno di riverenza, nel momento dell'incontro in un punto del paese chiamato "a Crucidda". Finale con la "luminaria", un grande falò che ripete il motivo della luce, e l'ultimo ballo dei Giganti, tra sacro e profano, paganesimo e cristianesimo, leggenda e misticismo popolare. Secondo una tradizione antica i primi abitanti della Sicilia furono uomini dalle forme gigantesche e i "Gesanti" fondarono Mistretta [...]

MILITELLO ROSMARINO

A Militello Rosmarino: Festa liturgica di San Biagio, Patrono e Protettore il 3 Febbraio

A Militello Rosmarino: Festa liturgica di San Biagio, Patrono e Protettore il 3 Febbraio

Processione dell'alloro, detta "Sciara ca Rama", illuminata dalle infiorescenze accese dette "I Cannizzoli" e del simulacro del Santo su vara barocca (1596) con la salita in corsa dei "sambrasisi scalzi". Il culto si diffuse nel borgo intorno all'anno mille per opera del Monachesimo bizantino che aveva come centro propulsore il grande monastero di San Filippo di Demenna presso Frazzanò. Info: comitato@sanbiagio-militellorosmarino.it - +39 3473176740 - 3408727896 [...]

Per approfondire:

Libro "Feste popolari nel messinese" - Autore Orazio Costa - Messina 1989 (Archivio Librario Falcone numero B166 - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)

Libro "Feste religiose dei Nebrodi" - Autore Nino Falcone - Edizioni Pungitopo (Archivio Librario Falcone - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)

Libro "La Settimana Santa in Sicilia: Guida ai Riti e alle Tradizioni Popolari" - Autore Angelo Plumari - Le Guide di Città Aperta Oasi Editrice (Archivio Librario Falcone - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)



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MUSEI RELIGIOSI

ARTISTI MESSINESI

Strutture di soggiorno e per l'accoglienza turistica collegate all'ospitalità religiosa (sezione in aggiornamento)

Addolorata Sozzi Cattedrale Patti


adorazione dei pastori Cattedrale Patti


Cappella Santa Febronia Cattedrale Patti


Capitelli portale Cattedrale Patti


Madonna con bambino e gli angeli - Antonello dei Saliba Cattedrale Patti


Ostensorio d'argento Museo Diocesano Patti


Corona Immacolata argento Museo Diocesano Patti


Tiara argento Museo Diocesano Patti


Chiesa Capo d'Orlando


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