martedì, 25 gennaio 2022
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Le celebrazioni in onore di SAN SEBASTIANO a Tortorici, Barcellona Pozzo di Gotto e Mistretta (20 Gennaio)

San Sebastiano, martire romano del III secolo, fu comandante di una coorte pretoriana e divenne patrono di Tortorici, borgo collinare dei Nebrodi, sul finire del diciasettesimo secolo. Protettore contro la peste. San Sebastiano ha ispirato anche il celebre pittore Antonello da Messina che lo ha rappresentato in un dipinto olio su tavola e poi trasportato su tela (171x85,5 cm) realizzato nel 1478 circa, oggi conservato nella Gemäldegalerie di Dresda in Germania. Il Santo è ritratto seminudo in piedi legato ad un albero, con una espressione priva di dolore, ma con un velo di tristezza nella sopportazione del martirio.



Le celebrazioni a BARCELLONA POZZO DI GOTTO

Tra liturgia e folclore

La festa di San Sebastiano ha origine dalla fine del '500 quando nella contrada Bassalona fu costruita la Chiesa, dedicata al Santo Martire, perchè proteggesse la popolazione dalla peste che, diffusasi da Messina, divenne un terrificante flagello. 

La festa di San Sebastiano si svolge il 20 Gennaio ed ha una duplice manifestazione: liturgica e folklorica. Nella basilica minore di S.Sebastiano ubicata nel centro della città, in piazza Duomo, è custodita una reliquia del Santo, consistente in un osso dell'avambraccio detto in dialetto "u Brazzu di San Bastianu",



San Sebastiano: reliquia
San Sebastiano: reliquia


Scenari sono la piazza della Basilica, la via Roma e quelle adiacenti, invase da una moltitudine di bancarelle colorate e profumate dal dolce tipico dell'evento, denominato la "Giaurrina", dedicato a San Sebastiano, che si prepara al momento; questa prelibatezza, tramandata dalla tradizione araba, è realizzata con zucchero e miele caramellato lungamente sbattuto, mentre è ancora tiepido e morbido, contro un'asta di legno munita di un gancio. Nella iconografia religiosa il chiodo rappresenta lo strumento di martirio di San Sebastiano, che venne flagellato nel 304 per decisione dell'imperatore Diocleziano.

Dopo la processione, la festa si sposta davanti alla Chiesa Madre. Per gli abitati del luogo la festa di San Sebastiano rappresenta a fine delle festività natalizie.

Info: +39 09097901 (Comune di Barcellona Pozzo di Gotto)

(Fonte foto: pagina facebook "Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia")



San Sebastiano: Barcellona P.G.
San Sebastiano: Barcellona P.G


Le celebrazioni a MISTRETTA

Le due feste dedicate a San Sebastiano Martire, patrono del borgo: il 20 Gennaio e il 18 Agosto

Il culto è stato importato e promosso dai Lombardi (1093) che si stabilirono nel Val Demone al seguito di Ruggero I il Normanno, ma si è diffuso soprattutto nel periodo spagnolo (XVII secolo) quando in Sicilia c'era la peste e la gente rivolgeva al Santo richieste d'intercessione per esserne liberata. E a Mistretta per questo motivo San Sebastiano divenne patrono del borgo. La festa si celebra il 20 Gennaio, giorno in occidente della memoria liturgica ed il 18 Agosto, festa "di voto". Le caratteristiche della festa di Mistretta, che si tramanda di generazione in generazione per la salvaguardia dell'identità culturale, sono la raccolata dei "Miracoli" e la processione fatta di corsa. La raccolta o rito dei miracoli, si svolge la mattina della festa e consiste nella processione dello stendardo con l'immagine del Santo attraverso le stradine del borgo. Il percorso cambia ogni anno in base alle notizie di grazie ricevute per intercessione del Santo. Al passaggio dello stendardo i devoti consegnano gli ex voto costituiti da oggetti in oro, denaro e grandi torce, che vengono deposti ai piedi della grande vara, come segno di ringraziamento e di soddisfazione di una promessa. Nel tardo pomeriggio è il momento della processione con l'andatura veloce lungo tutto il percorso. Il manufatto della vara di San Sebastiano, che è del 1610 e la varetta sono guidati "du supiriuri", che, con il campanello, indica i movimenti sincronici di tutti i "purtanti". La festa estiva è il momento per concludere le fatiche del raccolto e l'opportunità di festeggiare e rendere grazie al Signore per intercessione di San Sebastiano per tutti i benefici ricevuti.

Info: +39 0921381677 - 0921381234



San Sebastiano: Mistretta
San Sebastiano: Mistretta


Le celebrazioni a TORTORICI

La campana di San Sebastiano comincia a suonare il primo giorno dell'anno e poi per quasi tutto il mese di Gennaio: è l'inizio della lunga festa in onore di San Sebastiano, patrono del borgo. Per fare suonare la campana nella maniera, nel ritmo e col timbro propri del periodo occorrono normalmente otto persone, di cui quattro alle cordi mastri, tre a quella laterale ed uno che aiuta i moti della campana stessa. Il 1° Gennaio è anche il giorno dell'esposizione del Santo alla città.

La bula (nel 2015 sabato 10 Gennaio)

La prima manifestazione è la Bula, che cade il sabato più vicino al 13 gennaio. Al tramonto una rumorosa e numerosa schiera di adulti e bambini prende posto davanti alla cancellata della chiesa di Santa Maria Assunta, si procede alla distribuzione e alla accensione dei mazzetti di Bula, che sono inflorescenze dell'ampedolesmo o disi, e inizia la sfilata. La lunga fiaccolata, accompagnata dal suono del tamburo, si snoda per le vie della Città, concludendosi in Piazza Duomo davanti alla Chiesa di Santa Maria dell'Assunta. Questo rito è il ricordo delle fiaccolate che precedevano e seguivano le riunioni dei primi Cristiani, nelle catacombe oppure di quella che aveva accompagnato la nobile Irene al luogo dove Sebastiano aveva subito il primo martirio. In Piazza Duomo ogni devoto getta al centro quel che rimane della Bula, si forma un grande falò e i ragazzi più intraprendenti saltano sul fuoco, gesto che rappresenta un elemento di grande valore simbolico e soprattutto purificatorio.
 

La sfilata dell'alloro

La domenica precedente la festa del 20 Gennaio, al rientro dalla processione di Sant'Antonio Abate, i devoti danno inizio alla sfilata dell'alloro, denominata "du Dauru" lungo le vie della città fino alla chiesa di Santa Maria Assunta, in ricordo del martirio di San Sebastiano, che fu legato proprio ad un albero di alloro e trafitto dalle frecce (In piazza stands per la degustazione di prodotti tipici locali).


A fuitina da vara e la prova

Il 18 gennaio si rinnova un rito secolare di difficile interpretazione a "fuitina da vara": alcuni devoti, non nudi, trasportano la Vara senza il Santo, dalla Chiesa di Santa Maria Assunta fino alla Chiesa del SS. Salvatore. Sempre il 18 gennaio nella chiesa di Santa Maria Assunta, il Santo viene portato fuori dalla cella e vestito con l'oro che i devoti nel tempo hanno donato e si procede all'esposizione del Santo ai fedeli: questo rito è chiamato "la Prova". Durante la messa sono benedetti i "Panitti" di San Sebastiano, piccoli pani fatti con frumento bianco e distribuiti ai fedeli.


Il 20 Gennaio la festa principale

La festa principale ricorre il 20 gennaio. I devoti che hanno un voto da sciogliere, vanno nudi al Santo. Gli uomini, in segno penitenziale, vestono di bianco con camicia e pantalone, un fazzoletto di forma triangolare al cinto e a piedi nudi. Questa da sempre è stata la candida divisa che segna l'appartenenza alla devota milizia del Glorioso protettore. Le donne, a piedi nudi, indossano camice e gonne bianche, il fazzoletto copre la testa e precedono e seguono, nella processione o nella questua, il Santo.
Il rito religioso si celebra nella chiesa di Santa Maria Assunta. A mezzogiorno inizia la processione per le vie della città.
La prima tappa della Processione è nel fiume Calagni, dove i devoti fanno sostare la vara invocando la grazia: questo rito rappresenta il complesso rapporto della città di Tortorici con i fiumi. Dopo la sosta nel fiume Calagni inizia la "questua". Il Santo viene portato per le vie della città rientrando nella chiesa di San Nicolò dove permane fino all'ottava.


La processione nell'ottava

La festa di S. Sebastiano viene replicata la domenica più vicina al 27 gennaio. Il significato dell'ottava come anche della festa di maggio va individuato nella tradizione storica che riteneva il Santo Bimartire, avendo ricevuto due volte il martirio, le due feste simbolicamente ne ricordano i momenti. Nell'ottava continua la questua nella parte alta della città. Al termine della questua c'è la Processione di saluto: le donne nude precedono la vara, mentre gli uomini nudi portano o seguono la stessa. Al termine il Santo rientra nella chiesa di Santa Maria Assunta salutando i fedeli con i tradizionali giri.

L'ultimo lunedì il rito del perdono

Il lunedì successivo all'ottava, nella chiesa di Santa Maria Assunta, si celebra l'ultimo rito della lunga festa di San Sebastiano, "U Pirdunu".

Info: +39 0941423111 - info@comunetortorici.me.it

(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di Tortorici - foto di Antonino Ferraloro dell'Ufficio Sistemi Informatici)



Per approfondire:

Libro "Feste popolari nel messinese" - Autore Orazio Costa - Messina 1989 (Archivio Librario Falcone numero B166 - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)

Libro "Feste religiose dei Nebrodi" - Autore Nino Falcone - Edizioni Pungitopo (Archivio Librario Falcone - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)

Libro "Tortorici - Tradizioni popolari"- Autore Sebastiano Franchina - Edizioni Spes Milazzo (Archivio Librario Falcone B202 - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)

Libro "Messina e i suoi 107 Comuni" - Autore Aldo Indelicato e Salvatore Centorrino - Edizione Russo Messina (Archivio Librario Falcone B232 - Biblioteca Palazzo del Turismo di Patti - Piazza G. Marconi n. 11)



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San Sebastiano a Tortorici: la fiaccolata della "Bula"

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San Sebastiano a Tortorici: la "Sfilata dell'alloro"

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San Sebastiano a Tortorici: i "Panitti"

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San Sebastiano a Tortorici: le celebrazioni del 20 Gennaio

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