martedì, 19 ottobre 2021
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Turismo religioso: LE TRADIZIONI POPOLARI LEGATE AL CULTO DEI SANTI



Con l'avvento del Cristianesimo, col tempo la protezione delle città e dei paesi venne intitolata ai Santi secondo criteri legati alle vicende storico-civili dei vari centri o, addirittura, a leggende che narrano di miracolosi interventi celesti a difesa delle divinità minacciate da gravissimi pericoli. Chiunque sia il patrono, la sua festa conserva tuttora, specialmente nei piccoli centri, il duplice significato delle origini: di ringraziamento e di propriziazione, di grande gioia e di evasione dalla routine quotidiana. Nei paesi più piccoli, specie di montagna, la tradizione è meglio conservata e le molteplici occasioni di svago, introdotte dal benessere della società dei consumi non sono riuscite ancora a diminuirne l'importanza. La festa del patrono, inoltre, rappresenta spesso anche un importante appuntamento commerciale attraverso le fiere che si tengono per l'occasione.



A Messina

La Festa di San Nicola a Ganzirri - Prima decade del mese di Agosto
(Dal 2016 inserita nel Libro delle Celebrazione del Registro Eredità Immateriali della Regione Siciliana)
 

San Nicola è il Santo invocato dai marinai. Il culto a Ganzirri è da ascriversi alla presenza basiliana già nel XV secolo d.C. La tradizione parla dell'esistenza di un piccolo edificio religioso (probabilmente del '600) dove si venerava un quadro proveniente dall'Oriente portato da tale popolo greco.
A Ganzirri il culto è chiamato ad unificare nella sua festa i due tronconi della comunità locale, i pescatori e i cocciolari, altrimenti rivali e da sempre in forte ostilità tra loro, in quanto esprimenti due forme contrapposte di economia.
I cocciolari vantano dal 15 Ottobre 1791 una concessione del Re Ferdinando sulle "terre" sottostanti le acque dei laghi. I pescatori, invece, dedicano speciali orazioni ed invocazioni al Santo: al momento del varo della barca gridano "in nomu di Maria e di Santa Nicola", mentre nel caso di un abbondante pescato segue l'acclamazione di ringraziamento "binidittu" (riferito al Patrono).
Lo scrittore Alexandre Dumas, nel suo viaggio in Sicilia nell'anno 1835, assistette ai momenti di festa a Ganzirri. Dalla chiesa il Santo, con le sue reliquie (un'ampolla con la manna, liquido promanante dalle sue ossa, e un frammento di legno della cassa contenente il suo corpo), viene condotto verso lo Stretto, dove sono armeggiate le feluche e le barche: qui avviene la prima benedizione alla gente di mare. Dopo aver attraversato tutto il centro abitato, giunti in prossimità della torre borbonica, ha luogo la seconda benedizione: quella dei fanciulli. L'evento più caratterizzante e atteso della festa è quello dell'imbarco del Santo su un'antica feluca (trainata da un luntro con quattro vogatori) per fare il giro del lago. Le luci dei lampioni e le luminarie, riflettendosi sull'acqua, conferiscono alla processione un fascino particolare, unico nel suo genere, accentuato dalla bellezza della cornice ambientale e dall'effetto evocativo delle marce suonate dalla banda. La feluca utilizzata per la processione nel lago fu costruita nel 1947 a Ganzirri, utilizzando per il fasciame tavole di pino calabrese di 8 metri, inchiodate su ordinate di rovere, con suole di gelso rosso e il tavolato di coperta in abete calabrese.
Il 6 Dicembre, giorno della Festa Liturgica del Patrono, vengono distribuiti i "panuzzi di San Nicola", piccolissimi pani rotondi con l'immaginetta del Santo. I naviganti ed i pescatori li portano con sé per protezione dalle sventure in mare.  
Info: (+39) 090392131

(Sezione realizzata in collaborazione di Robert Luca e Ruello Teresa)



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Messina: nel biennio 2015-2016 l'Anno Placidiano

Iniziative religiose e culturali in occasione del 1500° anniversario della nascita di San Placido, martire messinese, per riscoprire la figura del grande monaco benedettino, tra i primi discepoli di San Benedetto da Norcia. Placido nasce a Roma nel 515 da nobile patrizio romano e da madre messinese. Secondo la tradizione, Placido, ordinato Abate, viene inviato a Messina a soli ventisei anni, insieme ai fratelli, per fondare il primo monastero benedettino di Sicilia. Ma nella città peloritana trova il martirio, per mano del pirata Manuca, durante il saccheggio di Messina, avvenuto il 5 Ottobre del 541 insieme ai fratelli e a trenta monaci del monastero di San Giovanni. Il culto a San Placido si rinnova a Messina dopo il ritrovamento delle reliquie, avvenuto il 4 Agosto 1588, in occasione dei lavori di restauro della chiesa di San Giovanni di Malta, ove ancora oggi si conservano, per volontà dell'Ordine di Malta. La devozione al Martire viene quindi autorizzata da apposita Bolla emenata da papa Sisto V e poi per secoli fu difesa dal Sovrano Militare dell'Ordine di Malta, dal Senato di Messina e dall'Arciconfraternita di San Placido.

Presso l'Istituto Sacro Cuore di Gesù a Messina (Via Felice Bisazza - tel. +39 090713548) si trova l'ulivo plurisecolare, ricavato per talea dall'albero dove venne martirizzato San Placido al quale venne tagliata la lingua, poi rinvenuta tra le reliquie.

San Placido è patrono di Messina, insieme alla Madonna della Lettera, e di Castel di Lucio.

Info: Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela (tel. +39 09066841 - fax +39 0906684202) - Chiesa Gerosolimitana di San Giovanni di Malta - Comitato Anno Placidiano - Cavalieri della Delegazione di Messina del Sovrano Militare Ordine di Malta



A Sinagra

La Festa di San Leone, patrono

Le tradizioni di Sinagra sono soprattutto a carattere religioso. L'interesse ruota intorno alle celebrazioni del Patrono San Leone. La ricorrenza del Santo cade il 20 febbraio, ma per antichissima usanza le feste più caratteristiche ed importanti si svolgono nel periodo di Pasqua e l'otto Maggio, con grande partecipazione di popolo, con sfilate di bande musicali, processioni, illuminazioni e giochi pirotecnici. Fanno parte dei festeggiamenti i cosiddetti "miracoli" di Santu Liu (come viene denominato il Santo nel dialetto locale), consistenti in spostamenti fatti di corsa della pesante statua del Santo, devotamente portata a spalla dai fedeli, al grido di "viva Santu Liu", che prorompe dalla folla.
La sera di Pasqua si svolge una fiaccolata molto suggestiva, in occasione del rientro della statua dalla chiesetta di campagna alla Chiesa madre, con la spettacolare traversata del ponte sul fiume di corsa in notturna, attraverso una nube di fumo e fiaccole accompagnata da spari di mortaretti e accompagnamento musicale. Durante la processione il simulacro viene portato a spalla, lentamente, con il classico "due passi avanti e uno indietro", a simboleggiare l'indecisione del Santo nel ritornare a Catania dove era vescovo, dopo che aveva visto il paese di Sinagra e conosciuto i suoi abitanti; ma poi i dubbi cessarono e il Santo corse incontro al suo nuovo popolo in maniera sfrenata.



san leone 1
san leone 2

La festa continua il lunedì di Pasqua, con la processione del Santo nelle vie del paese, con grande afflusso di fedeli; durante la giornata vi è anche "La Fiera del lunedì di Pasqua" molto sentita. Per tale motivo la Pasquetta viene spostata di un giorno e si festeggia il martedì.

L'8 Maggio si svolge nuovamente la processione della domenica di Pasqua con la spettacolare traversata di corsa del ponte sul fiume, con partenza intorno alle ore tre del pomeriggio. Il simulacro resta nella Chiesa Madre del paese fino al 1° Novembre, per poi essere riportato nella chiesa di campagna dove rimane per la stagione invernale, a ricordare l'abitudine del Santo di rifugiarsi in campagna.

San Leone è nato a Ravenna il 710 d.C., fu vescovo di Catania e Reggio Calabria. Secondo la tradizione, il Santo trascorse a Sinagra, eremita in una grotta posta nella parte alta del Paese, gli ultimi anni della sua vita, dove morì nel 789. Narra la leggenda che alcuni Catanesi, nel tentativo di furto delle spoglie di S.Leone, la sera di Pasqua , dopo aver camminato tutta la notte, all'alba, si ritrovarono allo stesso punto di partenza e spaventati dall'evento si diedero alla fuga.

La festività deL Santo Patrono San Leone per l'oggettiva rilevanza che riveste nelle storiche tradizioni del comprensorio dei Nebrodi, è inserita nel Libro delle Celebrazione del Registro delle Eredità Immateriali Siciliane (R.E.I.S.), istituito dall'Assessorato Beni Culturali e Ambientali della Regione Siciliana

(Pagina realizzata in collaborazione con la Pro Loco di Sinagra)

Info: Associazione Turistica Pro Loco di Sinagra - telefono +39 0941595018 - cellulare +39 3358432665 - mail: prolocosinagra@gmail.com



Chiesa di campagna
Chiesa di campagna


Resti grotta San Leone
Resti grotta San Leone


A San Fratello

Popolazione Chiesa Madre
Popolazione Chiesa Madre


La processione
La processione


Festa dei Tre Santi Fratelli Martiri: Alfio, Filadelfio e Cirillo, patroni e custodi di San Fratello (evento iscritto nel R.E.I. Registro delle Eredità Immateriali)

I Santi Patroni Alfio, Filadelfio e Cirillo, cui è riservato un culto particolarmente sentito, furono giovani Martiri cristiani, nativi della Puglia, ai tempi dell'Imperatore Valerio, suppliziati ed uccisi a Lentini nel 1253; i loro corpi, prima gettati in un pozzo, vennero successivamente recuperati dalla Pia donna Tecla, che li seppellì in una grotta. Costante, ultimo vescovo di Lentini al tempo dell'invasione araba, riparò i loro resti nel Monastero di Fragalà, anno 839, da cui essi furono traslati per essere meglio nascosti sul Monte Vecchio, murati nella cripta all'interno del Santuario.



I cavalieri
I cavalieri


Cavalcata verso il Santuario
Cavalcata verso il Santuario


Oltre che a San Fratello, cittadina che ne compendia e ne deriva il nome, in Sicilia il culto per i Santi Fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino è vivo a Mirto, Sant'Alfio, Trecastagni e Lentini, luoghi che per secoli hanno tributato loro particolare e colorita devozione.



Sfilata cavalieri e cavalli
Sfilata cavalieri e cavalli


Santuario: cupola e campanile
Santuario: cupola e campanile


I festeggiamenti in onore dei Santi Patroni Alfio, Filadelfio e Cirino a San Fratello si svolgono il 10 maggio, con una festa che resta nel cuore di chi la vive, oltre che per l'aspetto religioso, anche per la sua pecularietà.



Davanti al Santuario
Davanti al Santuario


Il simulacro infiorato è preceduto da una tradizionale sfilata di cavalli e cavalieri che, con devozione, accompagnano in pellegrinaggio i "Santi Patroni" presso il Santuario dei Tre Santi, sito sul Monte Vecchio, "U màunt veacchj" nel dialetto gallo-italico, dove viene celebrata la Santa Messa ed a seguire, nell'incantevole pianura che abbraccia uno dei più ampi e spettacolari panorami della Sicilia, devoti e turisti consumano allegramente il pranzo.

(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di San Fratello)

Info: +39 0941794030 (Comune di San Fratello)



Sfondo Roccaforte
Sfondo Roccaforte


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Festa di San Nicola a Ganzirri

Festa San Nicola Ganzirri


festa san nicola ganzirri 3