lunedì, 05 dicembre 2022
INDICE

I riti della Settimana Santa nella tradizione peloritana e nebroidea

I riti pasquali nella tradizione popolare peloritana

La festa dei Babbaluti a San Marco d'Alunzio (ultimo venerdì di Marzo)

La tradizionale infiorata del Corpus Domini di San Pier Niceto, dove la cultura popolare si fonde con l'arte

La processione Du Signuri Longu a Castroreale il mercoledì e venerdì Santo e dal 23 al 25 agosto

OSPITALITA' RELIGIOSA:
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Turismo religioso: LE TRADIZIONI POPOLARI LEGATE ALLA FIGURA DI CRISTO



I RITI DELLA SETTIMANA SANTA NELLA TRADIZIONE PELORITANA E NEBROIDEA

I riti della Settimana Santa nella tradizione peloritana e nebroidea



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La Settimana Santa messinese offre ai visitatori alcuni eventi caratteristici tra il sacro e il folclore, espressioni della tradizione e legati all'identità del territorio.

1) I RITI DRAMMATICI DELLA DOMENICA DELLE PALME E LA PROCESSIONE DELLA VIA DOLOROSA  DEL GIOVEDI' SANTO A LONGI

A Longi si svolge la processione delle Palme con gli apostoli, rappresentati da dodici giovani, che indossano una tunica bianca ed uno scialle di vario colore e portano in mano un ramoscello di ulivo ricevuto nella Chiesa Madre. Dopo la benedizione delle palme, ha inizio una seconda processione dove protagonista è la figura di Giuda, vestito con una tunica gialla e con bisaccia a tracolla detta "buggiacca", che attraverso un linguaggio carnevalesco, balla e disturba il corteo rituale, mentre dei bambini lo percuotono con i rami di palma e lo invitano a pentirsi. Giuda raggiunge la Chiesa Madre prima di tutti e prepara un fazzoletto con sopra le foglie di ulivo, a simboleggiare la caduta di Cristo nel pozzo, ovvero il tradimento di Giuda. Giunti gli apostoli e il sacerdote, che impersona Cristo, davanti alla Chiesa, la trovano chiusa e mentre i cantori intonano il "Gloria laus", Pietro bussa tre volte con la croce. Giuda apre la porta e gli apostoli si inchinano e baciano il fazzoletto e quando è il turno del Sacerdote, Giuda lo tira via e poi scappa a significare il tradimento.

Particolare è anche il rito legato al tema del Sepolcro, con la processione della Via Dolorosa, detta "du Cristu e i tri afflizzianti" che comincia con il Cristo che porta la Croce indossando una cappa gialla e la taddema, la corona di spine. Seguono i tre afflitti incappucciati, i soldati, le pie donne e l'Addolorata. Durante la processione si prega e si canta il "Miserere" davanti alle diverse edicole votive. Al termine della processione i fedeli baciano per trentatrè volte la Croce portata da colui che rappresenta Cristo, il sacerdote.



2) LA FANFARA DEI GIUDEI DI SAN FRATELLO

2) LA FANFARA DEI GIUDEI DI SAN FRATELLO [...]

A San Fratello la tradizione autoctona, risalente al XV secolo, della Fanfara dei Giudei, figure simboliche di disturbo che durante i riti tradizionali rappresentano la lotta tra il bene ed il male, maschere raffiguranti le forze occulte del male e della morte che entrano in scena usando lo stesso linguaggio del carnevale, ma che alla fine cedono il passo al bene che avanza attraverso la celebrazione del mistero della passione, morte e resurrezione di Cristo. I giudei, ossia gli ebrei, indossano costumi variopinti, con giubba e calzoni di mussola rossa con strisce di stoffa di colore giallo o bianco. In testa portano un elmetto con pennacchi o croci e lingua di cuoio e portano in mano delle catene a maglie larghe e dall'alba del mercoledì al Venerdì Santo girano la città continuamente con delle trombe militari che emettono un suono stridulo, saltando, ballando e dissacrando, nell'atto di rappresentare la ricerca che fecero di Gesù i Giudei per portarlo davanti al Sinedrio [...More info...]

3) A BARCELLONA POZZO DI GOTTO LE DUE PROCESSIONI DELLE BARETTE IL VENERDI' SANTO

La Pasqua barcellonese è interamente spagnola, sia negli addobbi, sia nei canti che nell'idea di rappresentazione. Il Venerdi Santo è il giorno delle processioni di ventisei "Barette" raffiguranti i misteri della Passione, che s'incontrano sul ponte del torrente Longano che un tempo divideva il territorio in due comuni Barcellona e Pozzo di Gotto. Le processioni sfilano ognuna sul proprio lato di strada. I gruppi statuari di Pozzo di Gotto sono antiche sculture di legno e più drammatiche, scolpite nel 1800, mentre quelli di Barcellona sono in cartapesta di inizio '900 e più fastose, addobbati con fiori provenienti da tutta la Sicilia. La parte più singolare della processione è la "visilla", una polifonia di voci popolane che, dietro ad ogni vara, intona un antico motivo, come il "Vexilla Regis" del poeta latino Venanzio Fortunato. La manifestazione si conclude in piena notte, con il rientro in chiesa delle "Barette".



4) A CASTROREALE LA PROCESSIONE "DU SIGNURI LONGU" LEGATA AL TEMA DELLA PASSIONE

Il mercoledì pomeriggio il Crocifisso, dopo essere stato posto su di un'asta di 14 metri, esce dalla Chiesa di Sant'Agata e raggiunge la Chiesa Madre e subito dopo percorre le vie del centro storico, per poi rientrare nella Chiesa di Sant'Agata, secondo la tradizione del precetto pasquale delle Quarantore dalla Domenica delle Palme al Mercoledì Santo. Il venerdì pomeriggio la seconda processione del Cristo Lungo, accompagnato dal simulacro di Maria Addolorata posta sopra un globo di cielo e di stelle che va in cerca del figlio. Caratterista della processione è l'altezza del Crocifisso che raggiunge quella dei tetti, il cui simulacro è sostenuto da una serie di pertiche e proprio queste e l'altezza simboleggiano "la piccolezza del mondo di fronte all'immensità della Croce, che, tuttavia, pur nella sua immensità, ha bisogno degli uomini."(1)

(1) Melo Freni da "La Sicilia Ricercata"



5) LE ESPRESSIONI DRAMMATIZZATE DEL GIOVEDI' SANTO CON L'ULTIMA CENA

Escludendo tutti quei luoghi in cui si svolgono solo i riti prescritti dal Messale Romano, relativamente a questa celebrazione, le espressioni drammatizzate dell'ultima cena, detta in Sicilia "a cena", li troviamo in modo particolare nel territorio di Messina a: Pozzo di Gotto, Monforte San Giorgio e Montalbano Elicona.

A Monforte San Giorgio il rito tradizionale della cena si svolge in modo del tutto singolare. Grazie alla presenza di una scultura dell'Ultima Cena, posta sopra il tabernacolo dell'altare del Santissimo Sacramento, si imbandisce la tavola della scultura su cui si pongono il calice, il pane, l'agnello di zucchero, lattuga, arance e nespole. Questo altare laterale coincide con il repositorio provvisorio del Santissimo Sacramento in cui, come addobbo sul pavimento, si compongono dei simboli pasquali (agnello, croce, calice) ogni anno con un tipo diverso di semente (fiori, riso, gaffè, granturco). Dopo la messa della cena del Signore e la reposizione dell'Eucarestia, i confrati del Santissimo Sacramento, dopo aver partecipato alla liturgia in cui dodici di essi hanno impersonato gli apostoli durante il rito della lavanda dei piedi, fanno da picchetto d'onore presso questo altare.

A Montalbano Elicona si svolge il rito tradizionale della Cena a cura della confraternita del Santissimo Sacramento. Nella Chiesa Madre si predispone un palco vicino all'altare e si imbandisce la tavola con dodici coperti di terracotta, e vi si mette un grande agnello pasquale di pasta reale, dodici panini, arance, limoni, lattughe, fave e piselli e il vino; come addobbo un pesce di legno e i fiori. La confraternita con i dodici che impersonano gli apostoli, esce processionalmente dalla sagrestia con il sacerdote per la messa della Cena del Signore, portando delle torce accese, giunti all'altare, i dodici apostoli si dispongono attorno al tavolo della cena, e il celebrante la benedice. Durante il rito liturgico della lavanda dei piedi il sacerdote lava i piedi agli apostoli. A conclusione, dopo la reposizione del Santissimo Sacramento nell'altare provvisorio, vengono distribuiti i cibi agli apostoli. 



6) LA PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO LEGATA AL TEMA DELLA PASSIONE E MORTE DI GESU' CRISTO

Il Venerdì Santo si svolge la processione con i Misteri come gruppi statuari (varette e barette) che è diffusa in tutta la Sicilia, essendo stata sotto il dominio della Spagna, dalla quale è riconducibile l'influenza, ed in particolare nel territorio di Messina. Le più antiche e caratteristiche processioni con i Misteri sono quelle di: Alcara li Fusi, Barcellona Pozzo di Gotto, Lipari, Messina, Mistretta, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Patti (sede vescovile), San Fratello e San Pier Niceto.

La processione con il Crocifisso si svolge a Castroreale e Militello Rosmarino. La processione funebre con il Cristo morto è invece diffusa a Francavilla di Sicilia, Montalbano Elicona, San Marco d'Alunzio e Santo Stefano di Camastra: in questa tipologia rituale, la cui origine è legata alla diffusione del rito della Depositio Crucis occidentale, ma anche alla tradizione spagnola del XVII secolo, la statua del Cristo viene deposta dalla croce per la riproposizione di un funerale, con la presenza di donne vestite di nero accanto al simulacro della Madre Addolorata, mentre un gruppo di uomini canta i tradizionali lamenti.



A Monforte San Giorgio la suggestiva ed emozionante Via Crucis vivente e le Varette

A Monforte San Giorgio la suggestiva ed emozionante Via Crucis vivente la Domenica delle Palme e le Varette il Venerdì Santo [...]

La Domenica delle Palme, che rappresenta l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, è il giorno della tradizionale Via Crucis vivente, la Passione di Cristo. I quartieri di Monforte con le sue strade, sono animati dalla gente del luogo, che interpreta il ruolo che le è stato assegnato. Le vie sono oscurate per l'occasione e solo qualche fiaccola illumina timidamente il percorso, rimandando lo spettatore nella Gerusalemme del 33 a.C.: lo spettatore stesso partecipa all'ultima cena, prega nell'orto degli ulivi, è giudicato da Caifa e dal rassegnato Pilato, sostiene col cireneo la croce, asciuga con la Veronica un volto sofferente, si commuove alle lacrime di una madre fino ad assistere alla morte e alla Resurrezione dell'Uomo che più di ogni altro ci ha amato. Il Venerdì Santo si svolge la straordinaria processione delle Varette, con i vari personaggi viventi, tra cui San Giovanni Battista, impersonato da un bambino che porta con sé un agnello ad indicare il sacrificio di Cristo, gli apostoli, col simbolico tavolo dell'ultima cena, i soldati, le pie donne piangenti la morte di Gesù e gli angioletti. La Settimana Santa di Monforte San Giorgio rappresenta la tradizione di un popolo, alimentata dalla sua fede, dal bisogno di ricordare dei gesti attraverso gli eventi. Info: 3342054095 - viacrucis@acmonforte.it [...More info...]

1)  A MESSINA LA DOMENICA DI PASQUA SI SVOLGE LA FESTA DEGLI "SPAMPANATI"

Antica tradizione devozionale, un tempo, durante la processione della domenica di Pasqua della Madonna e del Cristo Risorto, le giovani donne del rione "Portalegni" avevano l'usanza esibire, al posto degli abiti invernali, indumenti di cotone o di seta di colori accesi per salutare la Pasqua e l'arrivo della primavera: questa usanza ha dato il nome alla festa. Nel percorso della processione si distribuivano i vari banconi dei venditori di dolci tipi realizzati con farina, miele ed essenze aromatiche, denominati "giaurrina longa menza canna". E policromi sono anche i fiori scelti per addobbare le statue di Maria e di Cristo Risorto che oggi, come fin dal 1600, si muovono in solenne processione. Il corteo ha inizio con la rievocazione della "cerca" della Madonna del Figlio risorto e si conclude con l'incontro, con l'uscita di colombe dal manto della Madonna. La processione è curata dalla Confraternita S.M. della Mercede in S. Valentino



2) A FORZA D'AGRO' LA FESTA DEGLI OLI SANTI E DELL'ALLORO IL LUNEDI' DI PASQUA 

Secondo la tradizione risalente al XIV-XV secolo il lunedì mattina un sacerdote prelevava gli oli santi benedetti durante la Settimana Santa, secondo il rito greco-bizantino, presso l'Abbazia Basiliana di epoca normanna dei SS. Pietro e Paolo, ubicata nella vallata del fiume d'Agrò. Iniziava così la processione attraverso la campagna fino alla Chiesa Madre lungo la quale gli oli santi venivano accompagnati da ramoscelli di alloro, che significavano onore e vittoria sulla morte. Oggi nella processione vengono utilizzate aste adornate di rami di alloro, in dialetto "ddauro", intrecciato con aggiunta di fiori lavorati per raffigurare soggetti sacri (Cristo risorto, pane e calice). La processione della mattina parte dalla Chiesa della Santissima Trinità e arriva fino ad una chiesa posta nell'antico ingresso del paese, vicino all'Abbazia Basiliana, dove si incensano gli oli e si bendice il popolo con essi. Poi la processione ritorna sullo stesso percorso fino alla chiesa della Santissima Trinità per la celebrazione della messa. A mezzogiorno, dopo la messa, vengono distribuiti i "cudduri" del pane a forma di ciambella intrecciata e punzecchiata con simboli, come fece Abramo nel deserto con i tre angeli che vennero a fargli visita.

(alcune notizie sono tratte da "La Settimana Santa in Sicilia" - autore Angelo Plumari - edizioni Oasi - Archivio bibliotecario "Nino Falcone" Palazzo del Turismo Patti)

 



I dolci pasquali tipici messinesi

La "Cuddura cull'ova" e i "Pani 'i cena"



I babbaluti di San Marco d'Alunzio

San Marco d'Alunzio: la festa del SS. Crocifisso di Aracoeli [...]

Nota anche come festa dei Babbaluti, in cui trentatrè penitenti, per voto, indossando un sacco e un cappuccio blu, con il volto coperto e i piedi scalzi, portano in processione nel centro storico il Cristo Crocifisso, considerato taumaturgico. La processione, che risale al XV secolo, si svolge ogni anno l'ultimo venerdì di marzo e quindi non è un rito della Settimana Santa ma ad essa è collegato [...More info...]

Castroreale: U Signuri longu
Castroreale: U Signuri longu


Tra religione e folclore, la festa è caratterizzata dalla collocazione del simulacro del SS. Crocifisso, realizzato, a grandezza naturale, da ignoto nel secolo XVII, su un'asta di 14 metri, che supera in altezza tutti gli edifici del paese, ad eccezione della Chiesa madre. Fra le tradizioni religiose di Castroreale la festa in onore del SS. Crocifisso (nel dialetto locale "U Signori longu") occupa, sin dalla metà del sec. XIX il posto principale, sia per il suo significato religioso-folcloristico, sia per la grande affluenza di pubblico, che giunge da tutte le parti.
L'istituzione della festa risale al 1854, l'anno in cui una terribile epidemia di colera infierì nella città di Messina, falciando, nello spazio di appena due mesi, circa trentamila persone.
Alle prime avvisaglie del male molti messinesi avevano cercato di sfuggire al contagio riparando nelle campagne e nei paesi più vicini della provincia. A Castroreale giunse fra gli altri la signora Giuseppina Vadalà, moglie del cittadino messinese Orazio Nicosia, che allora vi risiedeva per ragione di lavoro. Appena giunta, la signora si rivelò già colpita dal male e la notizia, diffusasi rapidamente tra la popolazione, che fino a quel momento era rimasta immune, seminò allarme e costernazione. Si pensò di ricorrere in quel grave frangente all'aiuto divino, portando in processione il simulacro del Crocifisso venerato nella chiesa di S. Agata, al quale il popolo era solito ricorrere nelle varie calamità. Era il 25 agosto. Quando la processione giunse presso la casa, in cui abitava il signor Nicosia, questi andò ad inginocchiarsi sul balcone e, volgendo gli occhi alla sacra immagine, implorò il miracolo. In quel momento sentì la voce della moglie, che da qualche ora non parlava più, e, corso al capezzale, la trovò seduta sul letto e come tornata alla vita.



Castroreale: U Signuri longu
Castroreale: U Signuri longu


Il miracolo riempì di gioia la cittadina, nella quale in quell'occasione non si registrò alcun altro caso di colera. A partire da allora la giornata del 25 agosto è stata consacrata alla festa del SS. Crocifisso. I festeggiamenti durano tre giorni e si aprono nel pomeriggio del 23 agosto con la traslazione del Crocifisso dalla chiesa di S. Agata alla Chiesa Madre, dove rimane esposto al culto fino al pomeriggio del 25 successivo, quando viene solennemente riportato in processione alla sua chiesa.
Per la sua unicità la processione costituisce l'attrazione principale. Il simulacro del Crocifisso, opera espressionistica di ignoto plasticatore del secolo XVII, unitamente alla croce su cui è collocato, viene montato sull'estremità di un alto e robusto palo sfaccettato, dipinto in nero e munito sulle facce anteriore e posteriore di grossi chiodi conficcati ad intervalli regolari. Mediante una difficile manovra di pertiche di varia lunghezza terminanti in forcine di ferro, che vengono appuntate sotto i predetti chiodi, il lungo legno viene inalberato, messo a piombo e quindi fissato con due perni di acciaio su un pesante fercolo, che viene poi portato a spalla per le principali vie cittadine. La croce così inalberata raggiunge l'altezza di circa quattordici metri e supera tutti gli edifici, ad eccezione della Chiesa Madre, all'interno della quale, con la sua estremità superiore sfiora quasi le travature del tetto della navata centrale. Il trasporto processionale per vie che presentano notevoli pendenze è basato su un complesso gioco di equilibrio reso possibile dal sostegno delle forcine che puntellano l'altissima croce durante il percorso in salita e in discesa. L'emozionate processione si muove quindi con grande compostezza e assai lentamente e tiene col fiato sospeso i fedeli e i turisti che accorrono numerosi a vederla.

(Sezione realizzata in collaborazione con la Pro Loco Artemisia di Catroreale)



Castroreale: U Signuri longu
Castroreale: U Signuri longu


SAN PIER NICETO

La tradizionale infiorata del Corpus Domini di San Pier Niceto, dove la cultura popolare si fonde con l'arte

Nel 2015 l'evento si svolge sabato 6 e domenica 7 Giugno



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Infiorata Corpus Domini


E' l'evento che rappresenta maggiormente le antiche tradizioni e la cultura della Valle del Niceto, contribuendo a valorizzare l'identità del luogo. E' una riscoperta, quindi, delle tradizioni del territorio che rappresentano il patrimonio immateriale dell'intera comunità sampietrese di enorme valore storico e culturale.

Per tre giorni un lunghissimo tappeto di circa duecentomila fiori si snoda lungo il centro storico dell'antico borgo di San Pier Niceto, dove tradizione e cultura popolare si uniscono per celebrare la ricorrenza del Corpus Domini. Durante i giorni dell'Infiorata le chiese della cittadina rimangono aperte fino a tarda serata. La chiesa di San Francesco e le principali piazze del paese sono scenario di mostre di pittura e scultura sacra. Un articolato sistema di proiezioni di luci e musica sacra in filodiffusione allietono il percorso dei visitatori. Di sera è il momento degli spettacoli di cori sinfonici e concerti di flauti, violini, arpe e pianoforti e delle sfilate di costumi d'epoca per ricreare le atmosfere del passato. Nell'atrio comunale si allestiscono piccole botteghe artigianali, che ripropongono gli antichi mestieri, e mostre varie.

Info: telefono +39 0909975382 - comunesanpierniceto@comune.sanpierniceto.me.it - www.comune.sanpierniceto.me.it - www.infiorata-sampietrese.it/infiorata

(Sezione realizzata in collaborazione con il Comune di San Pier Niceto)



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Infiorata Corpus Domini


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Infiorata Corpus Domini


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Infiorata Corpus Domini


L'infiorata del Corpus Domini edizione 2014 [...]

Programma della manifestazione: Sabato 21 giugno ore 15:00 - Inizio lavori Infiorata; ore 20:00 - Inaugurazione Infiorata Artistica; ore 21:00 - Notte Infiorata; Domenica 22 giugno ore 11:00 - 18:00 Santa Messa; ore 19:00 - Processione del Corpus Domini per le vie del paese. Per informazioni contattare l'assessore al Turismo, Rocco Maimone: +39 3355480707 [...More info...]

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