sabato, 20 ottobre 2018
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Monumenti
La valle dei templi



La Cattedrale - Costeggiando verso nord la Chiesa di San Domenico, si imbocca (a sinistra del prospetto) la via delle Orfane e si giunge al vasto piazzale sul quale svetta, magnifica, la cattedrale. Fondata verso la fine dell'XI sec. dal vescovo Gerlando, il tempio, di stile normanno- gotico, venne più volte ingrandito e rimaneggiato a partire dal XIV e sino al XVII secolo, conservando dell'originario impianto solamente le magnifiche monofore visibili ancora sul fianco destro. Presenta una facciata a cui si accede per mezzo di un'ampia e morbida scalinata, fiancheggiata dal magnifico ed incompiuto campanile del XV secolo abbellito da due ordini di monofore cieche gotico-catalane e da una finestra con balcone sormontata da un bellissimo arco ogivale riccamente ornato. L'interno, a croce latina, è caratterizzato da tre navate divise da archi ogivali poggianti su pilastri ottagonali, da un magnifico soffitto ligneo riccamente dipinto, al centro del quale è rappresentata l'aquila bicipite di Carlo V e da ricchi stucchi ed affreschi che danno un carattere di sontuosità all'insieme. Nell'ala destra del transetto si apre la piccola cappella di San Gerlando, sormontata da un portale gotico finemente modellato e nella quale è conservata l'Arca, un reliquiario del 1639; nella navata di sinistra, segnaliamo, la Cappella De Marinis; nell'abside di destra, un gruppo marmoreo di Madonna con Bambino del 1495 e, ancora, numerosi altri monumenti sepolcrali ad arricchire il magnifico interno di questo grande monumento. Di notevolissima importanza il Tesoro della Cattedrale, particolarmente ricco di opere d'arte di alto valore storico ed artistico e nel quale spicca il famosissimo sarcofago di Fedra, stupenda ed elegantissima opera marmorea romana degli inizi del III secolo d.C. ispirata allo stile greco del V secolo. Descritto e decantato da tutti i grandi viaggiatori stranieri in Sicilia del XVIII secolo, da Riedesel a Bartels, questo capolavoro (attualmente custodito nella Chiesa di San Nicola) rinvenuto nella necropoli romana di Agrigentum, rappresenta alcuni episodi del mito di Fedra ed Ippolito. Un singolare quanto misterioso documento è conservato nell'archivio della cattedrale: la "lettera del diavolo", un manoscritto del XVII secolo, vergato in caratteri indecifrabili, indirizzato ad una suora. Di fronte alla cattedrale agrigentina, sulla stessa piazza, prospetta il Seminario Vescovile, fondato dal Vescovo Narullo nel 1574 e completato nel 1611; nel suo interno un elegante ampio atrio porticato a due ordini di logge.

Santa Maria dei Greci - Attraverso la via di Santa Maria dei Greci si accede all'omonima chiesetta, nel più antico quartiere della città medioevale. Costruita nel XII secolo, essa poggia le sue fondamenta sul basamento di un tempio dorico del V secolo a.C. che alcuni ritengono essere quello di Athena, sull'acropoli di Akragas (nel quale si sarebbe ucciso Gellia, un ricco e nobile akragantino, per non cadere nelle mani dei cartaginesi). La Chiesa di Santa Maria dei Greci, preceduta da un piccolo ed elegante cortile, presenta una raffinata facciata ingentilita da un portale duecentesco arabo-normanno e da belle finestre e monofore. L'interno è a tre navate con un bel soffitto che ricorda quello della cattedrale ed è arricchito da alcune tracce di affreschi trecenteschi, da una statua in legno del '500 e da un sarcofago che custodisce i resti di un nobile palermitano. Dalla navata di sinistra è possibile, attraverso uno stretto corridoio, accedere al basamento nord del tempio dorico, del quale sono visibili alcuni tamburi di colonne.

Chiesa di San Lorenzo e Ipogei - Denominata anche "del Purgatorio", la chiesa fu costruita nel XVII secolo nel sito di una più antica ed omonima costruzione sacra. Presenta un elegante prospetto rinascimentale- barocco con due ordini di lesene, un ricco portale ingentilito da due colonne tortili e fiancheggiato da gruppi allegorici rappresentanti la Fede e la Carità e, in alto, un'ampia finestra. L'interno, ad un'unica navata, è impreziosito da otto statue femminili di Giuseppe e Giacomo Serpotta, raffiguranti le Virtù. A sinistra della chiesa, sotto un leone di pietra, si apre il principale degli ingressi agli antichi ipogei: una perfetta rete di acquedotti sotterranei che alimentavano di acqua potabile Akragas. Realizzati nel V secolo a.C. dall'architetto Feace, gli ipogei erano noti in tutta la Magna Grecia come una delle tante meraviglie della città.

Abbazia di Santo Spirito - È uno dei più bei monumenti siciliani. Costruito nel 1260, il complesso è costituito dalla chiesa e dall'adiacente monastero cistercense. La chiesa è caratterizzata, all'esterno, da un magnifico portale di stile chiaramontano sormontato da un ricco rosone, in un contesto barocco più recente. All'interno, settecentesco, si possono ammirare numerosi stucchi serpottiani che ornano fantasiosamente le pareti della chiesa, un'acquasantiera del '500, una Madonna del Gagini (o di scuola gaginesca) ed un magnifico soffitto ligneo a cassettoni del 1758 nel quale è dipinto lo stemma araldico della famiglia Chiaramonte: fu infatti la moglie di Federico Chiaramonte, Marchisia Prefoglio, a consentire, con una ricca donazione, la fondazione del complesso. L'adiacente monastero, o Badia Grande, risalente al 1290, è impreziosito dal magnifico chiostro quadrangolare, uno dei meglio conservati della Sicilia, nel quale spiccano vari portali gotici: splendido ed imponente quello a sesto acuto fiancheggiato da bifore, d'ingresso all'Aula Capitolare. All'interno del monastero sono conservati alcuni affreschi risalenti ai secoli XVI e XIX.