domenica, 24 febbraio 2019
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Storia

La città antica (Akràgas per i Greci, ma Agrigentum per i Romani, donde l'attuale nome, attribuito nel 1927), occupava, in posizione panoramica stupenda, un altopiano dominato a nord da due colline che costituirono l'Acròpoli (la cosiddetta Rupe Atenèa e quella adiacente, detta Colle di Girgenti) e chiuso, a sud, dalla Collina dei templi, chiamata così perché, con altre cose minori, vi si trovano i resti di ben 7 dei 10 templi e più, che ci rimangono di questo glorioso centro della grecità di Sicilia.
Felici circostanze di tempi e di luogo permisero alla città una crescita di eccezionale valore (le "tirannidi" di Falaride e di Terone, diverse quanto a personalità, furono egualmente influenti nel destino storico dell'Agrigento dei primi due secoli della sua esistenza), e ben presto essa si presentò, anche ai frequentatori stranieri, in una luce di magnificenza. Ed ecco Pindaro, circa il 490 a.C., nella XII Pìtica, (quando ancora la serie dei templi era pressoché tutta da venire), cantarla come "amica del fasto", "la città più bella dei mortali", la sede "sacra a Persèfone", la dèa che, con la madre Demetra, ebbe qui culto intenso.

"Una primavera splendida come quella che ci ha sorriso stamane al levar del sole, certo non ci è mai stata concessa nella nostra vita mortale.

... Il tempio della Concordia si vede appena spuntare all'estremità meridionale di questo piano tutto verde e tutto fiori; a oriente le scarse rovine del tempio di Giunone; le rovine di tutti gli altri edifici sacri sulla stessa linea retta dei due menzionati non si presentano all'occhio di chi sta in alto, che corre più verso Nord, lungo la costa, protesa ancora per una mezz'ora verso la marina (...)". Ancor oggi poco o nulla del paesaggio che Goethe potè ammirare nell'aprile del 1787 è cambiato, e la Valle dei Templi è la zona più conosciuta e decantata di Agrigento. I monumenti che vi si ergono sono quanto ci è rimasto dell'antica città di Akragas, fondata nel VI secolo a.C. da coloni gelesi e divenuta nel volgere di circa cento anni "la più bella città dei mortali" (Pindaro). Distrutta dai cartaginesi nel 406, fu rifondata da Timoleonte nel 340 a.C. e visse nuovi momenti di splendore pur avviandosi inevitabilmente alla decadenza, definitiva con l'avvento dei Bizantini. La città antica fu abbandonata nel IX sec., dopo la conquista araba, ed il nucleo urbano si restrinse su una collina soprastante prendendo il nome di Gergent. Passata ai Normanni, la città fu nominata diocesi e si abbellì di numerose chiese. Palazzi e monumenti continuarono a sorgere anche tra il Trecento ed il Quattrocento e nuovamente tra il Seicento ed il Settecento. Nel 1927 la città ha preso il nome Agrigento e conta oggi circa 56.000 abitanti. Per la visita è necessario un giorno.