giovedì, 19 maggio 2022
Home | Comuni e Località | Provincia di Catania | Catania | Monumenti di Catania
Panorama Terrazze del Museo Diocesano
Monumenti

Il cosiddetto centro: era questo il nucleo della città antica; qui si trovano la Cattedrale, il Seminario dei Chierici e il Municipio. Siamo in Piazza Duomo, realizzata, dopo il 1693, sulla precedente "platea magna"; in mezzo è la Fontana dell'Elefante, restaurata nel 1998, simbolo stesso di Catania, progettata da Gian Battista Vaccarini: sul fusto, con putti e bassorilievi, l'autore pose un elefante d'età romana, detto Comunemente "Liotru", dal nome di un certo negromante catanese, Eliodoro o Diodoro, d'età bizantina. Sopra l'elefante è un obelisco egiziano, forse proveniente dal circo romano di Catania.
La Cattedrale fu costruita tra il 1078 e il 1093 dal conte Ruggero. Due possenti torri (di cui restano i primi ordini) conferivano alla chiesa l'aspetto di un' ecclesia munita, vale a dire fortificata. Dell'impianto originario rimangono la parte absidale e il transetto. La facciata, intensamente plastica e scenografica, fu edificata nel XVIII sec. su disegno del Vaccarini; la cupola pure nel XVIII sec., il campanile innalzato nel secolo successivo. Sul prospetto settentrionale è un portale cinquecentesco di G. B. Mazzolo da Carrara. L'interno ha un lungo corpo longitudinale diviso in tre navate, ed ampio transetto triabsidato. Nella zona del 'santuario' sono visibili le parti rimaste dell'originaria chiesa normanna. I restauri degli anni '50 hanno scrollato gli stucchi di rivestimento che erano stati apposti nell'Ottocento. Interessanti dipinti sono nella navata sinistra: il Sant'Antonio abate di Guglielmo Borremans (quarta cappella) e il Martirio di Sant'Agata di Filippo Paladini (quinta cappella).
La cappella del Crocifisso, a sinistra del transetto, conserva ancora le strutture d'età normanna. Nel presbiterio vi sono alcuni affreschi secenteschi; nell'abside, il Martirio di Sant'Agata, di Gian Battista Corradini. Il coro ligneo con storie di Sant'Agata, di notevole valore, fu scolpito alla fine del Cinquecento su disegno di Scipione di Guido. A destra del presbiterio è la cappella di Sant'Agata che, al di là di un piccolo portale splendidamente decorato, conserva l'urna d'argento di Vincenzo Archifel, coi resti della Santa. Nella cappella della Madonna, a destra del transetto, si trova la tomba di Costanza, moglie di Federico III d' Aragona, e, in un sarcofago romano, i resti di altri reali aragonesi vissuti a Catania. Nella sacrestia, costruita nel 1675, è un affresco raffigurante l'Eruzione dell'Etna del 1669. Il tesoro possiede numerose opere di gran valore, soprattutto argenti, fra i quali spiccano il braccio di San Giorgio, 1576, l'elegante busto smaltato di San Cataldo, la corona e il busto dorato e smaltato di Sant'Agata. Attraverso un ingresso posto nell'angolo a destra della facciata, si possono visitare le cosiddette terme achilliane, d'età romana, su cui la chiesa fu edificata. Sul lato settentrionale della Piazza Duomo, si erge il palazzo del Municipio, iniziato nel 1695 e terminato il secolo dopo. La facciata principale è del Vaccarini.
Sul lato meridionale della piazza del Duomo, si trova il Seminario dei Chierici, edificato nel XVIII sec. Ha una facciata massiccia, incorniciata da lesene, un fitto bugnato, finestre e portale decorati, balconi con mensole figurate. Il seminario ospita il Museo Diocesano, dall'aprile 2001. A destra del Seminario è la fontana dell'Amenano, opera ottocentesca di Tito Angelini. Ora da Piazza Duomo, ci si puo' infilare in una delle tre vie (Garibaldi, Vittorio Emanuele, Etnea) che da qui si dipartono, oppure nel grande arco a destra della Cattedrale, che porta a due piazze dove si tiene il mercato della pescheria, suggestivo e pittoresco. Da qui, costeggiando la Via Dusmet, si giunge al porto che è il secondo della Sicilia, dopo quello di Palermo, per intensità di traffici.
Si noterà presto il fastoso Palazzo Biscari, dell'architetto Antonino Amato, voluto da Vincenzo Paterno', principe di Biscari. La fronte verso la marina, ha un'abbondante decorazione scultorea con putti, festoni, grottesche, che prosegue a lato. Riccamente decorato è anche il salone delle feste con rocailles, affreschi e specchi, che testimoniano l'alta raffinatezza della società aristocratica catanese del XVIII sec. Tornati indietro, dopo piazza Duomo, all'angolo con Via Garibaldi, è il Palazzo Pardo, elegante edificio pure del XVIII sec. Ora, per via Transito (o per via Plebiscito) si giunge a piazza Federico di Svevia, dov'è la chiesa di San Sebastiano, che ha un bel portale del XVIII sec., proveniente dalla distrutta chiesa di San Nicola dei Trixini. Ma qui davanti sorge il Castello Ursino, possente edificio fatto edificare tra il 1239 e il 1250 da Federico II.

 



La Fontana dell'Elefante - Al centro di piazza Duomo, è opera di Giovan Battista Vaccarini. È composta da un elefante in pietra lavica di epoca romana e da un obelisco egiziano di granito di Syene con geroglifici riguardanti il culto di Iside. In una peculiare combinazione di sacro e profano, l'elefante regge l'obelisco sormontato da una palla e dalle insegne di S. Agata: la croce, il giglio, la palma e la tavoletta angelica. L'elefante, come la tartaruga, ha spesso la funzione rappresentativa di animale supporto del mondo ed è considerato un animale cosmico in quanto il suo corpo ha in sé la struttura del cosmo: quattro pilastri che sostengono una sfera.

Castello Ursino - Il castello fu costruito per ordine di Federico II di Svevia fra il 1239 e il 1250 ed è sede oggi del Museo Comunale. Un tempo circondato dal mare, nel XIV secolo era la residenza dei reali aragonesi; trasformato secondo il gusto rinascimentale nel XVI secolo, fu circondato dalla lava nell'eruzione del 1669 e sorge quindi oggi sulla terraferma. L'edificio è a pianta quadrata con quattro torrioni cilindrici agli angoli e torri semicilindriche, delle quali ne sono rimaste solo due, addossate a metà di ogni lato. Simile al castello pugliese di Castel del Monte, il Castello Ursino fonde il razionalismo svevo e il gusto arabo per la stereometria. Sull'arco acuto, che sovrasta l'ingresso, c'è un'edicola con l'aquila sveva che artiglia una lepre. Il museo, che ospita la collezione dei Benedettini, parte di quella dei principi di Biscari e le donazioni del barone Zappalà Asmundo, è in fase di restauro, e dunque è possibile visitare solo l'ingresso e il cortile del castello.

Chiesa della Badia di Sant'Agata - Opera di Giovan Battista Vaccarini realizzata dal 1735 al 1767. Si affaccia su via Raddusa con un prospetto elegante le cui aperture hanno mostre di calcare bianco. Convessa nella parte inferiore, la costruzione si risolve in forme concave più in alto, con grande equilibrio. È sormontata da una cupola che armonizza, otticamente, le costruzioni circostanti. All'interno tutte le superfici sono in stucco bianco sul quale si stagliano gli altari in marmo giallo di Castronovo. Il pavimento ha un ricco disegno a fasce intrecciate a fioroni e volute in marmo bianco su fondo grigio.

Il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena - Intorno al 1136 alcuni padri Benedettini si erano ritirati a meditare sull'Etna fondando il convento di San Leo con l'aiuto del conte Errico. Tuttavia le intemperie, le eruzioni e i terremoti forzarono i monaci a scendere a Nicolosi al monastero di S. Nicolò sorto all'inizio come ospizio per i monaci malati. Poiché la situazione lì non era migliore e inoltre c'era il pericolo dei ladri, intorno al 1550 decisero di trasferirsi a Catania e venne costruito il monastero, secondo d'Europa per grandezza, che adesso ospita la facoltà universitaria di Lettere e Filosofia. Dopo il terremoto del 1693 che aveva distrutto quasi completamente la chiesa e il convento, intervennero, fra gli altri, Antonino Amato, Francesco Battaglia e, infine, il Vaccarini. Superato il portale barocco e il cortile, uno scalone d'onore a tenaglia dà l'accesso all'edificio. Si giunge così ai corridoi organizzati lungo i due chiostri. Il primo, con un chiosco neogotico, come il secondo ha porte e finestroni realizzati su disegno di Antonino Amato. Il secondo chiostro si raggiunge attraverso il corridoio dell'orologio e presenta un portico marmoreo dell 1606 e, al centro, resti di una fontana marmorea del XVII secolo. Nell'ala ovest del monastero si trovano le biblioteche riunite Civica e Recupero: aperte nel 1897 sono composte dal nucleo originario di 50.000 volumi della biblioteca dei padri benedettini ai quali sono state aggiunte le librerie delle corporazioni religiose soppresse, quella donata dal barone Ursino Recupero (composta da circa 40.000 volumi e opuscoli, è una raccolta preziosa per la storia locale e siciliana), quella del poeta Mario Rapisardi ed una emeroteca siciliana.

La Cattedrale di Sant'Agata - Costruita fra il 1078 e il 1093 sulle Terme Achilliane, di quell'epoca mantiene le tre absidi e il corpo dell'alto transetto. Fu ricostruita poi da Girolamo Palazzotto dopo il terremoto del 1693 recuperando anche materiali appartenuti ad altri edifici come, per esempio, le colonne romane nel prospetto principale, opera di Vaccarini che per il suo  completamento richiese oltre trent'anni. La facciata è considerata dagli studiosi troppo rigida rispetto all'irraggiarsi delle colonne. La balaustrata marmorea è dell'800 e vi si alternano vasi e statue di santi. All'interno della cattedrale si trovano le tombe di Vincenzo Bellini e di re aragonesi fra i quali Federico II e Costanza d'Aragona, moglie di Federico III. Lungo la parete destra un portale molto ornato chiude il saccello dove sono conservate le reliquie e il tesoro di S. Agata, patrona della città. Quest'ultima viene festeggiata per più di un mese dal 5 gennaio al 12 febbraio ma il culmine della festa è nei giorni 3 - 5 febbraio quando il fercolo con le reliquie della santa viene portato in giro per la città.

Il Teatro Romano e l'Odeon - Il teatro aveva un diametro di circa 87 metri e poteva contenere oltre 7.000 spettatori. Fu costruito su un fianco della collina su cui si trovava l'acropoli greca, e non si può escludere che originariamente fosse stato fondato proprio dai greci. L'orchestra, dal diametro di 29 metri, pavimentata con lastre di marmo, è spesso allagata dalle acque del fiume Amenano. Al di sotto della cavea attuale vi sono tracce di altre due cavee distinte, tutte comunque di età romana imperiale. Contiguo è l'Odeon, da poco riaperto al pubblico, che serviva per prove di cori e concorsi e poteva ospitare 1300 spettatori. Lo spazio fra la cavea e il muro esterno era diviso in diciassette ambienti dei quali ne restano sedici.

Palazzo Bìscari - Opera di Francesco Battaglia è un magnifico esempio di barocco catanese. La facciata che dà sul porto è classica e presenta una terrazza rettangolare. Il portale dà accesso ad una corte dominata da una scala a tenaglia tipica delle ville barocche anche del palermitano; la facciata a Sud è la più antica, probabilmente realizzata su progetto di Alonzo Di Benedetto, mentre i corpi a oriente sono un progetto di Giuseppe Palazzotto del 1750. All'interno, terminato nel 1766, è notevole il salone delle feste, "il più libero saggio di decorazione rococò che si conosca in Sicilia. Ha la forma di un ottagono allungato terminante in un'alcova, che si vuole contenesse originariamente un lit de parade. Il centro del soffitto concavo è forato da un lucernario ovale, attraverso il quale l'occhio corre ad una cupola esterna, decorata da un affresco allegorico, che prende luce da finestre sotto il livello della cupola interna; una galleria gira intorno al lucernario e qui, durante i balli, prendeva posto l'orchestra" (Blunt). Per le decorazioni a rocailles sono intervenuti probabilmente stuccatori veneti o bavaresi; gli affreschi sono di Sebastiano Lo Monaco. Nella galleria sulla marina si trova una scala a chiocciola anch'essa testimonianza dello stile rococò a Catania.

La Cattedrale e l'Elefante


Cattedrale 2


Cupola Cattedrale


Cupola Badia S. Agata


Piazza Duomo


Porta Uzeda 2


Palazzo Chierici


Fontana dell'Elefante


Municipio 3


Fontana dell'Amenano