domenica, 17 febbraio 2019
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foto teatro greco
Siracusa - Teatro greco

È la più perfetta espressione di architettura teatrale giunta fino a noi ed uno dei teatri più grandi del mondo greco. Se ne hanno notizie fin dal V secolo a.C., epoca in cui Siracusa si era già imposta quale uno dei centri culturali più importanti del Mediterraneo. La forma in cui lo possiamo oggi ammirare è però più tarda e risale con ogni probabilità ad un rifacimento del II secolo a.C. Nel teatro, che è scavato nella roccia della collina, si svolsero le "prime" di opere tragiche e di commedie di famosi autori come Eschilo ed Epicarmo ed ancora oggi l'antica scena è calcata da attori. Ogni due anni, infatti, l'Istituto Nazionale per il Dramma Antico organizza qui le "Rappresentazioni classiche", presentando per l'appunto drammi dell'antica Grecia. L'Ara di Ierone - Gli avanzi di questa gigantesca struttura si trovano a breve distanza dal teatro. Si trattava di un altare, lungo quasi 200 metri, sul quale si svolgevano i pubblici sacrifici della città. L'Anfiteatro romano - Risalente al III o IV secolo d.C., è di forma ellittica, con i diametri esterni di 140 e 119 metri, di poco inferiore, dunque, all'Arena di Verona. A partire dal 1526 gli Spagnoli iniziarono una sistematica spoliazione dei monumenti della Neapoli per la costruzione delle fortificazioni di Ortigia, arrecando ovviamente grave danno alle strutture che, probabilmente, all'epoca erano ancora ben conservate. I monumenti furono riportati alla luce nel corso di campagne di scavi successive a partire dal XIX secolo.



il Teatro Greco, scavato (nella sua prima fase nel V sec a. C., poi nel III e rimaneggiato in periodo romano) nel colle Temenite, fu portato alla luce da Paolo Orsi; i lavori furono ultimati da Bernabò Brea. La cavea misura mt. 138,60 di diametro, 67 ordini di gradini, 9 cunei -ognuno con la dedica a un dio- e un diazoma che separa la cavea superiore da quella inferiore. La cavea è sovrastata dalla grotta del Ninfeo, le cui acque fluiscono dall'acquedotto greco.



Neapolis

Altri monumenti all'interno dell'area archeologica della Neapolis (aperta fino al tramonto):
l'Anfiteatro Romano (I sec a C.) fu riportato alla luce nel 1839, misura 140x110, con 2 ingressi, con impianti sotterranei per la realizzazione degli spettacoli;

l'Ara di Ierone II, V sec.a.C. serviva per i sacrifici di buoi nelle feste di Eleutheria, era lunga uno stadio, cioè mt. 198, larga 22,80;

l'Orecchio di Dionisio nella Latomia del Paradiso, lungo 65 mt, alto 23, famoso per la risonanza acustica;

la Grotta dei Cordari.

la Latomie dell'Intagliatella

la Latomia di Santa Venera

La Chiesetta di San Nicolò dei Cordari, all'ingresso della Neapolis,  dell'XI sec, conserva un portaletto con sopra lo stemma simbolo dei cordari e un'abside con tre strette finestre.

Adiacente all'area della Neapolis ma fuori dal Parco Archeologico, nel Parco Archimedeo, sono state ricostruite, a grandezza naturale, delle macchine da guerra utilizzate nel III sec. a. C. e gli strumenti ideati dal grande scienziato siracusano.



Teatro greco - Siracusa


Teatro greco - Siracusa


programma 2012