giovedì, 15 novembre 2018
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visita Siracusa

È opportuno iniziare la visita di Siracusa dall'isola di Ortigia, nucleo della città antica.

Passato il ponte che unisce Ortigia alla terraferma, si incontrano i resti del tempio dedicato ad Apollo, secondo quanto attesta un'iscrizione, rinvenutavi in un gradino. Il tempio, rimesso in luce nel decennio 1930-40, conserva due colonne del lato meridionale, con parte dell'epistilio e di alcune colonne del lato orientale; in origine, come altri templi d'età arcaica, era a 6 colonne sui lati brevi e 17 su quelli lunghi (la cella divisa in navate da colonne, senza l'opistodomo), ed era rivestito da una decorazione policroma fittile (alcuni frammenti sono conservati nel Museo archeologico regionale di Siracusa). In età bizantina, il tempio di Apollo fu chiesa cristiana, e moschea in età musulmana.

Si supera, ora, la settecentesca chiesa di San Paolo, e si entra nel corso Matteotti; dopo il palazzo Greco, sede dell'Istituto nazionale del dramma antico, e la chiesa di San Cristoforo, trecentesca, riedificata nel XVIII sec., si arriva nell'ottocentesca piazza Archimede, punto di confluenza dei due assi principali della città (via Maestranza e via Roma), e centro di Ortigia. La piazza ha, al centro, la fontana di Artemide, di Giulio Moschetti, ed è delimitata da edifici di notevole dignità artistica come il palazzo dell'Orologio, sede della Banca d'Italia, il cinquecentesco palazzo Lanza Buccheri, ed il palazzo del Banco di Sicilia, costruito ne1 1928.

Dalla piazza, salendo per via Montalto, si giunge al palazzo Mergulese- Montalto, che conserva la bella e ampia facciata, col portale ad arco acuto, e un'edicola, con una iscrizione in latino, recante l'anno di edificazione: 1397.

Procedendo lungo la via Roma, si arriva alla chiesa della Concezione, edificata nel sec. XVII su un precedente edificio trecentesco. All'interno, sono degni di nota: il coro ligneo, sec. XVIII; gli affreschi della volta, raffiguranti la Gloria di Maria, e tre interessanti tele di Onofrio Gabrielli: la Madonna della Lettera, la Strage degli Innocenti, il Martirio di Santa Lucia. Alla chiesa era annesso il trecentesco convento dei Benedettini che, dalla fine del secolo scorso, è sede degli uffici della Prefettura. Si giunge, quindi, a piazza Duomo. Qui, gli scavi d'inizio secolo e del 1963, hanno messo in luce testimonianze di una frequentazione del luogo in età pre-ellenica, e nella prima età greca, ed i resti di un grande tempio ionico arcaico della fine del VI sec. a. C.

Nel V sec. a. C., fu costruito il grande tempio di Atena, edificio dorico con 6 colonne sui lati corti e l4 su quelli lunghi, posto su un alto basamento a tre gradini. La cella era preceduta dal pronao e seguita dall'opistodomo, entrambi in antis. Già dal VI sec. d. C., il tempio di Atena (se ne intravedono le colonne in via Minerva) fu risistemato a chiesa cristiana, elevata a Cattedrale dal vescovo Zosimo, e dedicata alla Madonna del Piliere. La facciata, completamente ricostruita, 1725-1753, architetto Andrea Palma, presenta sul prospetto due ordini di colonne di stile corinzio. Le statue dei Santi sono di Ignazio Marabitti. L'interno è diviso in tre navate, quella centrale con soffitto a travature lignee; all'ingresso,due acquasantiere ottocentesche e, alla fine, due amboni costruiti nel 1926, in stile romanico. In età normanna fu realizzata la sopraelevazione della navata centrale e furono decorate, con mosaici, le absidi. All'ingresso e nelle navate, si vedono le colonne del tempio di Atena. Sulla navata destra si aprono tre cappelle: nella prima è un prezioso fonte battesimale, con vasca in marmo adornata di leoncini bronzei, secoli XII-XIII; subito dopo, è la cappella di Santa Lucia, sec. XVIII, che contiene una preziosa statua d'argento della Santa, sec. XVI, posta su una cassa ornata di splendidi bassorilievi. L'ultima cappella, del Sacramento, ha un notevole rivestimento in pietra calcarea e affreschi con scene del vecchio Testamento nelle volte. Sopra l'altare marmoreo, con la raffigurazione dell'Ultima Cena, è un ciborio di Luigi Vanvitelli. Alla fine della navata, è un piccolo ambiente che contiene alcuni notevoli dipinti di Giuseppe Crestadoro. Nel luogo ove era l'abside destra, nel '700 fu costruita la cappella del Crocifisso. Gli arredi di questa cappella sono conservati nel Tesoro della Cattedrale. Adiacente è il presbiterio, profondamente rimaneggiato nel 1659, quando vi fu posto l'altare barocco e, soprattutto, dopo il terremoto del 1693, quando vennero completato il coro ed innalzata la grande cupola. Nell'abside rimasta, si scorge una statua della Madonna della Neve, 1512, di Antonello Gagini. Sempre in questa navata, sono altre statue di Santi: dei Gagini o della loro scuola.