venerdì, 13 dicembre 2019

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Monumenti di Taormina

La prima cosa che ognuno vorrebbe vedere, arrivando a Taormina, è la scena del teatro: il paesaggio sul fondo, l'Etna e il mare. Normalmente, per arrivarci, si attraversa prima una parte della città, che è pure da vedere, ma parliamone subito: il Teatro si trova in via Teatro greco, ed è veramente splendido; fu costruito in età ellenistica e poi quasi interamente riedificato in epoca romana; per ampiezza, diametro massimo m 109, è il secondo teatro classico della Sicilia, dopo quello di Siracusa. Dall'alto della cavea e più ancora dalle terrazze che sovrastano la scena, si gode un panorama indimenticabile. Sul fianco orientale della cavea sono le vestigia di un tempietto e, più oltre, un piccolo Antiquarium, ristrutturato, con reperti del territorio taorminese. Entrando in città da nord, da porta Messina (fruendo, della funivia di Mazzaro' oppure arrivando dall'autostrada), eccoci subito in piazza Vittorio Emanuele Qui è palazzo Corvaia (sede del primo Parlamento siciliano, 1411), la cui parte più antica è una torre araba, nucleo della costruzione che si estese in età normanna, e poi nel '300 e '400.   Vicina è la chiesa di Santa Caterina, sec. XVII, eretta su parti ancora visibili di un tempio ellenistico e, dietro la chiesa, sono le vestigia dell'Odeon romano di età imperiale, su resti ellenistici. Un po' prima di porta Messina, è la chiesa di San Pancrazio, edificata sulle rovine del tempio ellenistico di Giove Serapide, le cui mura sono tuttora riconoscibili nelle pareti laterali della chiesa cristiana. A sinistra di piazza Vittorio Emanuele, è la via Teatro greco. Puo' accadere, da soli o in comitiva, di entrare in città da ovest, da porta Catania. Qui, in via de Spuches, è il palazzo dei Duchi di Santo Stefano (del XIII sec., costruito su una preesistente struttura islamica), oggi sede della Fondazione Giuseppe Mazzullo, con una sala espositiva permanente delle opere di questo scultore, nato nel 1913 in questa provincia, a Graniti, e morto nel 1988. La fondazione è anche un centro di riunioni culturali. Ora, si può infilare corso Umberto e raggiungere il Duomo, oppure andare a destra per il convento di San Domenico (divenuto grande albergo) che conserva parte del chiostro cinquecentesco, il campanile, sec. XVII e XVIII, e arredi monastici negli ambienti interni. Vicina è la Villa comunale. Il Duomo, San Nicolo', del sec. XIII, solenne, merlato, rifatto nel '400 e nel '500, e ancora rimaneggiato nel '700, ha una facciata composita, con portale, monofore e rosone. L'interno è a tre navate, divise da colonne reggenti le arcature; sugli altari sono la Visitazione (tavola dipinta di Antonino Giuffre, 1463), un polittico (di Antonello de Saliba, 1504), la Madonna col Bambino (gaginesca, 1500), Sant'Agata (di Martino Montanini, sec. XVI). Nella cattedra, vicina all'altare maggiore, sono leoni stilofori e lo stemma della città, per altro simboleggiato anche dalla donna toro che si trova in cima alla fontana barocca. già certamente osservata fuori nella piazza. Dal corso, attraverso un breve passaggio, si raggiungono le Naumachie, ampia terrazza d'età romana (con la cisterna per l'acquedotto dell'epoca). Proseguendo nel corso Umberto, fra bar e negozi di souvenir, si vede subito palazzo Ciampoli, sec. XV, preceduto da una scalinata; e si arriva presto in piazza IX Aprile e alla porta di Mezzo (che è un'apertura nella torre dell'Orologio) tardo medievale, rimaneggiata nel '600. Siamo nel quartiere, medievale, del Borgo. Qui è pure la Biblioteca comunale, nell'ex chiesa di Sant' Agostino dove si trova, per altro, una pala raffigurante San Sebastiano. La circonvallazione, che si può raggiungere anche da qui, permetterà di vedere la Badia vecchia o Badiazza, fortificazione normanna rimaneggiata alla fine del '300. La circonvallazione ci porterà pure, per via Castelmola, al castello di Taormina, sul monte Tauro, m 298.



Il Teatro Antico è il principale monumento della cittadina, non solo per il suo intrinseco valore artistico, ma anche per la scenografica posizione in cui è collocato. La vista che si gode da lassù è addirittura definita il 'panorama per eccellenza', assolutamente da non perdere, una volta in Sicilia. È il secondo teatro antico dell'isola (diametro m 109) dopo quello di Siracusa e fu costruito in epoca ellenistica (I - II secolo a.C.). Modificato ed ampliato circa 300 anni dopo, fu adibito dai Romani a venationes e combattimenti di gladiatori. Il teatro, la cui acustica è notevole, è utilizzato per spettacoli musicali e teatrali nella stagione estiva.
La Naumachia, insieme al teatro, è il secondo principale avanzo della città romana ed anche uno dei maggiori monumenti romani dell'isola. Si tratta di un grande terrazzamento che proteggeva una ormai inesistente cisterna. Pare che vi si svolgessero rappresentazioni battaglie navali, donde il nome. 

 

Palazzo Corvaja, elevato nel Quattrocento su una struttura del secolo precedente, fu sede nel 1410 del Parlamento siciliano. Sul prospetto si sviluppa una fascia sulla quale furono incise in latino una serie di sentenze morali. Più in alto, al primo piano, si aprono grandi bifore. Assai pittoresco il cortile interno.
Il Duomo, dedicato a San Nicola, fu edificato nel XIII secolo sull'omonima piazza. In seguito, nel Quattrocento, Cinquecento e Settecento fu rimaneggiato. Nell'aspetto squadrato e severo ricorda le cattedrali normanne. Il portale principale, sovrastato da un piccolo rosone e affiancato da due monofore ogivali, è del 1636 e di stile rinascimentale; altri due portali, del Quattrocento e del Cinquecento, si aprono rispettivamente sul fianco sinistro e destro (notevole, in particolare, il primo). All'interno, a tre navate, si trovano interessanti dipinti di Antonino Giuffrè (1436) ed un Polittico di Antonello de Saliba (1504). L'elegante Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, costruito fra il Trecento ed il Quattrocento, è un bell'esempio di architettura siciliana. Le possenti mura perimetrali sono alleggerite da bifore, quattro in basso e quattro più eleganti al piano nobile.