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I Mille

I Mille: regia di Alberto degli Abbati
Produzione: S. A. Ambrosio, anno 1912
Interpreti principali: Mary Clèo Tarlarini, Oreste Grandi, Vitale De Stefano, Maria Bay, Cesare Zocchi
lunghezza 921 m.
durata 51'

 

 

Attribuito erroneamente per qualche tempo a Mario Caserini, l'opera di notevole lunghezza e durata per tempi in cui venne prodotto, vede come protagonisti due giovani siciliani che si amano, Lola e Giovanni (erroneamente indicati come Rosalia e Corrado in tutte le sinossi pubblicate finora, nonostante le didascalie presenti nel film, li nominino in questo modo chiaramente). I due però sono contrastati, nonostante abbiano un figlio, dal padre di lui, Don Ruggero, un ricco possidente che si oppone ad un loro eventuale matrimonio in quanto Lola è una povera popolana.
A complicare la situazione sono le attenzioni morbose e ossessive che un ufficiale borbonico, Altemp (e non Altieri) mostra per la donna, che cerca di sedurre in ogni modo, sebbene la donna lo respinga sempre fermamente.
Don Ruggero intanto fa cacciare via dalla casa di sua proprietà Lola con il figlio piccoletto, ma le viene in soccorso un uomo di Chiesa, frate Lorenzo, che le trova una sistemazione presso don Gesualdo, un patriota liberale in cospirazione con il frate stesso, con Giovanni, don Ruggero e tutti gli altri numerosi patrioti antiborbonici del paese. Gesualdo in casa nasconde dei fucili e delle armi per i rivoltosi pronti ad accorrere in aiuto ai garibaldini già sbarcati in Sicilia, al segnale opportuno.
Le notizie della vittoria di Calatafimi e dell'avanzata dei Mille verso Palermo, accendono di entusiasmo gli animi dei cospiratori, i quali partono per raggiungere Garibaldi, non senza prima aver fatto credere ai militari borbonici che Garibaldi si diriga a Corleone e non a Palermo. Parte quindi una missiva che ingiunge al generale Bosco di dirigersi immediatamente a Corleone per contrastare i garibaldini. Ma il capitano Altemp, a differenza dei suoi superiori, non crede a ciò e ordisce un tranello per Lola e suo figlio. Rapisce il bimbo, e ottenute le informazioni che cercava, scrive un'altra missiva con le quali informa lo stato maggiore borbonico delle vere intenzioni di Garibaldi e, contemporaneamente, cerca di usare violenza su Lola.
La donna riesce a difendersi e ad imprigionarlo a sua volta, cosicché entrata in possesso della missiva segreta, parte col cavallo di Altemp e con suo figlio alla ricerca di Garibaldi per informarlo del pericolo che corre. Raggiunge a Palermo il generale, e consegna nelle sue mani il biglietto di Altemp, meritandosi per la sua azione coraggiosa ed eroica, l'elogio e la stima d'eroe dei due mondi. Anche Giovanni, che ha combattuto con i garibaldini, assiste all'incontro di Lola con Garibaldi e le si fa incontro felice di rivederla, mentre Ruggero ferito in battaglia, viene informato dell'accaduto da frate Lorenzo. Il bambino gli si avvicina, il nonno lo abbraccia e, facendo cadere qualsiasi riserva nei confronti di Lola, benedice le nozze.
La famiglia, così come la nazione italiana, può finalmente ricomporsi e trovare la sua unità.

T.G.