Domenica, 14 luglio 2024
Il portale: ricerca
Home 
Home | Strutture regionali | Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identitą siciliana | Info e documenti | Avvisi e comunicazioni | 18-FEB-2021-NECROPOLI MARSALA

18-FEB-2021 - SCOPERTA A MARSALA UNA NECROPOLI CON CAMERE INVIOLATE

Inserire testo che descrive l'immagine quando questa viene inserita

L'ASSESSORE SAMONĄ: "STRAORDINARIO RITROVAMENTO CHE DIMOSTRA COME QUESTA NOSTRA TERRA ABBIA ANCORA TANTO DA SORPRENDERCI"

Gli scavi archeologici preventivi per il rifacimento della rete fognaria di Marsala portano in luce, in via De Gasperi, gli straordinari resti di due camere ipogee inviolate contenenti il corredo funerario e resti di corpi inumati. A questi eccezionali ritrovamenti si aggiungono circa 50 tombe, collocate ad una minore profonditą, riferibili con molta probabilitą a una necropoli punica.
I ritrovamenti pił significativi riguardano due camere ipogee, rinvenute ad una profonditą che va dai cinque agli otto metri rispetto al livello della strada. Il primo ipogeo, presumibilmente databile a una prima indagine intorno alla metą del IV secolo a.C., presenta due camere funerarie di forma quadrangolare di circa quattro metri quadri, in cui sono stati rinvenuti i resti di cinque corpi inumati, tre adulti e due bambini, con il relativo corredo funerario costituito da alcuni vasi e piccoli oggetti in metallo databili alla metą del IV secolo a.C. circa. Si tratta di un ipogeo con accesso a pozzo rettangolare delle dimensioni di m 0,66x2,04.
Il secondo ipogeo, si presenta come una struttura articolata su pił livelli in cui si possono riconoscere diverse fasi architettoniche e di utilizzo, che sembrano coprire un arco temporale di almeno sette secoli. Un primo grande ambiente di forma rettangolare di circa 35 mq sembra essere il risultato dell'ampliamento e dell'unione, effettuati in epoca romana (intorno al II secolo d.C.), di preesistenti sepolture puniche del IV-III secolo a.C. Questo secondo ipogeo presenta una serie di sepolture ricavate lungo le pareti: in particolare si sono rinvenute sei tombe a cassettone, otto loculi e otto nicchie quadrangolari. Due delle tombe a cassettone hanno conservato al loro interno resti di inumati, mentre le sei tombe a fossa rettangolare sono state scavate direttamente sul pavimento della camera funeraria. Il rinvenimento, al loro interno, di materiale ceramico e di lucerne figurate e con bolli, oltre che di diversi inumati, lascia pensare ad un utilizzo dal II al IV/V secolo d.C. con una prima fase di culto giudaico e una seconda cristiana.
Nella parte pił superficiale - ad una profonditą che va da un minimo di 50 centimetri ad un massimo di m 3,40 rispetto al piano stradale - sono state, inoltre, ritrovate circa 50 tombe a pozzo e a fossa rettangolare di dimensioni medie di m 0,45x1,75 disposte con orientamento variabile N-S e E-O, che sembrano riferibili alla necropoli punica del IV-III secolo a.C..

"Quella di Marsala č una scoperta dall'altissimo valore archeologico - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'Identitą siciliana, Aberto Samoną - e ci regala l'occasione per ribadire quanto vasto e meraviglioso sia il patrimonio nascosto nel sottosuolo. L'attivitą di scavo preventivo, realizzata in tutta la Sicilia sotto la vigilanza delle Soprintendenze dei Beni culturali, ci ha consegnato negli ultimi mesi straordinari ritrovamenti, confermando quanto importante sia il controllo del territorio soprattutto nella fase di indagine che precede la realizzazione delle opere edili. Le scoperte di Marsala, sulle quali sono in corso i necessari approfondimenti, ci consegnano tasselli inediti di un territorio che ha ancora moltissimo da aggiungere alla ricostruzione della nostra storia. Al Governo regionale che rappresento - dice ancora l'assessore Samoną - il compito di creare le condizioni perchč questi ritrovamenti non siano il momento conclusivo di un'attivitą ma rappresentino la prima pagina di un nuovo libro che valorizzi la storia e l'identitą dei luoghi".
"Questi eccezionali ritrovamenti - dicono la Soprintendente di Trapani, Mimma Fontana e l'archeologa Giuseppina Mammina - ci consegnano una parte inviolata dell'antica necropoli. Le due camere ipogee aggiungono materiale prezioso che sarą oggetto di approfondimenti e analisi e grazie al quale saremo in grado di conoscere meglio il tessuto storico della cittą di Marsala".

I lavori - commissionati dalla Sogesid S.p.a, con ditta esecutrice Venezia S.r.l. in ottemperanza alle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, che ha in corso le indagini di approfondimento - si svolgono sotto la direzione scientifica dell'archeologa Giuseppina Mammina e sono condotti sul campo da Sharon Sabatini (SAMA Scavi Archeologici) e da Sebastiano Muratore, archeologo della ditta esecutrice. Al prezioso lavoro di scavo hanno contribuito gli operai Joan Sararu, Giuseppe Amodeo, Mirko Genna e Riccardo Ingarra.