Domenica, 16 gennaio 2022
Il portale: ricerca
Home 
Home | Strutture regionali | Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identitÓ siciliana | Info e documenti | Avvisi e comunicazioni | 08-APR-2021-OGNINA

08-APR-2021 - SIRACUSA. AEREO TEDESCO JUNKER JU-88 RITROVATO AL LARGO DI OGNINA

Inserire testo che descrive l'immagine quando questa viene inserita

L'ASSESSORE SAMON└: "IMPORTANTE RINVENIMENTO CHE CI AIUTA A RICOSTRUIRE IL RUOLO DELLA SICILIA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE"

Un aereo tedesco Junker Ju-88 Ŕ stato ritrovato dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, su segnalazione di un diving, a circa 1,5 miglia dalla costa nelle acque di Ogni-na-Siracusa.
Il velivolo, che si presenta molto frammentato, mostra diverse parti di alluminio sparse su un ampio areale, segno di un violento impatto o di un'esplosione in volo.
Tra gli elementi ritrovati un motore aeronautico Junker Jumo 211 ed un portello in alluminio con un obl˛ circolare d'ispezione in vetro del vano motore, caratteristica questa di un solo modello Junker. Questi elementi identificano con ragionevole certezza il relitto di un bimotore bombardiere multiruolo Junker Ju-88. Il relitto Ŕ stato individuato da Fabio Portella, titolare del Diving "Capo Murro" di Siracusa.

"Questo ritrovamento - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'IdentitÓ siciliana, Alberto SamonÓ - insieme a quello avvenuto tempo fa di un identico velivolo nelle acque antistanti capo S.Elia ad Augusta - assume un carattere particolarmente importante come testimonianza delle operazioni aeronavali dello sbarco alleato in Sicilia (Operazione Husky) che videro l'8a Armata Inglese e l'aviazione dell'Asse impegnate nell'area di Siracusa. Si tratta di testimonianze importanti, che contribuiscono a ricostruire gli scenari di cui la Sicilia fu protagonista durante la seconda guerra mondiale".
"Il rinvenimento dell'aereo militare - spiega Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare - mette in luce il profondo interesse della Regione per la ricerca sottomarina e al contempo evidenzia la grande collaborazione esistente con i diving, nella costante ricerca e tutela del nostro mare, che, in questo caso, ci offre un ulteriore tassello del mosaico della cultura, questa volta orientato a ricostruire gli scenari di una storia a noi pi¨ vicina".

Alcuni cenni di approfondimento:
Nel Sud della Sicilia, gli aeroporti di Catania, San Pietro di Caltagirone, Comiso, Gela, Sciacca, Castelve-trano e Trapani, furono basi per i decolli delle forze aeree italo-tedesche destinate alla neutralizzazio-ne dell'isola di Malta (punta avanzata degli inglesi), alla protezione dei nostri convogli, ai rifornimenti a mezzo di aereo-convogli. Tra il giugno del 1940 e l'agosto del 1943 la nostra Regia Aeronautica (solo quella della Sicilia) perse, tra Capo Scaramia (Capo Scalambri) e le acque maltesi ben 400 aerei da caccia e quasi lo stesso numero di bombardieri. I tedeschi entrarono in lizza solo nel gennaio del 1941 e ne lasciarono in battaglia quasi il doppio. L'elenco delle perdite britanniche, giorno per giorno, Ŕ im-pressionante. Alcuni aerei sono precipitati su terra, ma il 90% sono caduti in mare e lÓ giacciono. Durante gli sbarchi del luglio 1943 gli attacchi aerei italiani e tedeschi furono inconcludenti (pochissime navi affondate) ma furono pagati con uno stillicidio di 15/20 aerei al giorno. Ed ora giacciono nel mare davanti a Catania, Siracusa, Avola, Scoglitti, Gela, Licata. (da "Il patrimonio ritrovato" a cura di Alessandra Nobili e M. Emanuela Palmisano - edito dalla Soprintendenza Regionale del Mare della Regione Siciliana).