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22-APR-2021 - IL GOVERNO MUSUMECI DISPONE LA NASCITA DEL MUSEO DEL LIBERTY - VILLA DELIELLA: SI SANA UNA FERITA INFERTA A PALERMO DA OLTRE 60 ANNI

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Ieri sera il governo regionale, su proposta dell'assessore dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, con apposita delibera di Giunta ha disposto l'avvio alle procedure di progettazione e realizzazione del "Museo regionale del Liberty - Villa Deliella" di Palermo e dell'itinerario dell'Art Nouveau, oltre a tutte le attività propedeutiche e funzionali alla sua nascita, stanziando tre milioni di euro a questo scopo. Un intervento di cui si occuperà l'assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana di concerto con l'assessorato delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In occasione della recente sessione finanziaria all'Ars, dopo che una norma analoga presentata dall'on. Marianna Caronia era stata stralciata, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci aveva espresso l'intendimento del governo di disporre nel più breve tempo possibile un atto amministrativo per avviare le procedure relative alla nascita del Museo del Liberty-Villa Deliella di Palermo e di un grande itinerario culturale connesso. Impegno mantenuto nel giro di pochi giorni.

Villa Deliella, situata in piazza Francesco Crispi (piazza Croci) a Palermo, era stata realizzata nel 1905 su progetto dell'architetto Ernesto Basile, fra i massimi protagonisti della stagione del Liberty siciliano. La villa fu abbattuta nel 1959, nell'ambito di quella grande operazione di speculazione edilizia avvenuta a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta che è passata alla storia come il "sacco di Palermo". L'area, però, a dispetto di quanti avevano demolito la Villa, è rimasta inedificabile e, per molti anni, è stata adibita a parcheggio.

Oggi è un giorno particolarmente importante perché grazie all'azione del Governo regionale, si sana una ferita inferta oltre sessant'anni fa alla città di Palermo e alla Sicilia. La decisione di far nascere il Museo del Liberty è un atto politico forte che realizza un doppio risultato: rende la giusta visibilità a uno stile architettonico che ha contrassegnato un periodo memorabile della Sicilia e risarcisce moralmente e culturalmente l'intera comunità siciliana per la violenza subita. La decisione del governo Musumeci è, infatti, un segnale forte, non soltanto simbolico, di ripristino di quella cultura della legalità, violata per troppi anni dal predominio di comitati d'affari politico-mafiosi.