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25-AGO-2020 - PARTANNA (TP): FINANZIATI I LAVORI DI RECUPERO DELL'ANTICO "STAZZUNI"

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L'ASSESSORE SAMON└: "L'ANTICO LABORATORIO DI CERAMICA ╚ UNA PREZIOSA TESTIMONIANZA DELL'OPEROSIT└ E DELL'ECONOMIA DEL TERRITORO NEI PRIMI DEL '900"

Palermo, 25 agosto 2020 - Lo "Stazzuni" di via San Biagio a Partanna tornerÓ a vivere grazie al finanziamento dell'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'IdentitÓ Siciliana che ha destinato 1 milione e 300 mila euro con fondi POC 2014-2020 al suo recupero.
Lo "Stazzuni del signor Liotta", oggi di proprietÓ comunale, era il luogo in cui si lavorava l'argilla per la produzione di tegole, mattoni e contenitori e costituisce ancora oggi l'unica testimonianza locale di questa attivitÓ tradizionale. I manufatti prodotti s'indicavano come Rrobba di stampa (tegole e mattoni) e Rrobba di torniu (vasellame).
Per la notevole importanza dal punto di vista etno-antropologico il complesso produttivo, che risale ai primi anni del novecento ed Ŕ rimasto in funzione fino al terremoto del 1968, Ŕ stato sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani giÓ nel 1991.
"Attraverso il recupero dello <Stazzuni> - dice l'assessore dei Beni Culturali e dell'IdentitÓ Siciliana, Alberto SamonÓ - il territorio di Partanna e la provincia di Trapani, si riappropriano di una significativa testimonianza della storia imprenditoriale del territorio. La lavorazione tradizionale del "cotto" rientra, infatti, nell'ambito di quella "cultura materiale", per cui manufatti, strumenti, utensili e strutture murarie, in ogni modo impiegate per la realizzazione di oggetti in argilla, sono da considerarsi beni culturali che racconta la storia di un territorio, la sua operositÓ, la capacitÓ di fare impresa, le tecniche produttive, le relazioni economiche con il territorio. Il complesso, inoltre - sottolinea l'assessore SamonÓ - acquisisce ancora maggior valore a seguito degli scavi archeologici in Contrada Stretto, poco distante dal centro abitato di Partanna, che hanno portato alla luce un villaggio neolitico in cui fiorente e cospicua Ŕ stata la produzione della ceramica e che testimoniano giÓ una tradizione consolidata in questo specifico settore di lavorazione. Tutto ci˛ nella volontÓ, in pi¨ occasioni espressa dal Governo Regionale, di realizzare una mappatura del territorio che testimoni attraverso i manufatti locali, un itinerario ideale con gli altri centri pi¨ noti del territorio belicino".
Gli interventi previsti dal finanziamento sono destinati ad opere strutturali per il miglioramento delle condizioni statiche dell'edificio, il ripristino dell'antico aspetto delle facciate ed una migliore distribuzione e funzionalitÓ degli interni.
Obiettivo finale, di cui l'intervento Ŕ solo il primo necessario passaggio, Ŕ quello di recuperare il laboratorio ad una funzione museale e didattica con carattere interattivo e di restituire alla fruizione pubblica una concreta testimonianza dell'attivitÓ produttiva del tempo: l'impianto, infatti, verrÓ riproposto con la strumentazione in uso durante il suo funzionamento.