Mercoledì, 25 maggio 2022
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Servizio offerto grazie al protocollo d'intesa siglato fra Assessorato Regionale della Salute, AOUP "G. Martino", Ordine Regionale dei Medici e Consulta Regionale dei Farmacisti. Aggiornamenti a cura della AOUP "G. Martino" - Messina: Selezione della letteratura scientifica pubblicata in materia di efficacia e sicurezza dei farmaci, rivolta all'operatore sanitario ed al cittadino.



Nel linguaggio della politica sanitaria si parla sempre più spesso di "inappropriatezza prescrittiva".
Il prof. Achille P. Caputi, presidente della Società Italiana di Farmacologia, spiega cosa significa questo concetto.
«Una prescrizione può essere inappropriata per indicazione (quando un farmaco viene prescritto per una patologia per la quale non è indicato) o per dose e durata della terapia (dosaggio troppo alto o troppo basso, durata della terapia insufficiente od eccessiva). Queste osservazioni possono sembrare scontate, ma basti pensare agli antibiotici utilizzati per patologie di chiara origine virale (es. raffreddore), sospesi precocemente appena il paziente comincia a sentirsi meglio od assunti ad oltranza senza un valido motivo. Senza dimenticare l'importanza del paziente nella scelta di un farmaco. Il farmaco infatti non deve essere prescritto per curare una malattia, ma per curare un paziente che ha una malattia e che ha delle caratteristiche, come età, sesso, etnia, presenza di patologie e di trattamenti concomitanti, che lo rendono differente da un altro paziente. Queste sono tutte variabili che possono influire sulla risposta alla terapia sia in termini di efficacia terapeutica attesa che in termini di tossicità ed il medico non può fare a meno di valutarle nel momento in cui deve scegliere il trattamento più "appropriato" per il suo paziente. Prescrivere un farmaco in maniera appropriata sta diventando, in tutto il mondo, sempre più difficile perchè la popolazione anziana è sempre più numerosa, e quindi il numero di persone malate e la prescrizione di farmaci aumenta in proporzione. »

Ogni anno, il rapporto sull'uso dei farmaci in Italia pubblicato dall'OsMed (Osservatorio Nazionale sull'Impiego dei Medicinali) illustra le disparità relative al consumo dei farmaci tra le regioni italiane. Un'estrema variabilità interregionale rappresenta un indicatore di prescrizioni inappropriate. Come si colloca la Sicilia in questa panoramica della farmacoutilizzazione italiana?
«I dati dell'OsMed sono piuttosto eloquenti, indicando spesso un comportamento che potremmo definire "prodigo" da parte dei prescrittori siciliani. In diversi grafici infatti, si evidenzia come in Sicilia, rispetto ad altre regioni italiane, per il trattamento della stessa patologia vengano utilizzate maggiori quantità di farmaco e siano prescritti farmaci più costosi. Ad esempio, nel grafico relativo all'utilizzo dei farmaci per l'osteoporosi, tratto dal rapporto OsMed per l'anno 2007 si vede come in Sicilia si prescriva una quantità di farmaci per l'osteoporosi superiore del 60% alla media nazionale e quasi doppia di quella che viene prescritta in Lombardia. Possibile che in Sicilia (dove il sole splende quasi per 9 mesi l'anno) ci sia il doppio dei pazienti con osteoporosi rispetto a quelli della pianura?   Vedi Figura

Quali, a suo avviso, dovrebbero essere i provvedimenti utili ad invertire questo trend?
«I provvedimenti "calati dall'alto" pur avendo valide motivazioni meritevoli intenzioni, non sempre riescono ad ottenere l'effetto sperato e/o a mantenerlo nel tempo. Gli operatori sanitari devono formarsi a una cultura del farmaco come "bene" da salvaguardare e utilizzare con cura, informarsi per essere aggiornati e informare correttamente l'assistito.»

Quali possono essere, sempre a suo avviso, le ripercussioni di una politica attenta all'appropriatezza prescrittiva a breve e lungo termine?
«A breve e medio termine, l'effetto più tangibile è un contenimento dei costi, ma la formazione di una "coscienza" del farmaco permetterà di mantenere nel tempo i vantaggi economici, che non saranno la conseguenza di "tagli" alle spese, ma di un uso consapevole dei farmaci.»

Cosa può fare il singolo operatore sanitario per adottare un comportamento prescrittivo "appropriato", pur sapendo che le conoscenze sulla farmacoterapia sono in continua evoluzione e che non esistono regole infallibili cui attenersi?
«Aggiornarsi, aggiornarsi, aggiornarsi, avendo cura di scegliere fonti indipendenti di informazione sul farmaco. Un Centro di Informazione sul Farmaco a livello regionale può essere un valido punto di riferimento. Intanto è già possibile da oltre un anno ottenere un aggiornamento costante sui farmaci e la loro appropriatezza, cliccando al link curato dalla AUSL n. 5 di Messina, dalle due Aziende Ospedaliere e dalla Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina ( http://www.ausl5.messina.it/GiornaleFarmaci/Farmaci_Home.asp )»

a cura della dott.ssa Maria Antonietta Catania