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Musumeci ad assemblea Confindustria: "Ricchezza arriva dalle imprese"

Musumeci ad assemblea Confindustria:

«La vera ricchezza arriva dall'impresa ed è per questo che occorre, da un lato, accelerare la spesa pubblica e, dall'altro, mettere le imprese in condizione di essere competitive». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della 93/ma assemblea dei soci di Confindustria Catania alla quale ha preso parte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.
«Il Mezzogiorno non chiede elemosine, chiede soltanto pari opportunità - ha aggiunto - non possiamo pagare noi gli errori di tante classi dirigenti del passato che hanno utilizzato il sangue dei nostri lavoratori per fare mercato nero nei palazzi romani. Noi non possiamo pagare gli errori degli altri. Noi abbiamo bisogno di guardare con prospettiva al futuro».
Una ennesima presenza, quella di Boccia in Sicilia, che per Musumeci rappresenta la "testimonianza concreta" dell'attenzione verso l'isola. «Le chiedo con Confindustria, con i suoi associati, con le sue imprese, ognuno con la propria collocazione, ognuno col proprio ruolo, di starci accanto, di fare squadra! Perché soltanto se riusciamo ad essere competitivi al tavolo delle contrattazioni questa Terra può guardare al futuro, soprattutto i nostri giovani che vanno all'estero e voglio augurarmi che ci vadano con un biglietto di ritorno in tasca».
«Per quanto riguarda la fuga dei cervelli - ha aggiunto - noi crediamo che la formazione debba sempre più avvicinarsi alle competenze delle imprese, senza nulla voler togliere agli enti di formazione, e dobbiamo far tornare a parlare la scuola con l'impresa. Occorre rivedere il sistema educativo e formativo».
«In quasi due anni - ha proseguito ancora il governatore - abbiamo realizzato quello che non si era fatto negli ultimi dieci anni. Siamo partiti dal principio che in Sicilia c'è bisogno di incentivare la spesa e le imprese. Abbiamo messo, tra l'altro, su una serie di bandi per oltre ottanta milioni di euro a favore delle imprese per l'innovazione l'internazionalizzazione».
Nelle aree industriali, il governo ha previsto 54 milioni di interventi per infrastrutture, per adeguare le aree. «Alle associazioni industriali - ha spiegato il presidente - abbiamo solo chiesto di fornirci i progetti e saranno subito finanziati perché la risorsa è già a nostra disposizione. Lo faremo d'intesa con il Comune di Catania in questa provincia, in quest'area industriale dove abbiamo previsto 11 milioni da spendere per interventi infrastrutturali».
«Nel 2017 - ha aggiunto Musumeci - noi non c'eravamo. Sono state aggiudicate dagli Uffici regionali gare per lavori pubblici per circa ottanta milioni di euro. L'anno successivo, con il mio governo, abbiamo superato i 111 milioni. Nell'anno in corso siamo a quasi 100 milioni e contiamo di arrivare a 170 milioni complessivi entro il 31 dicembre. Quindi più del doppio rispetto a due anni fa».
«Lo stesso ritmo - ha proseguito - lo ha tenuto l'Ufficio del commissario straordinario contro il dissesto idrogeologico che è guidato dal sottoscritto. I cantieri, oltre 50, sono già aperti, affidamenti di opere per oltre 200 milioni di euro. Lo dico con orgoglio: sul fronte del dissesto idrogeologico e contro l'erosione delle coste la Sicilia è la prima regione italiana per spesa».
Sui Fondi europei, Musumeci ha sottolineato come tra il 2016 e il 2017 la Regione non aveva finanziato nessuna impresa. «Nel biennio non ancora concluso, invece - ha detto il presidente - sono state finanziate 1.641 imprese impegnando risorse per circa 316 milioni di euro. Di questi, 80 milioni sono già stati materialmente versati alle aziende ed entro la fine dell'anno si prevede di raggiungere la importante cifra di oltre 150 milioni. Attraverso l'Irfis, che è la banca della Regione e che abbiamo fatto resuscitare dopo anni di letargo - ha concluso - sono stati concessi, nel biennio che ancora non si è concluso, finanziamenti ad oltre 100 aziende ed è stata erogata liquidità per quasi 80 milioni di euro».
«Il Mezzogiorno non chiede elemosine, chiede soltanto pari opportunità. Non possiamo pagare noi gli errori di tante classi dirigenti del passato che hanno utilizzato il sangue dei nostri lavoratori per fare mercato nero nei palazzi romani. Noi non possiamo pagare gli errori degli altri. Noi abbiamo bisogno di guardare con prospettiva al futuro». Una ennesima presenza, quella di Boccia in Sicilia, che per Musumeci rappresenta la "testimonianza concreta" dell'attenzione verso l'isola. «Le chiedo con Confindustria, con i suoi associati, con le sue imprese, ognuno con la propria collocazione, ognuno col proprio ruolo, di starci accanto, di fare squadra! Perché soltanto se riusciamo ad essere competitivi al tavolo delle contrattazioni questa Terra può guardare al futuro, soprattutto i nostri giovani che vanno all'estero e voglio augurarmi che ci vadano con un biglietto di ritorno in tasca».