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Il Giro parte dalla Sicilia. Musumeci: "Occasione di promozione per Isola"

Il Giro parte dalla Sicilia. Musumeci: Occasione di promozione per Isola


4 ottobre 2020

"È una vigilia densa di ansia ed eccitazione per il ritorno in Sicilia del Giro. In Sicilia i ciclisti percorreranno 455 chilometri fra pianura, collina e salite particolarmente aspre. Il tutto attutito e stemperato dal paesaggio unico che accompagnerà i corridori".
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a Palazzo Orleans durante la conferenza stampa istituzionale di presentazione della centotreesima edizione del Giro d'Italia che partirà con la cronometro Monreale-Palermo. Presenti anche l'amministratore delegato di Rcs Sport Paolo Bellino, il presente della Federazione ciclistica italiana Renato Di Rocco e il vice direttore della Gazzetta dello sport Pier Bergonzi.
"Ci siamo voluti assumere un impegno notevole - ha aggiunto - non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche finanziario. Riteniamo che fare partire il Giro dalla Sicilia sia non soltanto un omaggio ad un'antica e popolare tradizione sportiva, ma anche un'occasione per promuovere l'isola. E abbiamo scelto di farlo nel momento più difficile della storia dal dopoguerra".
A proposito dell'aspetto sportivo della corsa a tappe, Musumeci gioca a fare l'imparziale. "Da siciliano vorrei dire forza Nibali - ha sottolineato - ma sono il presidente della Regione e devo apparire sopra le parti. Ma se facesse il tris di vittorie Nibali a me non dispiacerebbe. Ci siamo occupati di sistemare il manto stradale, nonostante la Regione non abbia fra i suoi compiti quello di tenere sotto controllo le strade. Ma non potevamo rischiare che non facessero disputare la corsa per colpa delle buche".
Il presidente della Regione ha anche rivolto un appello agli appassionati perché lungo il percorso delle tappe siciliane mantengano un comportamento compatibile con le norme di sicurezza anti contagio da coronavirus. "Serve senso responsabilità collettiva - ha fatto notare - non solamente in questo caso specifico, ma sempre. È impossibile pensare che con minacce di sanzioni si ottenga l'attenzione della gente, facciamo appello al senso di responsabilità di ciascuno. Ci possiamo divertire sulle strade del giro restando distanti e tenendo mascherina sul viso. Se la gente si dispone lungo il tracciato saremo felici. Non c'è alcun divieto, verrebbe meno uno dei protagonisti del ciclismo che è la gente che incita, applaude e passa l'acqua ai corridori".