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Programma regionale di promozione dell'allattamento al seno

Proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento sono delle priorità di salute pubblica nell'ambito materno infantile (WHO, 1989). Il latte materno è largamente raccomandato dall'OMS come alimento esclusivo nei primi sei mesi di vita del bambino, come alimento complementare fino ad un anno, ed è suggerito fino ai due anni se il bambino si dimostra interessato e se la mamma lo desidera (WHO/UNICEF, 2014).
Sebbene da decenni il latte materno sia riconosciuto dalla Comunità Scientifica come il "gold standard" per l'alimentazione dei neonati, in molte regioni italiane, soprattutto del Sud, i tassi di prevalenza dell'allattamento restano ancora molto bassi. Peraltro, i sistemi di raccolta dei dati secondo gli standard internazionali sono ancora eterogenei e frammentari.
In Sicilia, la prevalenza di donne che hanno allattato almeno una volta l'ultimo figlio è pari al 71% e la durata media dell'allattamento risulta di 3,5 mesi (ISTAT, 2014).
Il nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018, adottato con D.A. n° 351 dell' 8.03.2016 (PRP, 2016), con riferimento al Macro Obiettivo 2.1, ha individuato tra i programmi da sviluppare e consolidare, il "Programma Regionale di Promozione dell'allattamento al seno"; questo prevede, tra i vari obiettivi, anche il monitoraggio dei tassi di allattamento all'avvio nel punto nascita, al 3°, 6° e al 12° mese di vita.
La presente indagine ha l'obiettivo di misurare la prevalenza dell'allattamento secondo le definizioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (esclusivo, predominante, complementare, non allattamento), e i determinanti assistenziali e socio-culturali che lo influenzano in fasi diverse della vita del bambino (alla nascita, al 1° mese e al 6° mese).